Far Cry - Il Film: recensione dell'action diretto da Uwe Boll

Dopo il successo clamoroso del videogioco Far Cry nel 2004, Uwe Boll ne ha fatto un film action senza grosse pretese.

recensione Far Cry - Il Film: recensione dell'action diretto da Uwe Boll
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Chi già conosce il controverso regista Uwe Boll, autore legato a doppio filo con il cinema di genere di serie c, sa probabilmente di cosa andremo a parlare in questa recensione. Il suo "stile", se così vogliamo chiamarlo, si appoggia solitamente a dialoghi poveri di contenuti, scene d'azione surreali e al limite del ridicolo, siparietti ironici di dubbio gusto, che hanno dato vita negli anni a film assolutamente dimenticabili. Film spesso ispirati al fantasioso mondo dei videogiochi, caratteristica che se vogliamo ha reso ancor più difficile la creazione di contenuti di vera qualità. Appartiene a questo filone anche Far Cry, film del 2008 che riprende in maniera piuttosto fedele il soggetto dell'omonimo videogame per PC e console uscito invece nel 2004.
Il titolo sviluppato da Crytek è a oggi considerato una pietra miliare degli sparatutto in prima persona, è stato effettivamente uno di quei videogame in grado di inaugurare una nuova era, quella degli open world, che lasciano libero il giocatore di spaziare in un mondo di gioco ampio e variegato, senza "binari" da seguire. Non solo, il primo Far Cry ha dettato legge anche dal punto di vista tecnico, con il nuovo motore grafico CryEngine capace di ricreare mondi 3D di incredibile qualità - non a caso poi diventato il cuore di molti capolavori degli ultimi 15 anni come i tre capitoli di Crysis. Tutti elementi che hanno determinato per il primo Far Cry un successo di pubblico sterminato, motivo per cui si è arrivati a creare un film qualche anno dopo l'uscita. Ne avevamo davvero bisogno?

Domande retoriche

La risposta a questa domanda è, ovviamente, no. Soprattutto sarebbe stato meglio non affidarlo al truce Boll che, riprendendo in maniera piuttosto fedele i punti cardine della trama del gioco, ne ha fatto un adattamento sterile, anonimo e inguardabile in più punti. Nonostante molti appassionati reputino questo Far Cry un capolavoro trash, perfetto per le proiezioni di mezzanotte, la realtà critica ci porta per forza di cose da tutt'altra parte. Parliamo infatti di un titolo privo di mordente, che si trascina stancamente fino ai canonici 90 minuti senza mai coinvolgere davvero lo spettatore. Il prologo, interamente votato all'azione, farebbe pensare a un'opera dinamica, avvincente, invece ci si blocca subito dopo con scene riempitive, siparietti ironico-romantici di serie z, ambientazioni abbozzate. Complice un budget risicato, le suggestive atmosfere del videogioco sembrano solo un vago ricordo, si denota un minimo di cura soltanto nella caratterizzazione/riproduzione dei personaggi, con un Til Schweiger fisicamente adatto per il ruolo di Jack Carver. Con lui un'avventurosa e sensuale Emmanuelle Vaugier nei panni di Valerie Cardinal, ma soprattutto un ruvido Udo Kier nel ruolo del villain Lucas Krieger.


Oltre il cast

Seppur fisicamente calzante, il cast non lascia nessun particolare segno sulla produzione, causa una sceneggiatura senza particolari guizzi intenta soltanto a ricopiare tutto il possibile dalla trama del videogioco originale. Videogioco che offre al giocatore svariate di ore di intrattenimento, fra scontri epici e colpi di scena, con un coinvolgimento assoluto - vista la prima persona della visuale. Tutti elementi che riescono comunque a rendere avvincente una storia che di certo non è originale in ogni suo aspetto, anzi, che alla fin della fiera risulta aggrappata a diversi cliché intramontabili del genere. Nel film invece, oltre a diversi e fisiologici tagli alla storia, il coinvolgimento è pari allo zero: si osserva tutto dall'esterno senza particolare empatia, cosa che fa naufragare il progetto nella noia più profonda ben prima della scadente resa dei conti finale.
Eppure di tematiche da affrontare e approfondire, sulla carta, ce n'erano: dalla critica tecnologica, con l'uomo vittima delle sue medesime creature ed esperimenti, a quella politica, con il villain di turno intento a creare armi letali per la conquista del mondo. Far Cry invece finisce per apparire come uno svogliato adattamento action utile soltanto a cavalcare l'onda del successo del videogioco originale, portando così la storia a un pubblico più vasto e trasversale.

Far Cry - The Movie La storia del cinema è piena di esperimenti come Far Cry, ovvero film ispirati a videogiochi di estremo successo. Parliamo però di due "mezzi" per l'intrattenimento totalmente differenti, il primo richiede al pubblico un coinvolgimento passivo, il secondo del tutto attivo, motivo per cui quando si creano degli adattamenti sterili il meccanismo non funziona. Questo lavoro di Uwe Boll del 2008 è proprio questo, un progetto che scopiazza il possibile cercando di cavalcare l'onda del successo del gioco, con risultati deludenti e una noia dilagante. Tutto è concentrato sulla componente action, che però regala davvero poche emozioni al pubblico. Se la saga videoludica è rimasta nel cuore degli appassionati, che scalpitano per giocare il quinto capitolo in uscita, al cinema ci siamo fermati a questo primo e unico adattamento. Per fortuna.

4

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