Recensione Fango e Gloria

La Prima Guerra Mondiale rivista attraverso un una docufiction interessante ma non del tutto riuscita

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Nel 1914, Mario (Eugenio Franceschini), la sua ragazza Agnese (Valentina Corti) e l'amico Emilio (Francesco Martino) sono ragazzi della piccola borghesia di provincia avviati agli studi di giurisprudenza e a una vita agiata. Il loro è un trio affiatato anche se forse Emilio nasconde e soffre l'amore per Agnese dietro la sua fama di casanova indiscusso. Ma il 28 di giugno di quell'anno, con l'assassinio da parte dei serbi dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este, quella condizione di temporanea felicità sarà destinata a cambiare per sempre. Con lo scoppio di quella che poi sarà nota ai posteri come la I Guerra Mondiale e con la successiva entrata in guerra dell'Italia (nel 1915), Mario ed Emilio saranno infatti chiamati alle armi e costretti a seguire il loro destino militare, assieme a migliaia di altri ragazzi come loro. Con Mario in fanteria, Emilio in marina e Agnese costretta a trasferirsi a Milano per lavorare come operaia nell'industria aeronautica e contribuire alle economie della famiglia, il trio sarà infatti disgregato fino a data da destinarsi - ovvero all'ipotetica fine del conflitto. Ma il destino di Mario (desideroso di tornare a casa per convolare a nozze con la sua amata Agnese) è invece già stato scritto con un finale diverso. Simbolo di quelli che saranno i tantissimi caduti (650 mila per l'Italia a fronte di 5 milioni di soldati inviati in guerra) e soprattutto di quei militi ‘ignoti' che le famiglie non rivedranno neanche da morti, il percorso di Mario all'interno del grande conflitto si distinguerà proprio attraverso Fango e Gloria: il Fango di quell'atroce Guerra e la Gloria riservata agli eroi doppiamente vittime di un'ingiusta e anonima fine.

"Dormi sepolto in un campo di grano"

Realizzato in occasione del Centenario della I Guerra Mondiale e dei 90 anni dell'Archivio Storico Luce, Fango e Gloria scritto a quattro mani da Salvatore de Mola e Leonardo Tiberi e diretto da quest'ultimo, celebra la memoria di quel tragico conflitto attraverso una ricostruzione che mischia il presente storico della fiction con le immagini di repertorio (minuziosamente e sapientemente colorate per svecchiarne la qualità estetica e la forza narrativa) della storia vera. L'intento divulgativo/educativo dell'opera è ciò che di fatto ne rappresenta anche tutto il suo limite strutturale. Se da un lato infatti vi è l'idea pregevole di ricostruire quel momento storico attraverso l'ipotetica narrazione di chi lo visse in prima persona e ne fece (inopinatamente) le spese attraverso soprattutto le splendide e toccanti immagini di repertorio, d'altro canto sono la mescolanza di elementi (fiction/immagini d'archivio), l'utilizzo esteso di una voce fuori campo (che è quella del protagonista e che tra l'altro stride con l'accento fin troppo marcato usato invece nelle scene di finzione), le numerose digressioni narrative effettuate, e il tono estremamente didascalico del prodotto in toto a rendere Fango e Gloria un'opera senza dubbio più affine a uno sceneggiato televisivo che non a un prodotto cinematografico. E infatti, giustamente, si tratta di un lavoro che dopo il passaggio nelle sale approderà in televisione (il 24 maggio 2015 in prima serata su Rai 1) e che farà un suo percorso distributivo parallelo all'interno delle caserme e delle scuole. Il giusto percorso di un'opera che al di là della sua compiutezza/validità artistica assume il valore divulgativo della memoria, ricordandoci di quelle infinite vite spezzate senza motivo nel pieno della loro gioventù, e all'apice della loro vita, come cantava De Andrè nell'ingiustizia di una bella stagione che si fa malinconica perdendo tutto il suo potenziale di rinascita: "Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio Ninetta bella dritto all'inferno avrei preferito andarci in inverno".

Fango e Gloria Per omaggiare la ricorrenza del Centenario della I Guerra Mondiale e i 90 anni dell’Archivio Storico Luce, arriva al cinema Fango e Gloria di Leonardo Tiberi, un prodotto che fonde la ricostruzione storica e il materiale d’archivio per ricordare la tragedia del grande conflitto mondiale e soprattutto i suoi tanti e ingiusti caduti. Troppo disomogeneo dal punto di vista narrativo e dall’impianto decisamente più televisivo che cinematografico, Fango e Gloria rappresenta in ogni caso un’opera da apprezzare (e sfruttare) soprattutto per il suo valore divulgativo ed educativo.

5.5

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