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Falling For Christmas recensione: un film Netflix tenero, ma ordinario

La pellicola, diretta da Janeen Damian, è una classica fiaba natalizia piena di buoni sentimenti, ma mancante di originalità.

Falling For Christmas recensione: un film Netflix tenero, ma ordinario
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Falling for Christmas è un classico lungometraggio natalizio senza pretese con la regia di Janeen Damian (Red Eye, New York Academy - Freedance) e la sceneggiatura di Ron Oliver (Amarsi come cani e gatti, Una personal trainer pericolosa) e Jeff Bonnett (Love by the Book, Heroes). Il progetto, attualmente in vetta alla classifica dei titoli più visti Netflix (con l'occasione vi consigliamo di dare un'occhiata ai film Netflix di novembre 2022) vede il ritorno di Lindsay Lohan (Herbie - Il super Maggiolino, Il nome del mio assassino) nota attrice che è stata lontana dalle scene da qualche anno.

Sicuramente una piacevole conferma, la diva regge un titolo molto classico e divertente, che se a livello tematico riprende con efficacia tanti ingredienti funzionali delle commedie americane, a livello di genere sa ben bilanciare gli elementi più umoristici con quelli più romantici, sfornando un risultato sufficiente, seppur figlio di una tradizione cinematografica già ampiamente collaudata. Da notare inoltre un intreccio piuttosto scontato e superficiale, anche se è evidente che le emozioni suggerite dalla sceneggiatura sono genuine e autentiche, in grado di commuovere anche gli spiriti più inflessibili e intransigenti. Falling for Christmas, prodotto da Motion Picture Corporation of America e Riviera Films, è arrivato sul servizio on demand americano precisamente il 10 novembre 2022, in tutti i paesi in cui la piattaforma è disponibile.

Falling for Christmas: il potere della sfortuna e dell'amore

Falling for Christmas ci presenta, fin dall'inizio, la viziata e annoiata protagonista ovvero la giovane ereditiera Sierra Belmont (Lindsay Lohan), figlia di un ricco proprietario di un lussuosissimo albergo in montagna con tutti comfort possibili.

È il periodo natalizio e Sierra decide di andare a sciare in compagnia del suo ragazzo influencer Tad Fairchild (George Young) peccato che quest'ultimo sceglie un fuoripista poco battuto che porta entrambi a perdersi sulla neve. In particolare, lei sbatte la testa e si dimentica totalmente la sua identità: a soccorrerla il bello Jake Russell (Chord Overstreet) che, insieme a sua figlia Avy (Olivia Perez) la accoglie nel suo piccolo, ma accogliente hotel. Una tradizionale inversione di tendenza che, come accade nel classico Una poltrona per due, spinge forzatamente la protagonista a vivere un'esistenza lontana dalla sua quotidianità: ma il lungometraggio, in realtà, sfrutta questo elemento per parlare anche di amore. Ecco che quindi la narrazione, partendo da classiche gag e situazioni divertenti appartenenti alla sfera della commedia lasciano spazio al romanticismo in modo palese, dando la possibilità alla storia tra Jake e Sierra di costruirsi a dovere, passo dopo passo.

L'elemento più riuscito di Falling for Christmas è proprio la gestione dei due generi che risulta essere molto armonica e stabile senza che né gli spunti irriverenti che la love story abbiano la meglio sull'intero progetto. Peccato che però, nel giro di pochi minuti, sembra che la pellicola abbia veramente già detto tutto sul piano della scrittura: gli scambi comici come anche le situazioni romantiche sono messe al posto giusto, ma con risultanti sempre prevedibili e telefonate a dimostrazione che l'intreccio è sì solido, ma semplicemente perché si appoggia ad elementi funzionali e già rodati in anni e anni.

Toccare le emozioni giuste anche se con banalità

Falling for Christmas, sul piano registico, ruba in modo efficace da altri titoli decisamente più blasonati riuscendo a carpire le emozioni più profonde: la macchina da presa, infatti, cattura l'atmosfera natalizia in tutta la proverbiale e contagiosa dolcezza, evocando quella leggerezza e profondità con soluzioni semplici.

L'occhio della regista, rivolto ai sentimenti, agli sguardi tra i personaggi, con una particolare attenzione alla magia dei legami affettivi e non, è sincero e privo di artifici e perciò da apprezzare nella sua purezza di forma, ma allo stesso modo bisogna evidenziare che tale semplicità strutturale alla lunga rivela una banalità limitante. Ogni direzione registica scelta è infatti frutto di una mancanza di originalità che si fa sempre più forte mano a mano che il film va avanti ed è inutile girarci intorno: se vi aspettate qualcosa di nuovo purtroppo Falling for Christmas non è il progetto giusto, ma in realtà va bene anche così.

Non c'è alcuna pretesa a monte, ma anzi, una trasparente dichiarazione d'intenti che fa capire immediatamente al pubblico che tipo di storia sta per esplorare, senza nessuna sorpresa, è vero. E questo è sia un pregio che un difetto: se infatti si ritrova tutto quello che è stato esattamente promesso, è comunque pesante l'assenza di elementi inaspettati o idee controcorrente che avrebbero risollevato il progetto anche con poco.

Il ritorno di Lindsay Lohan provoca poi sensazioni contrastanti: se da un lato è bello vederla recitare nuovamente su schermo con questa passione, è pur vero che avremmo preferito che fosse coinvolta in titoli più impegnativi, ma bisogna comunque sottolineare che la sua presenza è preziosa. Ciò non significa che il resto del cast non sia talentuoso, ovviamente, visto che il loro lavoro è essenziale, ma l'interpretazione della Lohan dà a questo titolo lo sprint giusto di leggerezza ed intensità, caratteristiche importanti per la riuscita dell'opera.

Falling For Christmas Falling for Christmas è quella pellicola natalizia che nonostante la poca originalità nella scrittura e la superficialità registica, è talmente tanto ancorata alla tradizione e ai buoni sentimenti da intrattenere comunque con sincerità ed emozione. La commedia e la love story si intrecciano con un risultato comunque sufficiente, seppur privo di qualsivoglia ambizione e sorpresa inaspettata. Lindsay Lohan ritorna su schermo con un progetto classico, con una leggerezza e irriverenza contagiosa e preziosa, come il resto del cast, che si lascia guidare dal suo talento.

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