Everyhorror: Poultrygeist - Night of the Chicken Dead di Lloyd Kaufman

Inauguriamo una nuova rubrica dedicata agli horror "fuori di testa" andando a parlare di un folle horror-comedy-musical made in Troma.

recensione Everyhorror: Poultrygeist - Night of the Chicken Dead di Lloyd Kaufman
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Arbie, studente del liceo, sta consumando un rapporto sessuale con la compagna Wendy la sera prima che la ragazza parta per il college. Il luogo dell'amplesso è un antico cimitero indiano dal quale cominciano a spuntare, senza che i due se ne accorgano, delle braccia dal terreno. Sei mesi dopo Arbie ha fatto ritorno alla cittadina natale per trovare lavoro come impiegato del nuovissimo fast-food a base di pollo, l'American Chicken Burger, la cui apertura proprio dove un tempo vi era il camposanto dei nativi ha scatenato le proteste da parte degli ambientalisti vegani, i quali stanno cercando di boicottare in tutti i modi l'attività.
Tra questi vi è anche la stessa Wendy che, nel frattempo, ha scoperto la propria omosessualità e si è fidanzata con Micky, la leader della petizione. Distrutto dall'accaduto, il protagonista cerca di consolarsi col suo nuovo impiego, facendo la conoscenza dei colleghi: il redneck amante degli animali Carl Jr., l'effemminato messicano Paco Bell, la musulmana Hummus e un misterioso uomo di mezz'età che sembra avere molto in comune con lui. In Poultrygeist: Night of the Chicken Dead però nessuno ha preparato i dipendenti e i manifestanti a quanto sta per avvenire: gli spiriti degli indiani infatti hanno preso possesso delle carcasse dei polli che ora si sono trasformati in grotteschi pseudo-zombie assetati di sangue.

Attenti al pollo

Il primo film di questa nuova rubrica, che speriamo apprezzerete a tal punto da farla diventare un appuntamento fisso, dedicata al cinema horror "fuori di testa" non poteva che essere una produzione della Troma, casa di produzione indipendente specializzata in operazioni ad altissimo grado di splatter e nudità.
Cult come la saga di The Toxic Avenger e Tromeo and Juliet sono conosciuti - almeno di nome - anche da chi non bazzica solitamente in questo ambito e per l'occasione abbiamo selezionato una pellicola dello scorso decennio dall'esplicativo titolo Poultrygeist: Night of the Chicken Dead (ebbene sì, avete letto bene, proprio La notte dei polli viventi e una crasi con un classico come Poltergeist - Demoniache presenze), molto apprezzata dalla critica specializzata d'Oltreoceano.

Come già in altre occasioni la messa in scena, che ha potuto contare su un budget di mezzo milione di dollari, punta sul puro eccesso, in un'esplosione di volgarità assortite che non si fa problemi nell'infrangere il politicamente corretto all'insegna del macabro divertimento di genere, non risparmiando niente e nessuno nel corso dei cento minuti di visione.

Sesso, budella e risate

Sin dal prologo in cui il protagonista, prototipo perfetto e caricaturale del nerd, non riesce a slacciare il reggiseno della fidanzata con tanto di comparsa poco dopo di braccia dal sottosuolo, Poultrygeist: Night of the Chicken Dead mostra già i canoni di quanto andremo a vedere nella restante ora e mezza, con un vero e proprio delirio di budella, vomito e sangue che domina l'ultima mezz'ora: un grand guignol piacevolmente artigianale e in chiave ironica, sempre inframezzato da continui riferimenti sessuali, sia verbali che fisicamente espliciti, tra scene disinibite (etero e non) anche nei momenti apparentemente più impensabili.
Un cattivo gusto sporco e cattivo, tra improvvise esplosioni intestinali e squartamenti emoglobinici, che potrebbe parzialmente disturbare uno spettatore impressionabile ma che si rivela assolutamente irresistibile per gli appassionati, con la parte comica e leggera che trova adeguata compensazione nei dialoghi sopra le righe che prendono di mira tutto e tutti senza peli sulla lingua, sia nei confronti di personalità famose (da Ricky Martin alla tennista Martina Navratilova, da Che Guevara a Danny De Vito) che nei riguardi del sogno americano o della fede islamica, qui messi alla berlina con una graffiante cattiveria.

L'aggiunta di inserti musical a sottolineare alcuni dei passaggi chiave, con canzoni e balletti di buona cura e dalle ritmiche accattivanti, aggiungono ulteriore varietà alla funambolica narrazione, sprecandosi in citazioni sia ai classici dell'intero filone (da Alien a Lo squalo) che ad altri film della stessa Troma, epilogo con macchina ribaltata incluso quale marchio di fabbrica della compagnia.
La regia di Lloyd Kaufman, co-fondatore della società, è sempre fresca e spumeggiante e i tempi morti sono totalmente assenti, con gag e battute in serie che non lasciano un attimo di respiro, e il cast funziona alla perfezione nei rispettivi ruoli, con le componenti femminili impegnate in numerose scene senza veli che saranno molto apprezzate dal pubblico maschile.

Poultrygeist: Night of the Chicken Dead L'apertura di un fast food che vende hamburger di pollo, costruito su un antico cimitero indiano, dà il via a un'invasione di pennuti zombie posseduti dagli spiriti dei nativi in quest'horror cult prodotto dalla Troma, ideale ibrido tra le contaminazioni splatter tipiche del filone (con effetti artigianali convincenti, soprattutto nella seconda metà di visione) e quella carica comica e politicamente scorretta che caratterizza da sempre le produzioni della compagnia americana. Poultrygeist: Night of the Chicken Dead è un esaltante inno al cattivo gusto che si permette di giocare coi topoi del filone inserendo citazioni in serie e inserti musical accattivanti, con il sesso sempre e comunque elemento centrale nella sua spontanea gratuità e uno sprezzo del ridicolo che il regista Lloyd Kaufman, co-fondatore della società, sa gestire con lodevole genuinità, sfruttando anche il giovane e fresco cast a disposizione.

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