Every Day, la recensione del film con Liev Schreiber ed Ezra Miller

Una coppia felicemente sposata da quasi vent'anni si trova alle prese con una crisi ulteriormente complicata dalla difficile situazione familiare.

recensione Every Day, la recensione del film con Liev Schreiber ed Ezra Miller
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Ned e Jeanny sono felicemente sposati da quasi vent'anni ma ora la loro relazione sembra ad un punto morto, complicata ulteriormente da alcune vicissitudini familiari non semplici da gestire. Il figlio maggiore Jonah, sedicenne, ha scoperto di essere omosessuale già da quattro anni e il coming-out non è stato preso nel modo migliore dal padre, che continua a sperare in un "ravvedimento", mentre la donna si trova a dover gestire l'anziano genitore Ernie, da poco arrivato in città e infermo su una sedia.
In Every Day Ned è inoltre pressato sul posto di lavoro (fa parte di una redazione che cura le sceneggiature per un famoso programma televisivo) e incuriosito dalle attenzioni a lui rivolte da parte di una bella collega. Mentre tutto sembra remare loro contro, i coniugi dovranno cercare di mantenere un forte self-control al fine di mantenere coeso quanto costruito nel corso del loro lungo matrimonio.

Giorno dopo giorno

Produttore e sceneggiatore di una delle serie simbolo del nuovo millennio quale Nip/Tuck (2003 - 2010), della quale ha anche diretto alcuni episodi, Richard Levine esordisce alla regia per il grande schermo nel 2010, mettendo in scena uno script farina del suo sacco, con Every Day, commedia drammatica su una famiglia disfunzionale alle prese con i traumi e le difficoltà dell'essere genitori. Come già suggerisce il titolo originale, la quotidianità sempre uguale e ridondante che stava affossando i personaggi in una noiosa inerzia prende vie inaspettate, che rischiano di mandare in crisi il già incrinato rapporto tra i membri del nucleo: dall'incapacità di Ned di venire a patti con l'omosessualità dichiarata del primogenito all'arrivo tra le quattro mura del burbero suocero con tendenze suicide, nulla sarà più come prima dopo il procedere dei burrascosi eventi che avranno luogo nei novanta minuti di visione.
Questi si rifanno, a dire il vero senza troppa originalità, agli stilemi canonici del cinema indie americano. Il film non si scrolla infatti di dosso l'impressione di un compitino ben eseguito ma totalmente privo di personalità, nonostante la storia cerchi sempre di variare su più argomenti adottando costantemente uno sguardo dalla doppia anima, una più leggera e l'altra più amara.

Crisi e soluzioni

Sin dai titoli di testa, durante i quali si assiste alla preparazione della colazione da parte del protagonista, il regista ribadisce la volontà di ricreare un contesto accomodante che permetta al pubblico generalista di sentirsi a casa e immedesimarsi con la famiglia al centro della vicenda, e anche le liti tra marito e moglie e la crisi sempre crescente trovano solide fondamenta nella realtà, merito degli incisivi dialoghi che rendono le relative figure ricche di verosimiglianza. Il difetto maggiore risiede però nell'eccedere sulla marea di sfortune e complicazioni che vanno ad incrinare ulteriormente il rapporto tra Ned e Jeanne. Sembra quasi che mani invisibili stiano tramando contro di loro al fine di far naufragare ad ogni costo il matrimonio. Every Day si carica di forzature non sempre necessarie che appesantiscono la narrazione oltre misura, e gli stessi ripensamenti di uno o dell'altro fanno storcere il naso penalizzando di fatto le rispettive caratterizzazioni.
Il maggior pregio dell'operazione risiede senza ombra di dubbio nell'affiatato e ottimo cast, con le efficaci interpretazioni di Liev Schreiber, Helen Hunt (in un ruolo da lei "vestito" a lungo in carriera) ed Ezra Miller nei personaggi principali, un gigantesco Brian Dennehy nei panni dell'arcigno nonno/suocero, figure secondarie di rilievo come la sexy collega di Carla Gugino e con un ancora poco conosciuto David Harbour (Hopper di Stranger Things e prossimo Hellboy cinematografico) in una piccola parte.

Every Day Every Day è una commedia drammatica senza infamia e senza lode che ci trascina nella crisi di una coppia come tante che, dopo quasi vent'anni di matrimonio e dopo aver avuto due figli, si trova alle prese con situazioni sempre più inaspettate. L'Every Day, l'ogni giorno del titolo originale mantenuto anche in quello italiano, qui cambia dalla noiosa monotonia per gettarsi a capofitto in una pericolosa strada senza ritorno, tra tradimenti coniugali, coming-out da parte del primogenito e un burbero suocero gravemente malato e con tendenze suicide che si è trasferito da un giorno all'altro tra le quattro mura di casa. Il regista e sceneggiatore Richard Levine dirige col pilota automatico una storia dagli spunti accattivanti che purtroppo si perde in forzature narrative non sempre richieste, le quali rendono l'intero insieme più meccanico del previsto, trovando parziale ancora di salvezza nelle magistrali performance dell'eterogeneo e navigato cast, capace di tenere sempre alta la presa su personaggi a forte rischio over-acting. Il film andrà in onda stasera, mercoledì 3 ottobre, alle 21 su CINESONY in prima visione tv.

5.5

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