Giorni d'estate Recensione: una favola drammatica con Gemma Arterton

La regista teatrale Jessica Swale esordisce con un film sorretto da ottime interpretazioni ma non sempre credibile in fase di scrittura.

Giorni d'estate Recensione: una favola drammatica con Gemma Arterton
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Mentre i film al cinema a settembre 2022 si fanno strada in s, è il momento di parlare di Giorni d'estate, la nuova pellicola con Gemma Arterton. Inghilterra del Sud. Alice, scrittrice inglese appassionata di antiche tradizioni e di folklore locale, conduce una vita solitaria in una casetta immersa tra le scogliere. Il suo carattere difficile la ha resa invisa alla popolazione della vicina cittadina e i bambini arrivano spesso a tormentarla insultandola come "spia nazista". Siamo infatti nel 1940 e il Regno Unito è in guerra contro la Germania, situazione che porta molti bambini a ritrovarsi senza casa.

Proprio uno di loro, il piccolo Frank, le viene affidato contro la sua volontà: in seguito al bombardamento che ha devastato Londra, ha infatti perso tutto e i suoi genitori al momento non possono prendersi cura di lui. Il padre infatti è un pilota della RAF, l'aviazione britannica, mentre della madre non vi è traccia. Alice si trova così obbligata moralmente a prendersene cura e dopo l'iniziale diffidenza tra i due si sviluppa un rapporto sempre più solido. La vicinanza con un altro essere umano riporta inoltre la protagonista a viaggiare nei ricordi, di quando dieci anni prima perse, forse per sempre, l'unico e solo amore della sua vita...

Giorni d'estate: tra favola e realtà

Tutte le aspettative di un film che vorrebbe raccontare una storia di inclusività, di lotta contro tutti i pregiudizi e porsi come inno all'amore universale si scontrano con il colpo di scena finale che si rivela ben più che inverosimile, giustificato sì almeno a parole ma eccessivamente forzato ad hoc per l'occasione. Giorni d'estate frana proprio sul più bello, su quella rivelazione che vorrebbe raggiungere il climax massimo salvo rischiare di scadere nel ridicolo, all'insegna di un lieto fine - comunque parzialmente amaro - ad ogni costo.

A un certo punto della storia, tramite diversi flashback, cominciamo a scoprire di più sul passato della protagonista e sul perché della sua imposta solitudine: l'amore per un'altra donna, allora considerato come abominevole peccato, e la traumatica fine di questi ha spinto Alice ad evitare gli sguardi altrui, ritirandosi come una sorta di zitella - eremita senza più sogni e speranze se non quelle professionali legate ai suoi studi. L'arrivo di Frank spariglia ovviamente le carte e riaccende in lei quella luce che si andava spegnendo, e proprio nel loro rapporto si respirano le intuizioni più felici del racconto.

Una Gemma che risplende

L'esordio per il grande schermo in un lungometraggio della regista teatrale Jessica Swale sembra derivare proprio dalla sua esperienza sul palcoscenico e non perciò casuale il grande lavoro sugli attori, in particolar modo sulla principale protagonista Gemma Arterton: la bella attrice inglese - sapete che Gemma Arterton sarà nel cast della serie Disney+ Culprits? - ha già dimostrato da lungo tempo di essere oltre che sexy anche brava e qui sfodera una performance drammatica intensa, capace di entrare nel cuore dello spettatore nonostante i succitati scivoloni narrativi.

La bellezza dei paesaggi del Sussex, con quelle colline immerse nel verde che sembrano garantire almeno all'apparenza un momentaneo rifugio dagli orrori del conflitto, e una colonna sonora ispirata offrono campo libero ad una manciata di sequenze altamente suggestive, degno contorno delle complesse vicende interpersonali aventi luogo nel corso dei cento minuti di visione. Visione che paga troppe colpe in fase di sceneggiatura, tra comportamenti che sembra difficile poter giustificare - tra i quali una verità celata troppo a lungo - e improvvisi ritorni che fanno ampiamente capire di trovarsi davanti a un film, e che la realtà è ben diversa e più avara di quella qui raccontata.

Giorni d'estate Il luogo fatato, quella Terra d'Estate che accompagna i personaggi per tutto il racconto, teatro mitico dove il mondo dei vivi e quello dei morti sarebbero destinati a collimare, è uno dei simboli della cultura wicca e non è un caso che la protagonista venga inizialmente etichettata come una strega. Rifugiatasi in un'astiosa solitudine, Alice si concentra esclusivamente sui propri studi, persa in un passato che non potrà ritornare e restia a crearsi nuove amicizie. Ma il destino ha in serbo una sorpresa, dovrà infatti prendersi cura di un piccolo rifugiato di guerra, che riaccenderà in lei emozioni e ricordi sopiti. Giorni d'estate è una favole dolce-amara ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale nelle verdeggianti colline del Sussex, palcoscenico ideale per questa storia di potenziale rinascita e nuove consapevolezze. Una Gemma Arterton bella e brava non basta a coprire le falle di una sceneggiatura a tratti interessante ma altrove gratuita e improbabile, con il tema dell'amore tra due donne schiavizzato alle logiche di un melodramma che raggiunge quel finale agognato ma poco verosimile, spiegato ma non per questo più credibile.

6

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