Venezia 72

Recensione Equals

Drake Doremus mette in scena una favola distopica ambientata in un futuro senza emozioni con protagonisti Kristen Stewart e Nicholas Hoult.

recensione Equals
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L'amore è il sentimento primario, quello che unisce gli esseri umani, il punto zero verso cui convergono tutte le emozioni. Ispira i poeti, alimenta gli artisti, muove il mondo intero e ci rende quello che siamo. Ma così come il corpo evolve anche la mente si trasforma nel tempo: e se decidessimo di evolverci a tal punto da non provare più emozioni? Cosa succederebbe se decidessimo di inibire ogni tipo di sensazione, amore compreso, e vivere come degli automi? È quello che prova ad immaginare Drake Doremus nel suo Equals, teatro di un mondo asettico dove il cromatismo è ridotto all'estremo ed è freddo come le persone che lo abitano. Giorni e notti tutti uguali, in appartamenti rigorosamente singoli dove l'unica forma di divertimento è creare puzzle dopo le ore di lavoro - lavoro che per Nia e Silas (Nicholas Hoult e Kristen Stewart) consiste nel narrare ed illustrare i testi di una rivista di divulgazione scientifica. Nel mondo di Doremus infatti la scoperta dello spazio è l'unico obiettivo di interesse del governo - chiamato il Collettivo - oltre a trovare una cura per la SOS, o Switched-On Syndrom. La "sindrome dell'accensione" si manifesta in individui la cui inibizione delle emozioni nell'infanzia non è andata a buon fine, e che si ritrovano così ad affrontare varie fasi di gravità emozionale: dal semplice desiderio di contatto con un altro essere umano al piangere, disperarsi. Innamorarsi.

Tra shakespeare e Black Mirror, senza la sensibilità di uno né l'innovazione dell'altro

Nia e Silas sono entrambi malati e la loro condizione viene trattata in un modo che somiglia molto a ciò che ricevevano i malati di AIDS negli anni '90. Ghettizzati, considerati pericolosi e contagiosi, costretti ad aspettare impotenti il momento in cui l'aggravarsi della malattia li porterà alla morte - o nel caso della SOS al Covo, un luogo di confinamento in cui le cure a cui si viene sottoposti portano spesso al suicidio. Come dei moderni Romeo e Giulietta i due si vedono di nascosto ed altrettanto di nascosto si scoprono, si amano ed infine decidono per la fuga: peccato che l'intero processo sia narrato da Drake Doremus e Nathan Parker (sceneggiatore del film) in maniera superficiale e per nulla coinvolgente. Doremus si ferma alla superficie praticamente in ogni aspetto della pellicola, senza approfondire un soggetto intrigante che ricorda molto la serie TV inglese Black Mirror, di gran lunga superiore sia per messa in scena che per sceneggiatura. In Equals quello che poteva essere uno spunto affascinante si trasforma solo nel pretesto per narrare una storia d'amore canonica e scontata, attraverso una regia priva di particolare ritmo che fallisce miseramente nel creare spessore.

Da mutanti e vampiri ad attori affermati, una nuova sfida per Hoult e Stewart

Associare Kristen Stewart al suo ruolo in Twilight è ormai approssimativo ed errato: di strada la ragazza ne ha fatta, e con Sils Maria ha dimostrato di potersi ritagliare con successo una nicchia anche in produzioni più raffinate - e con grande successo, considerato il traguardo del César come migliore attrice non protagonista. Lo stesso vale per Nicholas Hoult, ormai molto più di un semplice X-Men. Nonostante questo però, i due protagonisti non riescono a convincere nelle loro interpretazioni, che appaiono fin dall'inizio eccessivamente artificiose e troppo caricate, perfino nella loro assenza di emozioni. Entrambi appaiono forzati, mancano di naturalezza e di chimica e finiscono per essere eccessivamente artefatti, senza di fatto mai coinvolgere lo spettatore. Nonostante questo, non sono comunque il lato peggiore della pellicola, affidato invece alla sceneggiatura che non li aiuta né tantomeno esalta le sfaccettature che avrebbero potuto creare con due personaggi del genere. Considerato il soggetto, Equals finisce per sapere di occasione sfumata, un classico esempio di come un ottimo spunto non si traduce necessariamente in un ottimo film.

Equals Nel futuro distopico di Drake Doremus le emozioni vengono inibite dalla nascita e perfino il contatto umano è diventato superfluo. Ma la storia d'amore proibita tra Nia (Kristen Stewart) e Silas (Nicholas Hoult) non convince, non emoziona, non riesce ad arrivare al cuore dello spettatore. Una pellicola che troverà probabilmente successo tra i giovanissimi, ma che non può sperare di farsi amare da un pubblico che cerca più dell'ennesima rivisitazione di moderni Romeo e Giulietta.

5

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