Encounter, la recensione dello sci-fi su Amazon Prime Video

Liam Hemsworth è protagonista di un film di fantascienza a basso budget che paga una sceneggiatura ricca di cliché e risvolti privi di logica.

recensione Encounter, la recensione dello sci-fi su Amazon Prime Video
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L'esistenza del pittore Will Dawkins è cambiata da un giorno all'altro quando, a causa di un incidente d'auto, sua figlia è morta sul colpo e lui è rimasto paralizzato su una sedia a rotelle. La moglie non è mai riuscita a perdonarlo per quanto accaduto e i due sono ora separati, con Will che si è trasferito in casa della sorella e trascorre la maggior parte del tempo davanti alla tela.
Una sera i suoi tre migliori amici stanno bevendo delle birre all'aperto quando sono testimoni della caduta di quello che sembra un meteorite. Arrivati nel vicino campo dove l'oggetto è precipitato, rinvengono una sorta di misterioso guscio e decidono di portarlo con loro per esaminarlo. Will si sente subito attratto dall'oggetto extraterrestre, che si dimostra ben presto dotato di vita propria e stringe un particolare legame simbiotico con l'uomo. Ma sulle tracce delle creatura aliena vi sono anche le forze speciali del Pentagono, ben preparate sui pericoli che questa potrebbe rappresentare.

Il senso della vita

Sulla carta gli spunti per realizzare uno sci-fi intimista e ricco di riflessioni vi erano tutti ma qualcosa è andato storto e il basso budget a disposizione non può essere un'attenuante per alcuni sbocchi di trama che scadono nel ridicolo involontario.
La ricerca di risposte sul significato della vita e della morte viene qui declinata su coordinate paradossali e farsesche, che sembrano raccogliere influenze da diverse pellicole precedenti senza mai trovare un proprio equilibrio narrativo.
Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, Encounter paga il suo essere derivativo, con risvolti melodrammatici via via sempre più improbabili e un colpo di scena finale assolutamente privo di logica, atto esclusivamente a trovare quello slancio a effetto che però si ritorce contro all'intero insieme.
Il regista e sceneggiatore Paul Salamoff, alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo l'inedito horror The Last Breath... (2015), pecca di presunzione e il risultato è soltanto un confuso calderone che nel suo tentativo di dire tutto finisce per perdersi nel nulla assoluto.

Risvolti alieni

I novanta minuti di visione cedono spesso a momenti di stanca, con un monotono procedere degli eventi e la mancanza di una regia degna di questo nome, tanto che spesso si cade in soluzioni di stampo amatoriale.
Amatoriale è anche il comparto effettistico, con il design e relativa realizzazione della creatura aliena che pare provenire da un film degli anni '80, su tutti il remake de La piccola bottega degli orrori (1986), senza però nessun intento citazionista a giustificarne la rozzezza estetica.
Encounter presenta inoltre personaggi poco carismatici e mal caratterizzati, con tanto di fastidiosi flashback a suggerire la definitiva, sbilenca, svolta dell'epilogo e le reazioni su schermo del cast a suddetta scena dicono già tutto sulla convinzione che girava sul set.
Viene difficile credere che due interpreti, non certo star ma nemmeno emeriti sconosciuti, come il fratello d'arte Liam Hemsworth e la Anna Hutchison di un cult come Quella casa nel bosco (2011) abbiano preso parte a un'operazione così povera e priva di idee.

Encounter Un improbabile e mal assortito gruppo di personaggi è alle prese con il ritrovamento di un essere extraterrestre, che ben presto si rivela in grado di cambiare e migliorare la vita di alcuni di loro. Ma le sorprese sono dietro l'angolo e il governo ovviamente è sulle tracce della misteriosa creatura aliena. Encounter vorrebbe infilarsi nel filone della fantascienza a basso budget e ad alto contenuto, fallendo nella costruzione narrativa e nell'esposizione di tematiche universali qui schiave di un'irritante e gratuita retorica. L'ora e mezza di visione paga una complessiva lentezza e si perde in eventi chiave privi di logica, epilogo in primis, e il tentativo di lanciare un messaggio sull'importanza del concedere una seconda opportunità si svilisce strada facendo, per via di soluzioni o derivative, o che scadono nel ridicolo involontario.

3.5

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