Elvis & Nixon, Kevin Spacey e Michael Shannon mattatori: la recensione

Due grandi attori al massimo della forma gigioneggiano all’insegna del divertimento nei panni di due icone americane.

recensione Elvis & Nixon
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La cosa più curiosa nell'informarsi su un film come Elvis & Nixon non è tanto l'inattesa componente "basato su una storia vera" (seppure con diverse licenze poetiche, dal momento che l'incontro tra rock star e presidente precede la decisione di Nixon di registrare tutte le conversazioni nella Stanza Ovale, e quindi non esiste nessun resoconto ufficiale della loro chiacchierata), quanto piuttosto l'identità di uno degli sceneggiatori: Joey Sagal (autore del copione insieme all'ex-moglie Hanala Sagal e l'attore Cary Elwes), al suo esordio davanti a una tastiera dopo una lunga carriera come attore, passata più volte a interpretare "the King" (se si include questo film, dove appare brevemente nei panni di un imitatore di Elvis, è la sua quinta interpretazione legata al celebre attore-cantante). Un dettaglio divertente che forse spiega la fascinazione che il film ha per Elvis non come persona, ma come mito, una figura contraddittoria il cui comportamento bislacco è una fonte continua di sane risate.

Shannon/Spacey

Come in The Journey di Nick Hamm, visto all'ultima Mostra di Venezia, abbiamo a che fare con un incontro vero ma romanzato su uno sfondo socio-politico tutt'altro che roseo, e come nel film sulla situazione nordirlandese è abbastanza evidente che il contenuto più sostanzioso interessi ben poco alla regista Liza Johnson, che non dà mai il giusto peso al contesto storico, né in un'ottica più seria né in chiave satirica (le allusioni al futuro scandalo Watergate sono piuttosto prive di mordente). Ma è altrettanto evidente che l'intento principale del film, almeno a livello di scrittura, era quello di dare a due attori in stato di grazia materiale abbastanza succoso da regalarci un'ora e mezza di divertimento, e su quel fronte è inutile negarlo: Elvis & Nixon è, in termini puramente recitativi, un trionfo. Da un lato c'è Michael Shannon, la cui espressione perennemente stralunata è perfetta per questo Elvis Presley sul viale del tramonto, un po' fuori dal mondo, col carisma intatto ma diverse rotelle fuori posto, e l'attore compensa la non proprio calzante somiglianza fisica con una performance brillantemente ipnotica. A fare da contraltare a questo protagonista strambo ma comunque credibile c'è il più caricaturale Kevin Spacey nei panni di un Richard Nixon che sembra uscito da un episodio di Futurama, ma con quella qualità un po' disturbante alla quale il suo interprete ci ha abituati in quattro stagioni di House of Cards. In mezzo si muovono anche altri attori di talento (tra cui il drammaturgo Tracy Letts, che con Bug regalò a Shannon uno dei suoi ruoli più belli), ma il centro nevralgico di Elvis & Nixon rimane lo spazio occupato in tandem dai due protagonisti, pretesto ideale per passare un paio d'ore al cinema all'insegna della risata (mediamente) intelligente, senza troppe pretese. Certo, se qualcuno usasse gli stessi interpreti in un prodotto più serio non ci lamenteremmo affatto, ma tale sogno nel cassetto non ci vieta di goderceli come sana distrazione in un film innocuo ma spassosissimo.

Elvis & Nixon Dominato da due magnifici protagonisti, Elvis & Nixon è un film modesto ma efficace che compensa la scarsa profondità psicologica e storico-politica con un buon tocco comico, regalando allo spettatore un’ora e mezza di intrattenimento leggero ma non per forza banale. Imprescindibile per i fan di Michael Shannon e Kevin Spacey.

7.5

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