Netflix

El Comediante Recensione: una dramedy fine a se stessa su Netflix

Il film scritto ed interpretato da Gabriel Nuncio vive di alcune sequenze ispirate, ma fatica a trovare una dimensione più ampia rispetto al suo contesto.

El Comediante Recensione: una dramedy fine a se stessa su Netflix
Articolo a cura di

Vincere una verità comune è spesso una battaglia persa in partenza. L'evoluzione di un uomo, lo spiegarsi delle sue ali per volare via dal nido, è un processo fatto di piccole minuzie e cambiamenti a volte impercettibili. Gli inossidabili preconcetti non riguardano solo i grandi temi della vita, ma anche gli sviluppi di un'identità sempre mutabile, e sono ugualmente difficili da abbattere. Gabriel deve ripetere in continuazione a coloro che dovrebbero conoscerlo che non vive più a Monterrey, che non lavora in una casa editrice, che non vuole fare il comico. Ma è solo fiato sprecato: Gabriel è ritenuto simpatico da tutti, e non vogliono proprio capire che la sua non è una commedia.

Su Netflix arriva El Comediante, pellicola vincitrice dei premi come miglior film e miglior fotografia al Festival internazionale del cinema di Guadalajara, fondato da Guillermo del Toro insieme ad altri registi ispanici (non vi farà piacere sapere che Guillermo del Toro non lavorerà mai più allo sviluppo di un videogioco). L'opera scritta ed interpretata con passione da Gabriel Nuncio porta in scena la storia intima di un uomo alla disperata ricerca della sua identità, alle prese con la stesura del testo di un film al quale non riesce a trovare una quadratura. La pellicola diretta da Rodrigo Guardiola - trovate qui tutti i film in uscita a gennaio 2022 su Netflix - è una miscela imperfetta tra una commedia cerebrale ed un quieto dramma, che sembra faticare nella trascendenza di un'evoluzione psicologica che passa purtroppo in sordina.

Per sempre incompiuto

Gabriel (Gabriel Nuncio) è sulla soglia dei 40 anni, ma sta ancora cercando il suo posto nel mondo. Vive a Città del Messico e fa il comico da quasi quindici anni, nonostante sia stufo di un lavoro che non lo soddisfa e non gli permette di guadagnare abbastanza.

Pianifica un'incursione nel cinema scrivendo un dramma che parla della prima donna nello spazio, ma la trama fatica ad evolversi e lui rigetta con rabbia l'etichetta di commedia che i suoi amici continuano ad affibbiarle. La sua chiusura agli stimoli esterni si manifesta anche nel rapporto con Leyre (Cassandra Ciangherotti), una donna piombata improvvisamente nella sua vita, con Gabriel che è molto affezionato a lei ma nasconde a stento lo scherno davanti ai suoi discorsi di chakra, energie metafisiche e federazioni intergalattiche. Quando la sua migliore amica Melissa (Adriana Paz) gli chiede di donare lo sperma per permetterle di diventare madre, Gabriel è costretto ad affrontare la realtà per crescere e trasformarsi in un padre decente per suo figlio, ma la costante remissività gli impedisce di trovare la risolutezza necessaria al ruolo.

Storia in cerca di uno scopo

Il titolo americano di questo film, This is not a Comedy, ben si presta all'ironica descrizione della trama. Si tratta infatti di una dramedy, una fusione tra dramma e commedia, la cui riuscita generale è complicata dal bilanciamento tra i due opposti dello spettro sentimentale. El Comediante regge bene l'equilibrio nella prima ora di visione, ma si perde nella stessa incompiutezza che grava sul protagonista. L'opera diretta da Rodrigo Guardiola riesce a strappare qualche sorriso malinconico nelle sue parti "divertenti", e allo stesso modo il dramma non è così duro e profondo da sconvolgere i protagonisti: purtroppo questo galleggiare in sensazioni poco intense finisce con l'impoverire il risultato finale della trama, che rimane dunque quasi immutata fino al termine del titolo.

La pellicola porta in dote alcune sequenze suggestive e la brillantezza della recitazione, e questi elementi riescono a catturare l'attenzione dello spettatore rendendolo curioso nei confronti della storia. Purtroppo, con il passare del tempo, è sempre più evidente come il protagonista rimanga chiuso in se stesso, impedendo qualsiasi forma di evoluzione del personaggio e restando ancorato al carattere che viene mostrato nei primi minuti. Soltanto le ultimissime scene cercano di redimere l'immobilismo precedente, lasciando intravedere senza l'utilizzo di dialoghi o spiegazioni dirette lo sviluppo di un Gabriel che ha in realtà assimilato tutti gli accadimenti, trasformandoli in lezioni da apprendere.

Nella tecnica il tocco di classe

La sceneggiatura dunque non brilla di particolari guizzi, ma lo stesso non si può dire del comparto tecnico del film.

La regia di Rodrigo Guardiola (al quale si affianca lo stesso Gabriel Nuncio) riflette bene l'intimità della storia: la sua camera a mano è spesso vicina ai volti e agli oggetti, restituendo la profonda energia che si cela dietro alle conversazioni apparentemente banali. La composizione delle scene risulta spesso molto ispirata, così come una fotografia che illumina con colori particolari gli interni, dando un nuovo ed immediato spirito agli eventi che si svolgono. Menzione obbligatoria anche per la colonna sonora, ben eseguita e perfettamente calata all'interno di alcune sequenze quasi oniriche, che risulta un valore aggiunto per la riuscita complessiva di un'opera imperfetta. Bisogna purtroppo nuovamente fare i conti con una localizzazione inesistente: Netflix permette la visione del film solamente in lingua originale (sono presenti i sottotitoli in italiano), e questa decisione si ripercuoterà sul successo di un film che verrà probabilmente snobbato da un'ampia fetta di abbonati.

El Comediante Il film scritto ed interpretato da Gabriel Nuncio riesce a sorprendere grazie all'ispirazione che rende suggestive molte scene, ma la trama fatica a decollare rimanendo impantanata nella stessa indecisione che caratterizza il personaggio principale. Questo miscuglio tra un dramma pacato ed una sobria commedia può considerarsi riuscito soltanto a metà: la fotografia intensa ed una toccante colonna sonora non bastano ed elevare El Comediante dal suo stato inconclusivo, ma sono sufficienti a trasportare lo spettatore fino ai titoli di coda di un film che sembra avvilupparsi intorno ad uno scopo che non c'è.

6

Quanto attendi: El Comediante

Hype
Hype totali: 3
30%
nd