Recensione El Cantante

J.Lo e Mark Anthony fanno rivivere Hèctor "La Voz" Lavoe

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I biopic musicali sono probabilmente uno dei generi di biografia cinematografica più comuni e apprezzati dagli spettatori: partono con una buona base di pubblico assicurato e permettono di sviluppare storie intriganti, visto che le vite delle star della musica sono spesso travagliate e ricche di alti e bassi, successi e rovinose cadute. Proprio come quella di Hèctor Lavoe, leggenda della musica latina, creatore, insieme a Willie Colòn, della popolare musica Salsa che da più di quarant'anni fa ballare mezzo mondo.

La Voz

Héctor Lavoe (Mark Anthony) ha la musica nel sangue. A soli diciassette anni lascia Puerto Rico per cercare fortuna e il 'ritmo giusto' nella Grande Mela dove, dal 1967, comincia a farsi un nome insieme al musicista Willie Colòn (John Ortiz) e al suo nuovo gruppo, i Fania All Stars.
La sua vita è una lunghissima partita a carte, fatta di mani vincenti, altre fortunate, altre disastrose o semplicemente spericolate. L'incontro con la futura moglie Nilda Georgina "Puchi" Roman (Jennifer Lopez), anche se non fondamentale sulla sua carriera musicale, avrà invece un'impatto importantissimo sulla sua vita privata...

Un punto di vista unico, ma interessante

E proprio Puchi sarà la narratrice della storia: «Ho un sacco di storie interessanti da raccontare su Hector. Vi racconterò della nostra vita. Certo, è la mia versione dei fatti.»
Come sempre accade, difatti, la biografia è parziale, racconta solo un certo punto di vista, in particolare quello della moglie, che come già detto non ebbe particolari influenze artistiche su Lavoe, ma di certo lo conosceva bene. Il film non ha comunque mancato di suscitare polemiche in alcuni studiosi e in molti fan del cantante, raccontando solo parzialmente i motivi della sua ascesa e della sua caduta. Particolarmente ostico è stato il commento del vero Colòn, che non si è sentito ben rappresentato sullo schermo, ma anzi svilito.
Ma, al di là della veridicità storica (si sa che questo genere di film va affrontato con vena critica) c'è da dire che il lavoro svolto dal semisconosciuto regista cubano Leon Ichaso è di buon livello, rendendo realistico -e soprattutto mai noioso- il contesto, elemento di merito da non sottovalutare in questo genere di pellicole, sempre a rischio di apologia gratuita e noioso incensamento scena dopo scena. A questo contribuisce l'ottima fotografia, satura al punto giusto da rimandare alla mente gli anni delle vicende, oramai passate, del cantautore portoricano.
Inoltre, l'accoppiata Anthony-Lopez funziona sullo schermo forse anche più che nella vita reale. Il rapporto, a volte conflittuale, ma in fondo sempre complice, fra i due personaggi sullo schermo risulta veritiero, con una Lopez che garantisce una delle performance migliori della sua lunga -ma parimenti non brillante- carriera, e un Anthony che stupisce per verosimiglianza alla fonte originale e che dà decisamente il meglio di sé negli ampi spazi musicali del biopic, parecchio ben realizzati e coinvolgenti.

El Cantante «La cosa buffa di Hector è che, nonostante fosse amato e famosissimo, lui non se ne rendeva conto. E a volte, sapete, sembrava che non gli importasse saperlo.» El cantante non si discosta dal genere dei biopic musicali che siamo abituati a vedere, offrendo una visione univoca su uno spaccato di un'era musicale tuttavia importante e significativa. Si eleva, tuttavia, dalla massa grazie a una buona regia che, seppure a volte mixa avvenimenti diversi in maniera talvolta confusionale, riesce sempre a catturare l'attenzione e non ha problemi a raccontare le sfaccettature dei propri personaggi. Insolitamente brava la Lopez, ottimo Anthony che riesce a rendere alla perfezione la leggenda della salsa Hèctor Lavoe. Un'uscita un po' tardiva, quella italiana (il film è del 2006), ma che giustamente recupera uno dei film più meritevoli in cui appare JLo.

6

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