Eiffel Recensione: un monumento che nasce dall'amore nel film Sky

Una storia appassionata, un monumento eterno, un sentimento destinato a durare: Eiffel racconta fin dove può spingerti l'amore.

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Una grande dimostrazione d'amore. Quale potrebbe essere? Una lettera straboccante frasi pompose, un gesto eclatante davanti ad un pubblico, una poesia recitata sotto i bordi di una finestra. Se si è Gustave Eiffel, però, si deve pensare oltre. 300 metri oltre. Quelli che all'ingegnere sono serviti per convincere un'intera commissione e presentarsi alla fiera dell'Esposizione Universale del 1889. Un monumento imperituro quello che doveva essere smantellato dopo vent'anni dalla sua costruzione e che è invece rimasto ad attrarre turisti e appassionati da tutto il mondo. Una torre che riproduce una gigantesca A, prima lettera di una donna da sempre amata e mai dimenticata.

È la storia che racconta Eiffel, pellicola di Martin Bourboulon tra i film Sky e NOW di febbraio 2022 e liberamente ispirato ai fatti reali che portarono alla realizzazione del simbolo contraddistinto di una Francia in evoluzione. Quella della rivoluzione industriale, dell'epoca della modernità, del ferro che può diventare un'arte più solida che resiste alle intemperie, proprio come i segni dell'amore. "Amore non muta se nota un mutamento" recitava William Shakespeare nel suo Sonetto 116 e benché la lontananza abbia diviso il creatore e la proprietaria di quella A che lo ha accompagnato in ogni passo del suo percorso, il sentimento tra i due è rimasto vivo e invariato, come l'opera dall'uomo inventata.

Una Emma Mackey inaspettata

Ripercorrendo i passaggi che portarono a quella che sembrò una follia all'apice del modernismo europeo, Eiffel mescola animo biografico e spirito romantico per parlare del suo protagonista e del legame con l'ostinata Adrianne che gli cambiò la vita.

Interpretato da Romain Duris - e accompagnato da un'attrice d'eccezione come Emma MacKey, che abbiamo incontrato anche nella nostra recensione di Assassinio sul Nilo e che per l'occasione sfoggia un francese fluido e sciolto che la immerge con ardore nei toni di fine Ottocento -, il protagonista deve dividersi tra la difficoltà di portare a termine il suo progetto e il desiderio di riaccendere un sentimento mai realmente sopito. Prestigio e reputazione si alternano alla volontà dell'uomo di poter ritrovare nella propria esistenza quella Adrianne che aveva amato anni prima e che come lo aveva ammaliato e stregato lo ha poi lasciato solo alla sua umile condizione. Nella differenza di classe si preannuncia la disdetta di un'unione che i due giovani, vent'anni prima dall'inizio dei lavori per la torre che prenderà il nome dal suo ideatore, non avevano previsto, e che quando li ritroverà sullo stesso piano dovrà scendere a patti col matrimonio influente di lei e il bisogno di credibilità per concludere il progetto di lui.

I toni caldi e freddi di Eiffel

Il disegno di Eiffel riattiva la memoria del personaggio, che nei tratti solo abbozzati e nei disegni di volta in volta rimaneggiati per apportare modifiche e migliorie ritroverà una serie di ricordi che la pellicola offre in un continuo andare e venire sulla linea del tempo, mostrando come il rapporto tra i protagonisti è andato crescendo e come, nel presente, è destinato a frenarsi.

Un breve lasso temporale che il film di Bourboulon concede ai suoi personaggi di poter rivivere ancora un po' insieme, assecondando Gustave nella voglia di riabbracciare finalmente la sua adorata e, assieme, poterla rendere eterna attraverso il suo lavoro. Nella classica rivisitazione di accadimenti attestati ma romanzati affinché si potessero abbinare al genere romantico, Eiffel si intesse con prevedibilità nella stesura del proprio racconto, che va però tinteggiandosi di calore nelle notti che nella pellicola vengono illuminate dalle candele ad olio e dalla potenza delle loro fiamme. Un'atmosfera infuocata di sera, dove le inquadrature racchiudono le fantasie amorose dei personaggi, che contrasta con la freddezza di un metallo destinato a rimanere. Quello di un monumento il cui lavoro e sacrificio sono stati ripagati col senso di grandiosità, quello di una Francia che ha trovato nella torre un'identità e di un uomo che ha potuto dimostrare insieme il suo valore e, sebbene silenziosamente, il suo cuore. Un'opera per sporgersi al di là dei limiti, toccando quasi il cielo. Un amore che durerà nel corso dei secoli.

Eiffel Eiffel è esattamente ciò che ti aspetti da un film che vuole essere da una parte biografico e dall'altra romantico. La storia del suo protagonista si divide tra la realizzazione di quel monumento che diventerà simbolico per la Francia e l'amore per una donna che lo ha condotto fino alla creazione di quell'immensa torre. Una dichiarazione d'amore che Gustave Eiffel ha esposto davanti all'intero mondo. Una pellicola che segue tutti i passaggi per un racconto sentimentale canonico, ma che si avvale di buoni attori come Romain Duris e un'inaspettata Emma Mackey in lingua francese, oltre che di un'atmosfera che rappresenta di notte il calore dell'amore e di giorno la freddezza del metallo.

6.5

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