Eddie The Eagle - Il coraggio della follia, la recensione del film sportivo

Eddie Edwards sogna di partecipare alle Olimpiadi invernali e diventare il primo britannico a gareggiare nel salto con gli sci.

recensione Eddie The Eagle - Il coraggio della follia, la recensione del film sportivo
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Nel 1973 Eddie Edwards, di appena 10 anni, coltiva il sogno di partecipare alle Olimpiadi per il team britannico ma, mentre la madre lo incoraggio con forza, il padre è più restio a condividere le sue ambizioni. Passano gli anni ed Eddie, diventato ormai ragazzo, non ha smesso di credere nel proprio obiettivo eppure non riesce a trovare lo sport adatto per lui, almeno fino a quando non si appassiona allo sci e decide di partecipare alle Olimpiadi invernali.
Anche in questo caso, nonostante abbia superato le qualificazioni, per via della sua imbranataggine viene scartato alle selezioni finali per timore che possa far fare delle figuracce all'intera nazione. Eddie non si perde d'animo e decide così di specializzarsi nel salto con gli sci dal trampolino, conscio che la Gran Bretagna non abbia un team in quella disciplina e convinto che, essendo l'unico, riesca facilmente a ottenere i risultati necessari per accedere alla competizione olimpica.
Dopo essersi trasferito in Germania e un inizio non confortante, segnato da rovinose cadute, in Eddie the Eagle - Il coraggio della follia il ragazzo trova come insegnante Bronson Peary, un'ex promessa statunitense di salto con gli sci, che decide di prenderlo sotto la sua ala. Sarà solo l'inizio di un percorso di coraggio e di sana incoscienza che condurrà Eddie a sfide sempre più dure e difficili pur di raggiungere l'agognato traguardo.

Momenti di gloria

La vera storia di Eddie Edwards è perfetta per realizzare un bio-pic agonistico a tema pensato per il grande pubblico, sempre pronto ad accogliere piacevolmente racconti dal sapore edificante che, attraverso la metafora sportiva, si aprono a significati più profondi sul modo di affrontare l'esistenza di tutti i giorni. "La cosa importante nella vita non è il trionfo, ma la lotta": nel conosciuto discorso di Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne, che viene citato prima dei titoli di coda, si racchiude tutto il senso di un'operazione che, dietro la sua messa in scena ludica e spesso improntata a una gradevole ironia, si offre a una chiave di lettura tanto semplice e scontata quanto condivisibile, capace di provocare emozioni nello spettatore.
Eddie the Eagle - Il coraggio della follia è un film che non nasconde la propria retorica di fondo ma anzi ne va fiero, in una scelta che schiva sempre per un soffio il gratuito rimanendo concentrata sull'essenziale, in un'ibridazione di toni e atmosfere priva di patetismi che lascia campo aperto al facile sentimentalismo solo in una manciata di occasioni, ovvio epilogo incluso.

Spiccare il volo

Il londinese Dexter Fletcher, attore/caratterista con oltre cento titoli in carriera, si cimenta per la terza volta dietro la macchina da presa con uno stile ormai consapevole nella gestione delle situazioni e dei personaggi coinvolti e, anche a dispetto di figure secondarie appena accennate, riesce a creare un contesto credibile nelle trame di contorno che riguardano la paradossale vicenda del protagonista, lontano da qualsiasi canone classico e perciò osteggiato anche da chi dovrebbe appoggiarlo (ma in compenso amato dal pubblico proprio per via della sua esibita diversità). L'ostinazione di Eddie diventa così un veicolo empatico notevole col procedere dei minuti, merito soprattutto della mimetica performance di Taron Egerton che, a solo un anno di distanza dal precedente Kingsman: Secret Service (2014), si conferma attore versatile dalle diverse sfumature.
Efficace anche la prova del "mentore" Hugh Jackman, con un paio di scene che lo vedono sbruffone al punto giusto e memore di altri suoi ruoli storici (il salto dal trampolino con la sigaretta accesa in primis).
Il tutto al servizio di un'opera efficace nella ricostruzione degli eventi sportivi e accompagnata da una colonna sonora a forte impatto enfatico nelle fasi cruciali che, pur appoggiandosi a soluzioni di facile presa, svolge il suo compito di intrattenimento educativo senza problemi.

Eddie The Eagle - Il coraggio della follia La vera storia di Eddie Edwards, primo sciatore britannico di salto dal trampolino a partecipare alle Olimpiadi invernali, è al centro di questo biopic che, pur prendendosi molte libertà (su tutte l'inserimento del fittizio personaggio di Hugh Jackman, nella realtà mai esistito), intrattiene con facilità il grande pubblico grazie a una storia edificante. Una vicenda sorretta da una discreta dose di ironia e da una componente sentimentale/drammatica che, pur cedendo a tratti ai cliché della retorica di genere, riesce a emozionare con relativa semplicità. La scorrevolezza di Eddie the Eagle - Il coraggio della follia deve parecchio alla mimetica interpretazione di Taron Egerton e alla sobrietà di una regia che schiva quasi sempre il patetismo gratuito in favore di un'atmosfera più ariosa e leggera. Il film andrà in onda sabato 2 febbraio alle 21.40 su RAI3 in prima visione TV.

7

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