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Durante la tormenta, la recensione del film originale Netflix

Una strana tempesta mette in comunicazione una donna di oggi con un ragazzino del 1989, dando il via ad una serie di paradossi temporali.

recensione Durante la tormenta, la recensione del film originale Netflix
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Il 9 novembre 1989, giorno della caduta del muro di Berlino, Nico è un bambino di 12 anni appassionato di chitarra e di videotape, tanto che con la sua videocamera rudimentale realizza dei filmini in cui si riprende mentre suona (va detto, con scarsi risultati). Quella sera, mentre le condizioni climatiche stanno peggiorando per via dell'arrivo di una tempesta "mai vista prima", come sempre il ragazzino (orfano di padre) rimane solo in casa poiché la madre si è recata al lavoro notturno e all'improvviso sente degli strani rumori provenire dalla dimora dei vicini.
Intrufolatosi di nascosto per scoprire quanto stia accadendo, Nico trova stesa sul pavimento a piano terra, apparentemente morta, la signora Weiss, con il marito armato di coltello che sta scendendo le scale. Preso dal panico, il piccolo fugge ma rimane investito da una macchina di passaggio, rimanendo ucciso sul colpo.

In Durante la tormenta, venticinque anni dopo ha luogo un altro fenomeno meteorologico che, secondo gli esperti, ricorda in maniera impressionante quello di due decadi e mezzo prima, con la casa dove abitavano Nico e sua madre da poco occupata da un'altra famiglia composta da Vera Roy, suo marito David Ortiz e la piccola figlia Gloria.
Appena traslocato in quelle quattro mura, il nuovo nucleo si imbatte in un vecchio televisore e nei filmati girati tempo addietro da Nico. Grande è la sorpresa quando l'apparecchio catodico comincia a trasmettere un tg sulla caduta del muro di Berlino, per di più tramite un segnale analogico ormai non più esistente.
E quando la notte successiva Vera si sveglia di colpo per un'improvvisa accensione della TV, scopre di poter comunicare direttamente con Nico, del quale nel frattempo ha conosciuto il tragico destino, tenta così di avvertirlo sulla sorte a cui andrà incontro. Un consiglio che cambierà ogni cosa per entrambi...

Effetto tempesta

"Una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece del sole.": Ian Malcolm/Jeff Goldblum spiegava a modo suo la teoria del caos nel primo, leggendario, capitolo della saga di Jurassic Park e con questa tesi scientifica devono fare i conti tutte le sceneggiature, siano questi romanzi o veri e propri script pensati per il grande schermo, incentrate sui viaggi nel tempo e i relativi paradossi. Tra gli ultimi a cimentarsi in questa titanica impresa vi è Durante la tormenta, produzione spagnola del 2018 arrivata in esclusiva nel catalogo di Netflix come originale e diretta dal regista spagnolo Oriol Paulo, già dietro la macchina da presa e autore della storia di un avvincente thriller come Contrattempo, già recensito con plauso sulle nostre pagine (e recentemente oggetto di un remake-fotocopia nostrano con Riccardo Scamarcio).

Così come nel film appena citato, il cineasta dimostra una notevole abilità nel gestire la fase narrativa e ibridarla a un contesto tensivo degno di nota, con l'elemento fantastico che si rivela portante del racconto e richiama alla mente opere passate come Frequency - Il futuro è in ascolto (2000), con la televisione che si sostituisce alla radio che metteva in comunicazione il padre e il figlio interpretati da Dennis Quaid e Jim Caviezel.

Tempi moderni

Uno spunto non certo nuovo di zecca ma qui sfruttato magistralmente nella costruzione di un thriller a cavallo tra i piani temporali, in grado di offrire nelle due ore di visione un grandissimo numero di colpi di scena e a legare in maniera chirurgica le vicende dei vari personaggi coinvolti, con un caso di omicidio che, come nel migliore dei cold-case, svela ulteriori indizi proprio nel collelato rapporto tra il passato originario e quello modificato.
Allo stesso modo l'imprevidibilità con la quale la protagonista vede cambiare la propria vita da un giorno all'altro, solo per il tentativo di fare la cosa giusta senza pensare lucidamente alle possibili conseguenze, offre interessanti sfumature drammatiche nel tratteggio di una donna, madre-moglie, che si trova improvvisamente ad aver perso ogni cosa ed essere catapultata di peso in una nuova realtà ma con i ricordi della vecchia.
Proprio le memorie che tendono a confondersi, instillando dubbi e suggerendo potenziali false piste, riportano alla mente un mai troppo citato cult del cinema fantastico recente come Mr. Nobody (2013) e conducono a questioni non banali sulla tematica dei rimpianti e dei rimorsi, nonché dell'ossessione verso eventi chiave che hanno determinato un destino invece che un altro.

Il cineasta disegna così due mondi complementari, diversi eppur collegati machiavellicamente, con una certosina attenzione ai dettagli e poco importa se alcune forzature risultano evidenti, in quanto necessarie alla costruzione di un'opera cinematografica sull'argomento (il fatto stesso che solo Vera ricordi tutto dell'esistenza "primaria" è la base su cui poggia l'intera storia).
Ottimo il cast, a cominciare dalla protagonista interpretata dalla bella e sofferta Adriana Ugarte fino al figlio d'arte Chino Darín (primogenito di Ricardo) nei panni del coriaceo ispettore che si occupa del caso, passando per i numerosi membri secondari che danno vita a un puzzle incalzante e avvincente che mantiene sempre alta la curiosità fino al giungere dei titoli di coda.

Durante la tormenta Dall'autore del notevole thriller Contrattempo (2016), un affascinante film che adopera la tematica dei paradossi temporali per costruire una vicenda ad alto tasso tensivo. Un'opera capace di sfruttare le connotazioni fantascientifiche con intelligenza e acutezza narrativa, dando vita a sviluppi di genere nel tentativo della protagonista di tornare alla sua vecchia vita, con influenze da giallo/poliziesco nell'attigua risoluzione di un caso che avviene tra "vecchio passato e nuovo presente". In Durante la tormenta una giovane madre e moglie di oggi entra in comunicazione, attraverso un televisore catodico dimenticato dai precedenti proprietari, con un ragazzino di dodici anni che vive nel 1989 e lo avvisa della sua annunciata morte che avverrà da lì a poco: questo avvertimento cambia però ogni cosa nella realtà della donna, trovatasi di colpo in un nuovo piano temporale dove la sua vita ha seguito strade diverse e ora determinata a ricondurre tutto alla normalità prima che una strana tempesta, sorta di varco di comunicazione tra le due epoche, abbia fine. Al netto di qualche forzatura, perdonabile vista la complessità del contesto, le due ore di visione regalano colpi di scena in serie e risultano credibili nelle loro dinamiche base, con personaggi ottimamente caratterizzati e risvolti avvincenti che appassionano al destino della protagonista, instillando una pulsante curiosità sulla piega che potrebbero prendere gli eventi.

8

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