Dune 2 Recensione: Denis Villeneuve fa la storia del cinema sci-fi

La nostra recensione dello spettacolare kolossal sci-fi di Denis Villeneuve, che con Dune - Parte 2 confeziona un film a dir poco epocale.

Dune 2 Recensione: Denis Villeneuve fa la storia del cinema sci-fi
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Si esce disorientati dalla visione di Dune Parte 2. Storditi dalla quantità di informazioni che il sequel firmato da Denis Villeneuve, dopo un primo capitolo comunque denso ma più contenuto, riversa addosso in quasi tre ore di durata. Ma ci si sente anche travolti da un'esperienza cinematografica unica, potente, importante.

Perché Dune Parte 2 è il blockbuster per antonomasia che in realtà non vuole essere un blockbuster. Ed è un conflitto interiore che il film porta su di sé per tutto il tempo, senza mai rifiutarlo. Anzi, abbracciandolo. E il risultato è un'opera semplicemente stratosferica: autoriale, gigantesca, che rimane - anzi, rimarrà - cristallizzata nel tempo. Se volete fare un ripasso ecco intanto il riassunto di Dune Parte 1.

Un sequel speculare

L'elemento straordinario di questo sequel sta nella sua estrema coerenza - narrativa, stilistica, di tono - con il primo capitolo. Una continuità quasi reverenziale, nel segno di una solennità imponente e di un ritmo che rimane giustamente compassato per larga parte del racconto.

Non che rispetto al suo predecessore questo Dune Parte 2 non ingrani, soprattutto nell'ultimo atto. Il secondo capitolo è, a conti fatti, un prodotto dal taglio molto più action, che tuttavia mantiene gli stessi compromessi del primo Dune in termini di approccio allo storytelling. Una direzione necessaria, sia per preparare il terreno in vista del finale, sia per mantenere quell'aura fortemente sacrale che Villeneuve abbraccia con fierezza e idee uniche. Con una filologia assoluta anche nei confronti del romanzo di Frank Herbert, rispetto al quale il film con protagonista Timothée Chalamet deve opportunamente fare delle rinunce che non snaturano in alcun modo la qualità e la coesione della trama.

Dune 2 è un film orgogliosamente speculare al primo. Soprattutto nel riprendere spunti e situazioni anticipati in passato fino a dargli un senso pienamente compiuto, simbolico. Un cerchio che si chiude: così coerente, per l'appunto, da sembrare girato per davvero back to back. E che conferma quanto, effettivamente, la Parte 1 non fosse che un lunghissimo prologo, un atto necessario per delineare il worldbuilding, un terreno di preparazione in attesa che il suo autore riversasse genio, stile e anima nella lunga e sofferta trasformazione di Paul Atreides in Muad'dib, plasmato da uno Chalamet perfetto e a tratti stupefacente.

Un film potente e visionario

Dune Parte 2 è unico anche perché mette in campo un'epica fantascientifica desueta, addirittura in controtendenza rispetto ai canoni del cinema commerciale. Si prende tutto il tempo necessario per costruire l'ascesa-discesa del suo protagonista, è tanto esasperato quanto ammaliante nel suo tono religioso. Demolisce, frammenta e poi riunisce le molteplici sottotrame. Lo fa sacrificando indubbiamente qualcosa: non concede moltissimo spazio ai comprimari, lascia solo qualche briciola alle moltissime (e iper prestigiose) comparse, ma delinea un cast di personaggi di assoluto valore e immenso spessore. Tra i quali, ancora una volta, spicca il peso delle figure femminili, guidate da una Rebecca Ferguson divina ed eterea, assurte a deus ex machina e perfettamente funzionali nella concezione biblica e mitologica del racconto e dei personaggi.

Forse serviva più tempo per gli antagonisti, un po' sacrificati da un finale che mette in scena un conflitto che non ha il respiro delle grandi battaglie formato colossal. Anzi, per i canoni del genere potrebbe persino risultare frettoloso. Ma è tutto al posto giusto, perché rimane concreto. Fedele, anzi, al suo spirito anti-eroico e al messaggio finale dell'opera, ancora così tremendamente attuale e realista.

Questo Dune è un'opera le cui parti si completano perfettamente grazie alla maestosa potenza visionaria di Denis Villeneuve (non a caso ci sono diverse opere di fantascienza tra i film preferiti di Denis Villeneuve). Ancor più del suo predecessore, Parte 2 sfodera un'impalcatura visiva totalizzante, di una forza mistica e travolgente. Da guardare rigorosamente sullo schermo più grande possibile affinché il gigantismo della sua messinscena lasci davvero senza fiato. Perché il linguaggio cinematografico di Villeneuve colpisca con il suo tipico piglio autoriale, espressione di un'anti-epica che urla silenzio: è quando tutto si ferma, quando gli sconfinati orizzonti sabbiosi di Arrakis si stagliano sull'immensità del cosmo, che la calma di Dune diventa davvero assordante. Così tanto che quella sabbia la senti penetrarti le ossa, marchiarti a fuoco la pelle. E ti rimane addosso, ti resta dentro. È quello che ti lascia Dune, è quello che Dune regala al cinema.

Dune - Parte Due Dune Parte 2 è tra i migliori film di fantascienza di sempre. Lima i difetti del primo capitolo ma ne rispetta canoni, toni e atmosfere con una coerenza impressionante, tanto da sembrare girato senza soluzione di continuità. Denis Villeneuve venera il romanzo di Frank Herbert con un amore filologico e non tradisce la sua idea di cinema, creando “il blockbuster che non è davvero un blockbuster”. Perché Dune 2 è un grande colossal per la sua immensa portata produttiva, ma rimane fedele allo stile autoriale del suo regista. Il quale, questa volta, bilancia meglio il ritmo del racconto con un’opera dal taglio indubbiamente più action, ma sempre concreta e senza fronzoli. Che riesce comunque a togliere il fiato per la sua potenza visionaria semplicemente fuori scala. Un film che è qui per restare, cristallizzato nell’Olimpo del cinema di genere.

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