Recensione Drift - Cavalca l'onda

Una vera storia di fratelli e tavole da surf

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L'idea per il lungometraggio che vede dietro la macchina da presa il Morgan O'Neill autore dello straight to video The factory (2012) e l'esordiente Ben Nott è riconducibile all'autore del soggetto, Tim Duffy, Il quale, un tempo residente a Gracetown e Yallingup, nel Sud Ovest dell'Australia occidentale, racconta: "Avevo in mente una storia originale già da molto tempo, credo da almeno dieci anni. Allora scrissi una bozza, che trasformai in copione nel 2007 e lo diedi a Myles Pollard. L'idea gli piacque al punto che avrebbe voluto parteciparvi sia come attore sia come co-produttore, e la propose a Sam Worthington. Sam valutò l'idea, apprezzò il copione ed i personaggi. A quel punto, chiesero a Morgan O'Neill di riscrivere il copione, trasformandolo nella sceneggiatura definitiva del film".
Infatti, è Pollard - visto, tra l'altro, in X-Men: Le origini - Wolverine (2009) - a vestire i panni di Andy Kelly, il quale, mosso dalla necessità di provvedere alla sua famiglia e mettere a tacere un passato violento, intravede la possibilità di trasformare la sua passione per il surf in una attività economica proficua; mentre il fratello Jimmy, con le fattezze dello Xavier Samuel di Shark 3D (2012), motivato da un forte spirito artistico e dalla voglia di viaggiare, è in preda ad un istinto naturale consistente, in maniera semplice, in una creatività desiderosa di esprimersi tramite lo stesso sport.

All by my surf

Perché è la storia di due fratelli cresciuti lungo la costa australiana degli anni Sessanta e destinata a racchiudere il racconto di tutti i grandi marchi del surf - Quicksilver, Billabong, Rip Curl - nati all'epoca nel posto ad aver ispirato il film, che prende avvio nella Sydney del decennio in cui spopolarono in tutto il mondo i Beatles per poi spostarsi nella Seacliffe del 1972.
Una storia la cui atmosfera anni Settanta viene efficacemente resa grazie al fondamentale contributo dell'ottima fotografia di Geoffrey"Dylan Dog - Il film"Hall, man mano che vengono coinvolti anche il fotografo e regista itinerante hippy dei surfisti JB, cui concede anima e corpo il già citato Worthington, e la sua compagna hawaiana Lani, interpretata dalla Lesley-Ann Brandt della serie televisiva Spartacus.
Una storia di coraggio e ossessione ambientata in un contesto locale di sospetto e corruzione, ricchezza e fama, dipendenze pericolose e relazioni spezzate nella cornice di un paesaggio naturale intatto e fatalmente selvaggio; mentre, tra fumate di hashish e una vicenda di spaccio di eroina volta a fornire spunti di tensione all'interno dell'oltre ora e cinquanta di pellicola, da un lato viene ribadito che, a volte, bisogna sfruttare il sistema prima che esso sfrutti te, dall'altro che un vero combattente sa quando scendere in campo e quando ritirarsi.
Con una colonna sonora di vecchi hit comprendente, tra gli altri, Johnny B. Goode di Chuck Berry e Run through the jungle dei Creedence Clearwater Revival, fino alle conclusive cavalcate sulle onde che, appunto, non possono fare a meno di deliziare tutti coloro che si eccitano nel salire a bordo dei cavalloni con la tavola sotto ai piedi.
Tutti coloro per i quali, appunto, si trasforma immediatamente in cult-movie un'operazione non disprezzabile, ma in parte sofferente di ritmi narrativi più vicini a quelli delle produzioni destinate al piccolo che al grande schermo.

Drift - Cavalca l'onda Colonna sonora di vecchi hit, cast ben diretto comprendente, tra gli altri, il Sam Worthington di Avatar (2009) e Scontro tra titani (2010) e, soprattutto, le vertiginose onde dell’Australia degli anni Sessanta e Settanta. Sono gli ingredienti di una pellicola ispirata alla storia vera delle leggendarie comunità di surfisti australiane e dello sviluppo dei marchi mondiali di abbigliamento da surf nell’epoca degli hippy e delle rivoluzioni culturali. Senza infamia e senza lode, seppur più adatta, con ogni probabilità, ad una fruizione televisiva che cinematografica.

6

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