Dredd - Il giudice dell'apocalisse Recensione: un cinecomic ispirato

Il reboot di Dredd del 2012 con Karl Urban è un film d'azione riuscito sotto ogni punto di vista, purtroppo sfortunato al botteghino.

Dredd - Il giudice dell'apocalisse Recensione: un cinecomic ispirato
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Immaginate di poter rallentare il tempo per vivere in maniera più intensa qualsiasi istante della propria vita: un'ipotesi suggestiva se pensata in un'ottica di beatitudine ma incredibilmente nefasta se applicata a momenti spiacevoli. Nel primo caso Karl Urban, o per lo meno il suo personaggio di Butcher, ne avrebbe potuto beneficiare nell'Eroegasmo, in una puntata shock ormai leggendaria di The Boys, con un'orgia che ha segnato il recente immaginario seriale (ne abbiamo tessuto le lodi nella nostra recensione di The Boys 3X06). Nel secondo invece è il più spiacevole destino che tocca ad alcuni scagnozzi rivali della villain in Dredd - Il giudice dell'apocalisse, che nel prologo si vedono lanciati dal centesimo o più piano di un grattacielo, con una caduta che appare infinita prima del mortale impatto col suolo.

Il collegamento tra serie e film non è casuale, in quanto entrambi vedono infatti Urban come protagonista. In occasione del nuovo passaggio sul piccolo schermo della seconda incarnazione di Dredd stasera in prima serata su Italia 2, torniamo perciò a parlare dello sfortunato - a livello di incassi e di mancato rilancio del franchise - reboot del popolare personaggio dei fumetti, già portato su grande schermo a metà anni Novanta da Sylvester Stallone in un improbabile polpettone scult, come potete riscoprire nella nostra recensione di Dredd - La legge sono io.

Dredd - Il giudice dell'apocalisse: un mondo senza regole

In futuro post-apocalittico, oltre ottocento milioni di persone vivono tra le rovine del vecchio mondo. Un luogo dove la violenza ha vita facile e per contrastarla con ogni mezzo è stato creato un corpo speciale di agenti, i giudici, che hanno al contempo il compito di eseguire la condanna, spesso di morte, senza l'attesa di un processo.

Joseph Dredd è considerato tra i migliori, conosciuto da tutti per la sua infallibilità e nella sua rigidità nell'applicare subito il giudizio. Proprio per questo storce il naso quando dai suoi superiori riceve l'ordine di istruire una giovane recluta, Cassandra Anderson, una mutante capace di poter leggere nella mente delle persone. Un'abilità che gli ha permesso di poter avere una chance, nonostante si sia altrimenti dimostrata al di sotto degli standard d'ammissione.

Dredd e la ragazza come prima missione di coppia si trovano a indagare sul ritrovamento di tre cadaveri, i cui corpi sono stati ritrovati spappolati nell'atrio di Peach Trees, un edificio di oltre duecento piani dove domina la banda criminale di Ma-Ma, una spietata trafficante che non esita a torturare e uccidere chiunque le metta i bastoni tra le ruote. Quando i Giudici catturano un membro della gang coinvolto nel delitto, Ma-Ma riesce a intrappolarli nel grattacielo e inizia a dar loro una caccia spietata. Per Dredd e Cassandra comincia così una spietata lotta per la sopravvivenza in attesa dei rinforzi...

L'ora del giudizio

L'incasso al botteghino di circa 40 milioni dollari, una cifra pressoché simile a quella spesa per il budget, ha posto sul nascere la pietra tombale all'auspicato proseguimento del franchise. Auspicato perché Dredd - Il giudice dell'apocalisse è un film, perdonateci il termine, coi controcoglioni, tosto al punto giusto e in grado di restituire fascino e carisma a un personaggio iconico. Se i puristi hanno criticato una parziale mancanza di sarcasmo, che caratterizzava almeno in parte le tavole a fumetti, è innegabile come il Joseph Dredd di Karl Urban sia una figura potente e massiccia che domina l'ora e mezza di visione. Il fatto che il protagonista non si tolga mai l'elmetto - a differenza della versione di Sly - è elemento di ulteriore fedeltà, così come la violenza che permea la brutale messa in scena.

Un rigoroso film di genere, che nelle sue dinamiche narrative ricorda un cult action di solo qualche mese prima, ossia l'indonesiano The Raid - Redenzione (2011). Anche in quest'occasione infatti la storia è dominata per la pressoché totalità del minutaggio da un'unica ambientazione, un grattacielo dove ha luogo la resa dei conti tra "buoni e cattivi", nella miglior tradizione di genere.

Con le insidie che si possono nascondere dietro ogni angolo e un'inferiorità numerica delle grandi occasioni, il divertimento è garantito così come la varietà di situazioni: l'astuzia utilizzata dal Nostro per mettere sotto scacco gli imbelli sgherri di Ma-Ma - una magnifica Lena Headey - regala sempre sorprese e le varie battute ad effetto pronunciate da questi sono l'ennesimo punto di forza. La mano in sceneggiatura di un certo Alex Garland, futuro regista dei cult sci-fi Ex Machina (2014) e Annientamento (2018), è in questo caso una garanzia, e offre sfumature ideali all'inedito duo di protagonisti, dando vita ad un atipico buddy-movie in salsa pulp.

Un film riuscito

Dredd - Il giudice dell'apocalisse sprizza energia a profusione anche grazie all'estrosa regia di Pete Travis, che purtroppo non si è più ripetuto con tanta coolness: qui tra rallenty ad hoc, una padronanza dell'azione assoluta e un'ottima gestione di spazi e tempistiche, la messa in scena tocca livelli di eccellenza, sfruttando al meglio anche i trucchetti del digitale e gli effetti speciali e facendo sua la lezione di archetipi old-school.

La presenza della mutante Cassandra ha inoltre offerto una spalla di lusso all'integerrimo Dredd, e una manciata di sequenze che vedono al centro la sua possibilità di leggere nel pensiero dimostrano una notevole inventiva a livello visivo, offrendo un contorno di tutto rispetto alle più classiche sparatorie. Il voice-over che apre e chiude il film sembra promettere maggiori tasselli di questo futuro post-apocalittico, che se non ha avuto fortuna al cinema è però continuato in forma cartacea negli albi Dredd: Underbelly e Dredd: Uprise. Una magra, ma gustosa, consolazione in attesa dell'annunciato progetto che potrebbe vedere anche il ritorno di Urban nella serie TV in sviluppo su Dredd.

Dredd - Il giudice dell'apocalisse Sangue e metallo in uno dei migliori cinecomic dello scorso decennio, purtroppo sfortunato a livello di incassi. Dredd - Il giudice dell'apocalisse fa dimenticare lo scult anni Novanta con protagonista Sylvester Stallone e vede un granitico Karl Urban - che non si toglie mai l'elmetto - nelle vesti dell'iconico giudice dei fumetti. Giuria ed esecutore in un mondo dominato dalla violenza, una sorta di immensa banlieue dove la gente più povera si ritrova ammassata in grattacieli-agglomerati nei quali gioco-forza la criminalità ha vita facile. Il nostro si trova lì bloccato insieme ad una recluta dai poteri telepatici e deve affrontare, su un approccio che ricorda l'indonesiano The Raid (2011), orde e orde di avversari agli ordini di una Lena Headey se possibile ancor più spietata della Cersei interpretata sul piccolo schermo. Violenza, ritmo e un'azione di prima qualità caratterizzano un'ora e mezza di visione consigliata a tutti i fan del genere e imprescindibile per gli amanti del personaggio. Il film andrà in onda mercoledì 6 luglio alle 21.10 su Mediaset Italia 2.

7.5

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