Dragonheart 4 - La battaglia per l'Heartfire, il quarto capitolo della saga

Alla morte di Re Gareth, Drago rintraccia i diretti eredi in due giovani gemelli, un ragazzo e una ragazza, che ambiscono entrambi al trono.

recensione Dragonheart 4 - La battaglia per l'Heartfire, il quarto capitolo della saga
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In seguito alla morte di Re Gareth il regno si trova nel caos, visto che il sovrano non ha lasciato eredi diretti al trono. Drago, il dragone a lui unito nella vita e nella morte, contro ogni tradizione sopravvive al decesso del regnante, segno che qualcuno con lo stesso sangue sia ancora in vita. In Dragonheart 4 - La battaglia per l'Heartfire la creatura riconosce così nel legittimo successore il giovane Edric, nipote non riconosciuto, e lo conduce a palazzo per l'incoronazione. Il suo carattere ribelle e altruista sembra garantire un duraturo periodo di pace ma un giorno una tribù vichinga invade le terre, capeggiata da Mehgan, la gemella di Edric scacciata anni prima in quanto ritenuta una strega, che ora vanta di possedere pari diritti. La ragazza è dotata di particolari poteri che le permettono di controllare il fuoco, così Drago si ritrova al centro di una faida tra fratelli che potrebbe mettere per sempre a rischio la stabilità del regno.

Re e regine

Quarto capitolo della saga e secondo prequel del film originale, Dragonheart 4 - La battaglia per l'Heartfire (distribuito in home video da Universal) è ambientato cinquant'anni dopo il precedente Dragonheart 3 - La maledizione dello stregone (2015) e ci trasporta nuovamente nell'ambientazione medievale in cui i regnanti hanno un rapporto simbiotico con dei saggi draghi/consiglieri. Dal cult firmato negli anni '90 da Rob Cohen ne è passata di acqua sotto i ponti e il franchise si è adattato a una faciloneria tipica dei direct-to-video a basso budget, con un senso dello spettacolo schiavo proprio dei bassi valori produttivi. In quest'occasione emergono anche echi dai recenti film sui supereroi, con il protagonista maschile dotato di una forza fuori dal comune e quella femminile capace di controllare il fuoco, il tutto realizzato con mediocri effetti speciali. Una cura maggiore la si nota nella realizzazione in CG del drago (doppiato nella versione originale da Patrick Stewart), comunque di dimensioni più ridotte rispetto al previsto. Il limitato uso di comparse, un paio di battaglie campali solo sulla carta e la povertà della messa in scena, con forti abbandonati e la natura selvaggia a cielo aperto a fare da contorno alla pressoché totalità del minutaggio, affossano le buone intenzioni in uno spettacolo fantasy poco entusiasmante e imbastito su flebili soluzioni narrative, epilogo che cita gli altri episodi incluso (con tanto dell'iconica colonna sonora a fare il suo ritorno). Questo medioevo risulta alla fine dei conti troppo scialbo e ingenuo soprattutto per un pubblico ormai abituato alla sontuosa epica televisiva di Game of Thrones.

Dragonheart 4 - La battaglia per l'Heartfire Un'epica fantasy ad altezza di ragazzini è quella presente nel secondo prequel (e quarto capitolo della saga in ordine d'uscita) del cult anni '90 con protagonista Dennis Quaid: in Dragonheart 4 - La battaglia per l'Heartfire tra istinti femministi sulla parità dei sessi e la faida tra due fratelli maledetti/benedetti dal destino il racconto si adagia su una prevedibilità di fondo mai realmente avvincente. La spoglia messa in scena e gli altalenanti effetti speciali, figli di un basso budget, rendono i novanta minuti di visione anonimi e destinati - come scontato - al citazionista epilogo.

5

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