Recensione Dragon Ball Z - La resurrezione di F

Ritornano sul grande schermo le mitiche avventure di Son Goku, Vegeta, Piccolo e tutti i Guerrieri Z, impegnati questa volta a controbattere l'esercito del redivivo e più spietato che mai Freezer, tornato dall'oltretomba per compiere la sua vendetta.

Recensione Dragon Ball Z - La resurrezione di F
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Dopo l'incredibile battaglia di Goku contro Bills, il dio della Distruzione, il mondo vive un periodo di pace e lo stesso Goku, insieme a Vegeta, si ritrova spesso sul pianeta dimora del dio e del suo maestro Whis per allenarsi. Ma l'idillio non è destinato a durare: il viscido Sorbet, a capo di ciò che resta delle armate di Freezer, dopo molti anni riesce a portare a compimento un diabolico piano per resuscitare il suo Re e compiere, assieme a lui, la vendetta definitiva contro i Saiyan. Il perfido Freezer, tornato dall'aldilà, ha in serbo molte spiacevoli sorprese per i Guerrieri Z e Jaco, il poliziotto galattico: e mentre questi affrontano i suoi mille soldati, Goku e Vegeta si ritroveranno a dover fronteggiare una nuova forma finale del loro vecchio, letale avversario. Basteranno i poteri del Super Saiyan God a sconfiggerlo? E come si porrà Bills nei confronti di questo scontro?

Kamehameh...again

Dragon Ball non se n'è mai andato, dal cuore di tutti coloro che, negli ultimi trent'anni, sono letteralmente cresciuti con le avventure dei personaggi creati dal mitico Akira Toriyama: e, anzi, negli ultimi anni si sta assistendo a un revival in grande stile della saga, non solo celebrata ma, a tutti gli effetti, proseguita tramite nuovi videogiochi, fumetti, film d'animazione e, ora, una nuovissima serie animata (la Super) volta a spostare fuori continuity Dragon Ball GT, partendo dalle basi poste dagli ultimi due lungometraggi animati, La battaglia degli dei (visto l'anno scorso anche nei cinema italiani) e il qui recensito La resurrezione di F, che nelle intenzioni dovrebbe riportarci alla mente le emozioni, il pathos e l'adrenalina di quello che è con ogni probabilità l'arco narrativo più amato dai fan: quello ambientato su Namek e che vede i nostri eroi combattere proprio lo spietato Freezer. Purtroppo, però, nonostante le premesse, il buon comparto tecnico e la supervisione dello stesso Toriyama al film diretto dal veterano Tadayoshi Yamamuro (qui al suo debutto alla regia cinematografica ma dall'eccellente curriculum pregresso) La resurrezione di F si accartoccia su se stesso praticamente da subito. Anzi, il gran coinvolgimento di Toriyama (accreditato non solo come soggettista ma proprio come sceneggiatore) sembra aver appiattito ogni velleità del film, che si perde nella prima mezz'ora in avvenimenti degni di una puntata filler dell'anime per presentare Goku e Vegeta solo a partire dalla seconda parte della pellicola (che ad ogni modo presenta tutta una serie di banalità e scontri piuttosto noiosi e ripetitivi); pellicola che, comunque, entra nel vivo solo nell'ultimo terzo, presentando il tanto atteso scontro, anch'esso in realtà piuttosto debole dal punto di vista del coinvolgimento dello spettatore.

L'edizione italiana

La versione italiana, curata da Lucky Red, riprende quanto già (ben) fatto con La battaglia degli dei, dalla direzione del doppiaggio ad opera di Fabrizio Mazzotta alle voci dei personaggi, con Andrea Ward ancora una volta nei panni di Goku e la new entry Loris Loddi in quelli di Freezer. Voci diverse da quelle televisive, ma in linea con quelle viste negli OAV e film doppiati da Dynit agli inizi degli anni 2000.

Difetto gravissimo, perché se possiamo passar sopra ad una trama artefatta e banale all'inverosimile, se neanche i combattimenti sono all'altezza, Dragon Ball perde ogni attrattiva. Giusto nel quarto d'ora finale il tutto si ravviva, grazie a Vegeta, anche se l'espediente narrativo finale -che sembra citare il Superman di Richard Donner, da sempre grande fonte di grande ispirazione per Toriyama- potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

Dragon Ball Z - La resurrezione di F Dragon Ball Z: la resurrezione di 'F' è un'enorme déjà-vu, che porta i concetti di "commerciale" e "more of the same" a un livello superiore: da Super Saiyan di terzo livello, oseremmo dire. Se quantomeno il film precedente presentava alcuni nuovi personaggi e diverse situazioni interessanti, questa nuova pellicola risulta noiosa e banale, con ben poche frecce al suo arco. Chi ama la saga lo guarderà comunque volentieri, ma resta assai inferiore a molti suoi predecessori degli anni '90 (che magari non risultano neanche canonici a livello di continuity).

5

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