Recensione Dracula Untold

I retroscena del vampiro più famoso di sempre narrati da Gary Shore

recensione Dracula Untold
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Chi era Vlad III di Valacchia, conosciuto presso gli ottomani come Kaziglu Bey, il Principe Impalatore?
Nato nel 1431 in Transylvania e ceduto dal padre in ostaggio, insieme al fratello minore, al sultano Murad II, che li tenne prigionieri per sei anni a Costantinopoli addestrandoli alla guerra, divenne uno spietato conquistatore il cui metodo di tortura favorito era impalare i nemici, lasciandoli agonizzare per giorni: da questo deriva il suo soprannome postumo Vlad l'Impalatore.
Conquistatore che prese il nome di Dracul (in lingua romena significa "demone-drago") in quanto il padre Vlad II - al quale succedette, dopo la scomparsa, governando la Valacchia dal 1448 alla sua morte, nel 1476 - apparteneva all'Ordine del Drago, società segreta di cavalieri cristiani che combatteva i musulmani dell'impero ottomano.
Per questo, una volta entrato a far parte anch'egli dell'Ordine, si fece chiamare dai suoi uomini Dracula (ovvero "figlio del demone-Drago"); colui che, tramite testi letterari ed elaborati cinematografici, abbiamo imparato a conoscere esclusivamente come vampiro in forma umana ghiotto di sangue e vulnerabile alla luce del sole ed a proposito di cui Michael De Luca - produttore esecutivo del terzo Non aprite quella porta e del sesto Nightmare, nonché finanziatore dei due Ghost Rider - osserva: "Da bambino mi chiedevo ‘Era lui il primo o ce ne sono stati degli altri? Mi gingillavo con questa domanda a cui nemmeno il romanzo di Bram Stoker dà una risposta".

C’era una volta in Transilvania

Il Michael De Luca che è tra gli artefici, appunto, di Dracula untold, primo lungometraggio diretto da Gary Shore, visualist in campo pubblicitario e con alle spalle soltanto short, ambientato nella Transilvania del 1462.
Una Transilvania che, ormai stanca delle guerre, gode di un lungo periodo di tranquillità sotto il governo giusto e magnanimo di un principe Vlad III di Valacchia cui concede anima e corpo il Luke Evans di Fast & furious 6, affiancato dalla coraggiosa moglie Mirena, ovvero la Sarah Gadon dei cronenberghiani Maps to the stars e Cosmopolis, affiancato dalla quale assicura la pace al paese e la protezione al suo popolo, difendendolo dal potente impero ottomano, che ha come obiettivo la dominazione del mondo.
Fino a quando il sultano Mehmed Secondo, interpretato dal Dominic Cooper di Need for speed, pretende che mille giovani della Valacchia, tra cui Ingeras alias Art Parkinson, figlio dell'uomo, vengano strappati alle famiglie per essere arruolati a forza nel proprio esercito; costringendo il principe a decidere se consegnargli il ragazzo od ottenere l'aiuto di un mostro per sconfiggere i turchi, condannando la sua anima ad una esistenza di servitù.

Vlad & furious

Quindi, man mano che vediamo Vlad mettersi in viaggio per la cima del Dente Rotto, risulta immediatamente chiaro non solo che ci troviamo dinanzi ad un'operazione volta a portare allo scoperto i retroscena che hanno contribuito alla nascita della creatura della notte dal mantello rosso emoglobina, ma anche che la tipologia di pellicola in questione sia interessata a raccontare il tutto attraverso una chiave di lettura totalmente differente da quella strettamente horror che ha caratterizzato, tra gli altri, il primissimo Dracula Universal firmato nel 1931 da Tod Browning, i diversi capitoli della saga inglese prodotta dalla Hammer tra gli anni Cinquanta e Sessanta e con protagonista il mitico Christopher Lee e, addirittura, la rilettura che John Badham ha realizzato nel 1979 ponendo Frank Langella nei panni del conte.
Infatti, si potrebbe quasi pensare ad una estensione a lungometraggio del breve prologo che aprì nel 1992 Dracula di Bram Stoker, ma, dal momento in cui il sovrano, stretto un patto faustiano con un demone dai connotati di Charles"Il trono di spade"Dance, si ritrova in possesso di capacità soprannaturali e tormentato da una insaziabile sete di sangue umano alla quale deve resistere per tre giorni se intende tornare ad essere se stesso, è evidente il distacco anche dal romanticheggiante lavoro di Francis Ford Coppola.
Perché, con un Vlad fornito della forza di cento uomini, della fulminea velocità di una stella cadente e del potere di schiacciare i propri nemici, il look dei novantadue minuti di visione non rispecchia altro che quello di una fanta-avventura in costume all'insegna della spettacolarità, sebbene elementi da cinema dell'orrore non appaiano assenti.
Spettacolarità a suon di scontri con la spada, stormi di pipistrelli-vampiri in digitale e, ovviamente, corpi impalati, al fine di concretizzare il tipico prodotto di celluloide indirizzato al giovane pubblico dei videogamer d'inizio terzo millennio.
E, senza gridare al capolavoro, grazie al buon ritmo generale non ci si annoia e si approda ai titoli di coda in maniera decisamente indolore.

Dracula Untold “Mi sembrò molto ingegnosa, quella storia che svelava le origini dell’archetipo che tutti conosciamo”. Così il produttore Michael De Luca ricorda le sue impressioni risalenti al momento in cui gli capitò tra le mani la sceneggiatura di quello che si sarebbe trasformato sullo schermo, appunto, in Dracula Untold, ovvero il primo lungometraggio diretto da Gary Shore, proveniente dall’universo degli short e della pubblicità. Quindi, con il Luke Evans della trilogia Lo Hobbit nel ruolo del protagonista e il Dominic Cooper de La leggenda del cacciatore di vampiri (tanto per rimanere in tema) in quello del suo temibile avversario, assistiamo alla storia di colui che la Settima arte ha sempre provveduto a mostrare soltanto come succhiasangue in forma umana caratterizzato da lunghi e affilati canini da affondare nella giugulare di povere sventurate. Però, dovete dimenticare Van Helsing e le silenziose atmosfere notturne, in quanto, sebbene la cupezza delle tenebre non sia un elemento assente all’interno del film, l’intento non è quello di spaventare lo spettatore tramite una vicenda horror, bensì quello di regalargli un ritmato action movie in costume infarcito di elementi soprannaturali. Piacerà soprattutto al pubblico dei giovani che preferiscono trascorrere il tempo con il joypad tra le mani anziché dinanzi al grande schermo delle sale cinematografiche.

6

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