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Double World, la recensione del fantasy cinese tratto dal MMORPG su Netflix

Teddy Chan dirige un film fantasy narrativamente imperfetto ma esteticamente discreto, adattamento di un popolare videogioco online.

recensione Double World, la recensione del fantasy cinese tratto dal MMORPG su Netflix
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In un mondo immaginario il continente delle Pianure Centrali è formato da dieci distinte nazioni. Fra queste vi sono gli stati di Nan Zhao e Bei Yan, tra loro confinanti. Quando il secondo di questi acquista sempre più potere e influenza, un signore della guerra di Nan Zhao suggerisce al suo sovrano di indire un torneo al fine di scoprire i migliori combattenti del regno.
La voce si sparge di città in città e giunge fino al villaggio di Qingyuan, dove vive il giovane Dong Yilong. Soprannominato fin dalla sua nascita come "bastardo" in quanto orfano di madre e ignaro dell'identità paterna, Dong decide di offrirsi come volontario per partecipare alla competizione e insieme a lui parte il più navigato Chu Hun, un coraggioso ed esperto guerriero dal misterioso passato. Durante il tragitto si uniranno a loro una scaltra ragazza, anch'essa intenzionata a prendere parte alla sfida, e una schiava in cerca di vendetta. Ma la strada per conquistare l'ambito riconoscimento sarà irta e costellata di ostacoli.

Da schermo a schermo

Doveva uscire nei cinema cinesi ma è stato anch'esso vittima della pandemia da Coronavirus che ha cambiato le logiche distributive. Double World sbarca per il pubblico occidentale direttamente nel catalogo di Netflix, che si arricchisce di un fantasy orientale dalle atmosfere avventurose.
Il film è in realtà l'adattamento per il grande schermo dell'omonimo videogioco, un MMORPG che vanta oltre 300 milioni di utenti worldwide, e dalla fonte di partenza deriva anche una narrazione frenetica e spensierata, che guarda a prototipi ben più ispirati.
Le quasi due ore di visione sono infatti un calderone di personaggi e situazioni che si intersecano all'insegna dell'eccesso, nel tentativo di comporre una gestione spettacolare adatta alle nuove generazioni, che poi sono anche il target principale del media ludico alla base.
Chi si attendeva un nuovo wuxia o un racconto ricco di sfumature epiche rimarrà probabilmente deluso, giacché la messa in scena è incentrata a un divertimento facile e immediato.

Un regno da salvare

Nonostante alcuni passaggi drammatici parzialmente inaspettati, Double World risente di quest'approccio scanzonato e pecca di ingenuità, con una serie di eventi che si susseguono laconicamente per lasciare campo libero a veloci combattimenti all'arma bianca e a dinamiche di marchio fantastico, con tanto di giganteschi draghi e creature mostruose a caratterizzare diversi tasselli del racconto.
La profondità dei personaggi è gioco-forza depotenziata, pur a dispetto delle varie stoyline che circondano il quartetto di protagonisti - due figure maschili e due femminili, per agevolare platoniche sottotrame romantiche - e si cerca di ampliare il background della vicenda tra flashback e prevedibili colpi di scena.
Il cast stesso non eccelle in ruoli così monodimensionali e si limita a seguire alla lettera il copione, mentre delude parzialmente le attese la regia di Teddy Chan, che pur ci aveva abituato ad action-movie di tutto rispetto come Kung Fu Jungle (2014) e Bodyguards and Assassins (2009).
Certo era difficile infondere stile e personalità a una messa in scena dominata dal digitale, che sia nelle sequenze coreografiche che nella resa di ambientazioni e paesaggi risulta predominante e instaura un mood palesemente artificioso.

Double World L'omonimo videogioco, un MMORPG giocato da milioni di utenti, viene adattato per il grande schermo in un film che risente fin troppo dell'influenza del prototipo alla base, con un utilizzo del digitale che impera per la maggior parte del minutaggio e depotenzia l'ipotetica atmosfera epica insita nella storia. Storia che purtroppo paga già evidenti lacune in fase di sceneggiatura, con personaggi e situazioni prevedibili e ricalcate su modelli ben più riusciti. Nonostante un alone da "baracconata", Double World potrebbe trovare estimatori tra chi cerca un divertimento spigliato e veloce, dove le coreografie marziali - realizzate con dovizia ma mai realmente in grado di lasciare il segno - e gli effetti speciali caratterizzano il contesto ludico, tra sussulti action e influenze fantasy che tentano di coprire le ingenuità narrative.

5.5

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