Doppia pelle, la recensione della commedia horror su Prime Video

Quentin Dupieux firma un'opera folle e grottesca, ricca di spunti nel suo gioco tra realtà e finzione, con protagonista uno straordinario Jean Dujardin.

Doppia pelle, la recensione della commedia horror su Prime Video
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Georges, uomo di mezz'età reduce da una recente separazione, si trova in una stazione di servizio quando decide di "affogare" la sua giacca nel gabinetto della struttura.
Ripartito in fretta e furia dopo aver provocato un piccolo allagamento, Georges si dirige verso un'isolata villetta di campagna dove ha appuntamento per comprare una rara giacca in pelle di daino, per la quale spende una cifra esorbitante che lo lascia senza un soldo.
In seguito all'acquisto decide di trascorrere qualche giorno in un alberghetto nei pressi di uno sperduto villaggio tra le montagne, dove sembra avere intenzione di tenere un video-diario con la sua rudimentale videocamera. In realtà il protagonista diventa sempre più ossessionato dall'indumento appena acquistato e inizia a perdere progressivamente la ragione.

Nel frattempo conosce la giovane barista Denise, esperta in montaggio cinematografico, con la quale sostiene di essere un regista acclamato che sta girando un film proprio in quelle zone. Quando non riesce più a prelevare soldi dal conto in banca comune, bloccato dall'ex moglie, Georges si trova alle prese con una serie di situazioni sempre più paradossali e l'idea di girare effettivamente una pellicola, su spinta proprio di Denise, assumerà conseguenze del tutto impreviste.

Giacche e pupazzi

Quentin Dupaix è certamente un personaggio fuori dal comune. L'artista francese, conosciuto anche con lo pseudonimo da DJ di Mr. Oizo, è infatti diventato famoso sul finire degli anni '90 grazie a dei folli videoclip che vedevano per protagonista il pupazzo giallo Flat Eric.
Chi è cresciuto in quel periodo ricorderà come le emittenti musicali fossero tempestate dalle sue sonorità elettroniche, meno persone invece conoscono la sua parallela carriera dietro la macchina da presa, che dal 2002 a oggi l'ha visto dirigere circa una decina di film. Film che rispecchiano anche qui l'eccentricità dell'autore, basti pensare a quel Rubber (2010) che metteva al centro del racconto uno pneumatico impazzito.
Non sconvolge perciò più di tanto il cambio di rotta che prende ben presto Doppia pelle, sua penultima opera qui oggetto di recensione. Quello che inizialmente può sembrare un dramma sulla psiche infranta di una figura in piena crisi di nervi, si trasforma progressivamente in una commedia horror dai toni surreali e grotteschi.

Il potere delle immagini

Un abile gioco tra realtà e finzione, dove la violenza diventa non solo valvola di sfogo ma anche scopo primario per compiere un obiettivo comune. Perché l'ora e un quarto di visione è infatti plasmata sul bizzarro, inverosimile, legame dicotomico che si viene ben presto a creare tra il protagonista umano e la sua giacca, che comincia ad avere vita propria e a dialogare con lui.
Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, in Doppia pelle il confine con la pura follia è ovviamente chiaro, ma lo spunto in questo rapporto ambiguo e complementare è di quelli che affascinano e inquietano al contempo, metafora perfetta di come un'ossessione possa portare chiunque sull'orlo dell'oblio.
La sceneggiatura, curata dallo stesso Dupaix, è più raffinata di quanto la volutamente minimale messa in scena possa suggerire a uno sguardo superficiale e offre interessanti divagazioni su quanto si possa effettivamente mostrare, sulla morbosa filosofia degli eccessi al quale troppo spesso i media moderni ci hanno, più o meno consapevolmente, abituato.

Ed è per questo che è altrettanto fondamentale la figura di Denise, solo apparente terza incomoda, che finirà per cadere vittima di un altro invasamento non meno pericoloso.
Giacché il sogno di Georges e della sua giacca è quello di essere unici al mondo: lui a indossare tale tipo di vesti, l'oggetto a non avere rivali da osservare per le strade. Un'utopia dissennata e sconnessa che apre le porte all'anima nera del film e che trova nell'imperturbabile performance di Jean Dujardin il corpo ideale per ammantarsi di ulteriori sfumature.

Doppia pelle Una commedia horror dai tratti surreali, capace di farsi sempre più spaventosa nella progressiva discesa verso il delirio del protagonista, ossessionato da una giacca di daino appena acquistata. Quentin Dupaix, regista nonché DJ conosciuto sotto il noto pseudonimo di Mr. Oizo, d'altronde ha sempre scavato nei meandri della follia e qui esaspera l'utopistico desiderio di un indumento, che ha assunto ormai il controllo mentale di chi lo indossa, per trasformare un dramma psicologico in un film a più strati, dove il ricorso alla violenza slasher e a una crudeltà apparentemente gratuita diventa anche un interessante studio sulle forme del cinema e del montaggio, nonché specchio di una società sempre più ottenebrata da immagini estreme e ormai incapace, o meglio incurante, di distinguere la realtà dalla finzione. Doppia pelle è un'opera a suo modo preziosa, divertente e angosciosa in egual misura, in grado, proprio tramite i suoi sussulti più grotteschi, di dire molto sui mali del mondo moderno.

7.5

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