Disaster zone - Vulcano a New York, la recensione del film con Michael Ironside

La Grande Mela è minacciata dall'imminente eruzione di un vulcano sotterraneo in Disaster zone - Vulcano a New York, film televisivo di Robert Lee.

recensione Disaster zone - Vulcano a New York, la recensione del film con Michael Ironside
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La città di New York è vittima di inspiegabili scosse sismiche e terrificanti esplosioni di causa sconosciuta. Matt MacLachlan è a capo di una squadra di tecnici che sta operando nel sottosuolo della Grande Mela e si imbatte in prima persona in un tunnel di lava fuoriuscente dall'antro terrestre che minaccia anche il vicino acquedotto. Nel frattempo esalazioni e altri devastanti fenomeni avvengono in superficie con sempre maggior continuità, spingendo l'FBI a sospettare addirittura di potenziali e immaginari terroristi. La causa dietro tutto sembra in realtà collegata alle ricerche del dottore Andrew Levering che sta conducendo in gran segreto un esperimento geotermico che ha risvegliato l'attività vulcanica della zona...

Più acqua che fuoco

La brutta e povera copia di un film di quasi dieci anni prima, quel Vulcano - Los Angeles 1997 (1997) in cui Tommy Lee Jones doveva fronteggiare i pericoli derivanti da eruzioni di lava coinvolgenti la città degli angeli. Qui cambia l'ambientazione, con New York luogo degli eventi, e anche le ambizioni di partenza fin dalla sede di diffusione, quella televisiva, che oltre ad un cast assai meno altisonante sono andate incontro ad un budget irrisorio per una produzione di questo tipo. Ci troviamo infatti di fronte ad uno z-movie in piena regola che si prende troppo sul serio, negando qualsiasi istinto autoironico nei novanta minuti di visione e affidando la componente "spettacolare" ad effetti speciali di pessima qualità, perlopiù usati col contagocce in solo una manciata di scene. Difficile trovare qualcosa di buono in Disaster zone - Vulcano a New York, salvo qualche risata involontaria nella versione "Due Facce" indossata da Michael Ironside nella mezzora finale: la messa in scena, che utilizza anche finti telegiornali e filmati di repertorio, è troppo povera per garantire un minimo di coinvolgimento e la sceneggiatura fila dritta da un punto A ad un punto B senza sussulti emotivi o colpi di scena, traghettando ad un epilogo ben più che forzato ed improbabile in cui neanche la perdita di alcuni personaggi secondari riesce ad imprimere un minimo di suspense. I protagonisti Costas Mandylor (ricorrente nella saga di Saw) e Alexandra Paul, iconica ex-bagnina di Baywatch, aggiungono ulteriore anonimato calandosi in personaggi di rara piattezza con tanto di stantia love-story inclusa.

Disaster zone - Vulcano a New York La Grande Mela è minacciata dalla possibile eruzione di un vulcano sotterraneo in questo z-movie privo di autoironia, in cui i pessimi effetti speciali vengono limitati da una narrazione troppo verbosa destinata ad un prevedibile finale. Disaster zone - Vulcano a New York viaggia col pilota automatico in una messa in scena povera e anonima, tratteggiando personaggi privi di emozioni a cui il cast di "residui" (includente anche un Michael Ironside più sottotono del solito) non riesce ad infondere un minimo di carisma e personalità. Il film andrà in onda stasera, mercoledì 6 dicembre, alle 21.15 su CIELO.

3.5

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