Recensione Dio perdona... io no!

Il primo film con la coppia Bud Spencer-Terence Hill

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Dio Perdona...io no! è uno di quegli esempi lampanti di come un film non possa essere giudicato esclusivamente per il valore in sé, ma anche per la sua rilevanza storica, in questo caso per il cinema italiano. Con questo film, il regista Giuseppe Colizzi ha lanciato ufficialmente la coppia Bud Spencer-Terence Hill, anche se siamo in una forma talmente embrionale, che potrebbe essere considerata una prestazione attoriale fuori classifica, rispetto alle pellicole che arriveranno più tardi. Embrionali sono le identità dei ruoli che i due personaggi svolgono all'interno della pellicola, ruoli che tenderanno sempre di più ad acquistare una marcata connotazione con il passare del tempo. Poche risate, più western; meno scazzottate, più colpi di pistola. In sostanza un ancoraggio maggiore ai film "di genere" e non a quello che verrà affrontato dalla coppia negli anni successivi. Del resto, siamo solo nel 1967. In più, anche il solo parlare di coppia appare un po' stonato, visto che qui c'è la presenza di un pesante terzo incomodo: il furbo, il cattivo, interpretato da Frank Wolff. Il film segna anche l'inizio della cosiddetta "trilogia Colizzi", dal nome del regista, che verrà completata nei tre anni successivi con I quattro dell'Ave Maria e La collina degli Stivali. Una trilogia che chiuderà la parentesi "spaghetti-western" per la coppia italiana, in favore di lidi decisamente più "addolciti", facendo una piccola sosta nei due capitoli di Trinità

Western, violenze e...speriamo finisca presto.

Cat Stevens (Hill) e Hutch Bessy (Spencer) danno la caccia al temibile Bill Sant'Antonio (Wolff), un bandito che ha nascosto un corposo bottino, raccolto dopo una rapina. Bill dovrebbe essere morto per mano dello stesso Cat, che crede di averlo ucciso tempo prima. Ma Hutch sembra avere delle prove schiaccianti a testimonianza che il bandito sia ancora vivo...Non è facile guardare il film come prodotto a se stante, staccandosi dalla coppia Spencer-Hill, senza pensare a tutto quello che arriverà dopo, specie per chi è un fan sfegatato dei loro lavori. Eppure, bisogna prendere coscienza che un film come questo potrebbe funzionare tranquillamente senza la suddetta coppia e che non sia una pellicola scritta appositamente per i due attori. Preso singolarmente, Dio perdona... io no! ha un inizio accattivante, sia dal punto di vista del soggetto, sia da quello visivo. In breve tempo però, perde la sua energia. La piccola miccia, che pure teneva in vita una briciola di suspense, si spegne troppo presto e di li in poi si ha il desiderio di volare verso l'epilogo, consapevoli che nel mezzo possa succedere ben poco, almeno a livello narrativo. I caratteri tipici del western restano sempre vivi, compreso il duello finale, inserito perfettamente nel filone "di genere".
Resta comunque una pellicola che non ha paura di mostrare: torture, violenze e colpi proibiti sono gestiti dalla regia di Colizzi, appassionata ed intelligente, e sono elementi che negli anni a venire saranno sempre meno accostabili ai film con protagonista la celebre coppia. Anche le relazioni tra i personaggi sono sottolineate da un sapiente uso del mezzo cinematografico, con dei modi di ripresa ereditati da tecniche "brevettate" del genere. L'impatto visivo ha insomma sempre la meglio su quello narrativo. Una buona occasione per vedere comunque Bud e Terence in vesti ancora non consolidate e dunque con un'identità cinematografica a cui siamo meno abituati. 

Dio perdona... io no! L'immortale coppia Bud Spencer-Terence Hill si fa guardare sempre con piacere, anche in una forma così primitiva. Ma siamo gradini sotto Trinità e lontani anni luce da una definizione di ruoli che acquisterà una faccia solo con i film a venire. Dio perdona... io no! a tratti incuriosisce e appassiona, con una regia tarata sui canoni di genere che funziona, ma paga una corposa parte centrale preparativa e dispersiva, dove si spera a tutti i costi che il finale arrivi presto.

6.5

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