Dickens - L'uomo che inventò il Natale: la recensione del film con Dan Stevens

Conosciamo tutti la trama del Canto di Natale di Dickens, ma in pochi conoscono la genesi del romanzo, al centro di questo film di Bharat Nalluri

recensione Dickens - L'uomo che inventò il Natale: la recensione del film con Dan Stevens
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Un avaro e arido uomo d'affari e tre fantasmi che gli fanno visita la notte di Natale: bastano questi pochi elementi per pensare subito a Ebezener Scrooge, protagonista del "Canto di Natale" di Charles Dickens, l'opera letteraria che più di ogni altra associamo alle festività natalizie. La storia raccontata dallo scrittore inglese nel romanzo breve del 1843 la conosciamo tutti, anche grazie alle numerose trasposizioni cinematografiche e televisive (tra le più recenti c'è il film A Christmas Carol del 2009, con Jim Carrey nel ruolo di Scrooge e dei tre spiriti che gli fanno visita). Quello di Scrooge poi è tra i personaggi della letteratura più conosciuti al mondo, tanto da aver ispirato Carl Barks nella creazione del personaggio Disney di Paperon de' Paperoni che, nella versione originale, si chiama proprio Scrooge McDuck.
Se quindi conosciamo tutti la trama del "Canto di Natale", lo stesso non si può dire della genesi del romanzo. In pochi ad esempio sanno che Dickens lo scrisse in appena sei settimane e che dovette finanziare lui stesso la pubblicazione perché gli ultimi suoi lavori erano stati un insuccesso. A raccontare i fatti (veri) dietro la stesura e la pubblicazione di una delle opere più famose del più celebre romanziere inglese ci ha pensato il regista Bharat Nalluri in Dickens - L'uomo che inventò il Natale, in uscita nelle sale italiane il 21 dicembre.

La trama

Il film di Nalluri ci porta nella Londra vittoriana, dove Charles Dickens (interpretato con maestria da Dan Stevens) è alle prese con alcune difficoltà economiche perché i suoi ultimi tre romanzi non hanno avuto il successo sperato. Ormai abituato a un certo stile di vita ma al tempo stesso angosciato all'idea di indebitarsi, è deciso a scrivere un nuovo romanzo che possa permettergli di mantenere se stesso, sua moglie, i quattro figli e il quinto in arrivo. Tra incontri fortuiti al cimitero e intriganti fiabe della buonanotte, il personaggio di Scrooge e la trama del futuro romanzo iniziano a prendere forma nella sua mente. Il fatto che nessuno voglia pubblicare il suo romanzo complica le cose: dovrà quindi scrivere il libro e auto-pubblicarlo in appena sei settimane per riuscire a farlo arrivare sugli scaffali delle librerie londinesi in tempo per Natale.
E mentre i personaggi di Dickens prendono vita davanti ai suoi (e ai nostri) occhi, il processo creativo del romanziere viene disturbato dai suoi stessi familiari e in particolar modo dall'arrivo a Londra del padre John (Jonathan Pryce, l'Alto Passero di Game of Thrones).

Gli elementi biografici

C'è del vero in quanto si vede in Dickens - L'uomo che inventò il Natale? Sì, basti pensare che il regista si è ispirato a un saggio biografico di Les Standiford che racconta proprio la genesi del romanzo di Natale più famoso di sempre. Dickens dovette effettivamente finanziare da solo la pubblicazione del libro, così come è vero che il suo successo contribuì a ravvivare l'entusiasmo per una festa altrimenti non particolarmente popolare. Anche la storia familiare di Dickens è fedele alla realtà: suo padre fu davvero arrestato per aver contratto troppi debiti, e a soli dieci anni Charles fu costretto a lasciare la scuola per lavorare alla Warren's Blaking Warehouse, una fabbrica di lucido da scarpe.

Realtà e fantasia

L'intento biografico del film si mescola con un'atmosfera quasi fiabesca, con i personaggi che prendono vita e parlano con lo scrittore. In effetti, lo stesso Dickens aveva più volte raccontato come i suoi personaggi lo tormentassero durante il giorno, dandogli indicazioni su come e cosa scrivere, ma Nalluri prende questo dettaglio e lo porta all'esasperazione per mostrare al pubblico con quale frenesia Dickens abbia scritto il romanzo. Scrooge è interpretato da un Christopher Plummer che sembra essere nato per questo ruolo: è arcigno e scorbutico ma non lo è mai in maniera caricaturale, e anzi la sua aridità ha un che di realistico.
Meno realistica e più spiccatamente fiabesca è la Londra in cui si svolge la vicenda, e la scenografia potrebbe stridere un po' con lo stile biografico del film. Un grosso difetto della sceneggiatura è il costante utilizzo di elementi esterni per favorire l'ispirazione di Dickens (il nipotino malato e con stampella che ricorda il piccolo Timmy, le numerose citazioni del romanzo sparse qua e là nei dialoghi), che finiscono con lo sminuire il genio creativo di uno degli autori più famosi al mondo. Un dettaglio che di per sé comunque non rovina la visione di un film particolarmente adatto al periodo natalizio.

Dickens - L’uomo che inventò il Natale Sapevate che Charles Dickens scrisse il suo famosissimo "Canto di Natale" in appena sei settimane, che dovette pagare per poterlo pubblicare e che era solito parlare con i suoi personaggi? Dickens - L'uomo che inventò il Natale racconta la genesi di uno dei romanzi più famosi di sempre, tra elementi biografici (estremamente fedeli alla realtà) e altri più fiabeschi, in un film non privo di difetti ma che intrattiene e ci insegna qualcosa di più sul celebre romanziere inglese.

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