Recensione Diana - La storia segreta di Lady D

Gi ultimi due anni di vita di Lady D. tra amori impossibili e sogni infranti

recensione Diana - La storia segreta di Lady D
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Regno Unito, 1995. Diana Spencer, la principessa del Galles (tanto invisa alla famiglia reale quanto amata dal popolo britannico) sta attraversando una delle fasi cruciali della sua tribolata vita di donna e principessa, ovvero la separazione dal fedifrago principe Carlo, da sempre legato alla futura seconda moglie Camilla Parker Bowles. Un momento di estrema instabilità per la bella e carismatica Diana, la quale si troverà a fare i conti non solo con il fallimento della sua promessa (nonché speranza) affettiva, ma anche con tutti gli oneri che il suo ingresso nella società reale ha nel tempo comportato, modificando per sempre la sua vita di donna ‘comune' nella vita (perennemente sotto i riflettori) della donna più nota e chiacchierata al mondo. E sarà proprio il peso di questa mancanza di normalità affianco a un disperato bisogno di affetto (prepotentemente negato dall'illusorio matrimonio con il principe Carlo) a condurre Diana tra le braccia di Hasnat Khan, talentuoso cardiochirurgo pakistano appassionato del suo lavoro, di junk food, jazz e football. Un amore nato per caso tra le corsie di un ospedale e nella solidarietà per il prossimo, ma forse sin da subito inscrivibile nella traiettoria di quel destino assai ostile (che oggi ben conosciamo) toccato alla figura triste e a un tempo luminosa di Lady D. Lei avrebbe voluto (tanto da prendere in considerazione perfino la conversione all'Islam) sposare quell'uomo così votato all‘estensione' della vita umana, ma le origini pakistane di lui e il suo viscerale attaccamento alla riservatezza condussero la relazione a un'altra, decisamente meno rosea, conclusione. Ed è così che nel 1997, sul viale del tramonto di quella che forse fu per Lady D la vera, unica storia d'amore della sua vita, la principessa prese a frequentare il milionario Dodi Al-Fayed, uno che di certo (per status) all'esposizione sociale e mediatica era assai più abituato del rigoroso dottor Khan. Un breve capitolo di fughe a bordo di yacht multimilionari e alberghi extralusso che si concluderà (impietosamente) sotto il tunnel del Pont de l'Alma a Parigi, dove i due neo-fidanzati perderanno la vita dopo essersi schiantati con la loro Mercedes contro il tredicesimo pilastro della galleria, inseguiti (nella loro corsa verso la fine) da uno sciame impazzito di paparazzi e cronisti.

Un film troppo 'parziale'

Una vita certo non facile e piena di contraddizioni quella di Lady D, che il regista tedesco Oliver Hirschbiegel, noto ai più per l'interessante lavoro autobiografico sugli ultimi giorni di vita di Hitler (La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler) affronta in chiave romantica, mettendo al centro proprio lo slancio emotivo di Diana all'indomani dell'incontro con Khan. Proprio in questa scelta (che poi ne induce numerose altre di tipo stilistico e narrativo) risiede il grande limite di Diana - La storia segreta di Lady D, film che si ‘impunta' nella rappresentazione candida e un po' troppo superficiale di due cuori rapiti e poi messi (inesorabilmente) di fronte a un bivio. Una rappresentazione romantica che certo non trova al suo interno il giusto carisma per rievocare la complessità e l'immagine fortemente iconografica della principessa (una donna che spese gran parte della propria influenza e della propria popolarità per sostenere le missioni umanitarie e perfino battersi contro la tragedia delle mine anti uomo) che tende invece a tradursi in un dramma romantico accomunabile alla stragrande maggioranza delle persone. Da questo appiattimento narrativo emerge (purtroppo) in negativo anche l'interpretazione della pur brava Naomi Watts. La sua è una Diana che fin da subito spicca per le differenze (e non per le somiglianze) con la vera Lady D. L'inclinazione della testa, il sorriso caldo, lo sguardo triste e comprensivo diventano così tutti elementi che rievocano Diana nella sua figura di donna dalla tempra e dal calore indimenticati, ma che soprattutto rimarcano la leggerezza narrativa del film rispetto alla dolorosa complessità del percorso di vita scelto e intrapreso da quella che oggi tutti conosciamo (non a caso) come la Principessa Triste.

Diana - La storia segreta di Lady D Dopo essersi sapientemente cimentato in un ritratto biografico di sicuro non facile con La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler, il regista tedesco Oliver Hirschbiegel si confronta con gli ultimi due anni (tra amori e dissapori) della Principessa per antonomasia Diana Spencer. Ma il ritratto che ne viene fuori è troppo debole e troppo vago (sia dal punto di vista narrativo che rappresentativo) per legare a doppio filo le vicende del film a quelle reali degli ultimi travagliati due anni di vita di Lady D. Un ritratto in cui si perde anche la stessa Naomi Watts, e che traccia le linee di una Principessa di sicuro molto più innamorata che triste, un punto di vista in sé non necessariamente sbagliato nella voglia di rievocare un acceso desiderio di normalità, ma di sicuro fortemente (troppo) riduttivo.

5

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