Detective Dee e i 4 Re Celesti, la recensione del film di Tsui Hark

Il Detective Dee indaga su un complotto che mette a rischio la stabilità del regno e si trova ad affrontare nuovi, temibili nemici.

recensione Detective Dee e i 4 Re Celesti, la recensione del film di Tsui Hark
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Il Detective Dee è stato nominato a capo del dipartimento di giustizia e gli è stato conferito, direttamente dall'Imperatore, l'onore di custodire la prestigiosa "Dragon Taming Mace", un'arma dotata di incredibili capacità. Ciò nonostante l'Imperatrice Wu ritiene che l'investigatore abbia ottenuto troppo potere e che potrebbe diventare un pericolo per la corona: la sovrana decide così di rientrare in possesso della reliquia e ne ordina il recupero affidando la missione a una banda di misteriosi guerrieri dotati di poteri magici, mandati sotto il comando di Yuchi Zhenjin (fratello adottivo di Dee), il quale ha deciso di eseguire l'ordine a patto di determinate condizioni sull'incolumità dell'amico.
In Detective Dee e i 4 Re Celesti il Nostro comprende di essere caduto in una trappola e che i maggiori pericoli risiedono in un male di provenienza esterna, con una setta indiana che sembra aver preso controllo della volontà dell'Imperatrice, e si imbarca nella missione più difficile della sua carriera pur di salvare il regno.

Una nuova avventura

Il cinema di Tsui Hark è in continua evoluzione nonostante il regista, attivo da quarant'anni esatti, abbia ormai consolidato la sua idea di spettacolo fantastico giocato tutto sul puro divertimento visivo. Eppure anche in questa terza incarnazione del popolare personaggio, realmente esistito e poi mitizzato da una serie di romanzi e trasposto sul piccolo e sul grande schermo, il maestro cinese aggiunge sempre nuovi elementi che rendono l'intrattenimento un vero ricettacolo di sorprese e citazioni, volgendo a quel senso di meraviglia e stupore atto a coinvolgere lo spettatore. Dopo Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma (2010) e il prequel Young Detective Dee - Il risveglio del drago marino (2013), Mark Chao torna per la seconda volta nei panni dell'indomito investigatore della dinastia Tang in un film che si va a collocare - cronologicamente parlando - poco prima rispetto agli eventi del primo capitolo (dove il personaggio era interpretato da Andy Lau).
Un prodotto nel quale ritroviamo anche volti familiari di contorno (dall'Imperatrice di Carina Lau al coraggioso capo delle guardie Yuchi Zhenjin) e nuovi personaggi all'interno di una storia complessa che potrebbe creare un po' di confusione soprattutto ai neofiti della saga.

Con un occhio di riguardo

Dopo un impatto potenzialmente ostico, dovuto all'accumulo di figure e situazioni che possono sembrare gratuite, ma si scoprirà poi solo in apparenza, il campo si apre all'apoteosi degli effetti speciali, realizzati con un'ottima computer grafica che, soprattutto nell'ultima parte, regala sequenze suggestive e coinvolgenti omaggiando anche un anime/manga cult quale L'attacco dei giganti. L'essenza mystery-investigativa del primo film e l'anima più ludica del secondo sono qui virati in un avvincente mix, con il dipanarsi delle indagini che va a tirare in ballo la cultura indiana (seppur in chiave superficiale) e le più ovvie influenze buddiste, con i discorsi legati all'illuminazione e alla necessità del perdono che caratterizzano la catartica resa dei conti finale. In Detective Dee e i 4 Re Celesti si abbonda di rimandi a creature tipiche di un immaginario fantasy occidentale, dai Nazgul ai Dissennatori fino alle moderne versioni di King Kong, nonché a figure e iconografie derivanti dal folklore indigeno, per un meltin' pot anche sonoro dove, oltre all'ormai iconico motivetto della saga, si accompagnano bizzarre sortite classiche (su tutte un breve accenno de La cavalcata delle valchirie).
Tsui Hark completa l'operazione con la sua regia iperbolica (pensata evidentemente per il 3D), tra ralenty e carrellate sulle lame rotanti usate dai villain, giochi di visuali che ribaltano l'azione in ogni momento e quell'anima da wuxiapian 2.0 che sfrutta le suggestive ambientazioni in maniera impeccabile.

Detective Dee e i 4 Re Celesti Tsui Hark continua il suo percorso di rinnovamento del cinema fantastico proseguendo nella saga del Detective Dee, giunta qui alla sua terza installazione. Un film che, come già mostrato dal recente Journey to the West: Demon Chapter (2017), vede il regista alle prese con l'ambizione di osare sempre di più sui territori della pura meraviglia visiva, qui al servizio di un mystery d'azione che tenta di ibridare le atmosfere dei due precedenti capitoli in una cornice suggestiva e visivamente spettacolare. A dispetto di una narrazione a tratti confusionaria, in particolare per chi si approccia per la prima volta al personaggio, Detective Dee e i 4 Re Celesti vive su una messa in scena sgargiante e su un'epica di fondo che, tra rimandi al buddismo, avvincenti sequenze wuxia e una piacevole dose d'ironia, intrattiene con scorrevolezza per oltre due ore di visione, con tanto di scene aggiuntive durante i titoli di coda e un epilogo aperto a ulteriori sequel. Il film andrà in onda martedì 29 gennaio alle 21.10 su RAI4 in prima visione TV.

7.5

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