Recensione Deep Water - La Folle Regata

La storia di un uomo che sfidò l'Oceano

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La storia di un uomo che sfidò l'Oceano

Sfidare l'ignoto, ma prima di tutto superare se stessi. Una competizione contro le più grandi paure insite nell'animo, per trovare la risposta al quesito più importante: cosa siamo a fare su questo mondo? Deep Water , che giunge in Italia con l'inutile sottotitolo La folle regata, è un documentario ma soprattutto il ritratto di un uomo pronto a tutto pur di trovare il proprio scopo, finendo per sacrificare anche la sua vita. Si chiamava Donald Crowhurst, e, da semplice titolare di un'azienda elettronica, si trasformò in una leggenda del mare. Era il 1968, e le grandi imprese di navigazione avevano appena trovato il loro apice, con la riuscita da parte di Sir Francis Chichester della circumnavigazione del globo in solitario. E così il Sunday Times, sull'onda dell'impatto emotivo e mediatico provocato da quell'epica missione, decide di organizzare una gara, con 5.000 dollari in premio al vincitore. Chi per primo fosse arrivato a destinazione, e ripetendo le gesta di Chichester nel minor tempo possibile, avrebbe ottenuto fama e gloria. Allettati dalla proposta, in otto si imbarcarono in questa singolare ed ardua competizione. La data di partenza era a scelta, bastava che avesse luogo entro il 31 ottobre. Donald, che poco ne sapeva di barche e affini, ebbe diversi problemi durante i preparativi sul suo trimarano e fu costretto, nonostante il mare avverso e una cattiva sensazione, a lasciare il porto proprio nella data della scadenza, pena la squalifica. Lasciati, a malincuore, la moglie e i figli, partì per quella che sarebbe stata la sua ultima avventura. Mentre piano piano gli altri concorrenti si stavano ritirando, eccetto Knox-Johnston che sarà poi il vincitore, Crowhurst comincia a "barare" a terra, trasmettendo posizioni sempre più avanti rispetto a quelle reali, credendo così di mantenere costante l'interesse intorno a lui e alla sua famiglia. Ma comprende già di essere un uomo sconfitto, di aver commesso l'errore più grande della sua vita. Allo stesso tempo sa che tornare indietro equivarrebbe alla rovina, per lui e per la sua famiglia. Decide così di scegliere, in un primo momento, tra il fallimento e la morte. Ma dopo mesi di viaggio, stanco e avaro di affetti, sceglie di tornare indietro, cercando di ingannare tutti sulla sua reale riuscita. Colto però dai sensi di colpa, e da una follia figlia della solitudine, si getta nell'oceano offrendo la sua vita alle onde. Non senza però aver lasciato il resoconto del suo viaggio sul trimarano, ritrovato in seguito da una nave di passaggio, tramite filmati e un drammatico, quanto crudo, diario. Il primo premio in contanti venne donato da Knox-Johnston alla vedova e alla sua famiglia, altrimenti costretti a vivere su una strada.

Coraggio, paura e redenzione

Il punto cardine dei documentari è il saper raccontare una storia nel migliore dei modi. In quanto i fatti avvenuti vengono introdotti fin dall'inizio, la curiosità a riguardo poteva venir meno, se non fosse che la narrazione si rivela scorrevole e appassionante. Un gustoso ibrido tra interviste, per lo più alla moglie e a un figlio di Crowhurst, nonchè ad altri personaggi presenti, protagonisti degli avvenimenti, e filmati d'epoca. Da quelli delle tv nazionali, fino ai filmini realizzati dallo stesso Crowhurst sul suo trimarano che ci mostrano la costante degradazione fisica e mentale dell'uomo. O come le letture delle stesse pagine di diario, il tutto sapientemente narrato dalla sobria voce di Tilda Swinton, recente premio Oscar non protagonista per Michael Clayton. Alcuni degli spezzoni video sono stati recuperati solo recentemente, dopo un letargo durato quasi 30 anni, e riportano alla luce il ritratto di un personaggio ambiguo, capace di gesti "vigliacchi" ma anche di grande coraggio, pronto comunque a tutto pur di non abbandonare la sua famiglia. E' con sguardo commosso che i registi Jerry Rothwell e Louise Osmond ci raccontano la sua storia, senza giudicarlo in nessun modo, anche se tendono in parte ad enfatizzare la carica drammatica, trasformando il viaggio in una missione epica, narrando, piuttosto, di un moderno Ulisse che si trova a lottare contro le sirene. Questa volta però, nella più completa e sfiancante solitudine.  E' sicuramente un prodotto di nicchia, non destinato alle grandi masse, ma di indubbio interesse per chi voglia scovare personaggi insoliti e bizzarri, fautori e artefici dei loro (spesso disastrosi) destini. Non manca nemmeno qualche affinità col commosso The Grizzly Man del Maestro Werner Herzog, anche se quest'ultimo risultava senza dubbio superiore. Deep Water svolge il suo compito in maniera più che dignitosa, e ha il merito di mostrarci un personaggio ambiguo, ma proprio per questo ancor più interessante.

Deep Water - La Folle Regata Un uomo in lotta contro il mare, ma prima di tutto contro se stesso. Deep Water è un documentario abile nel tratteggiare con sobrietà e attinenza ai fatti una figura controversa e particolare. Nessun eroe, solo una persona come tante imbarcata in qualcosa più grande di lui. Tra interviste e filmati d'epoca si viene a conoscienza di una storia interessante e, nella sua drammaticità, di grande fascino.

6.5

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