Deep - Un'avventura in fondo al mare, la recensione del film d'animazione

In questo film d'animazione ambientato tra i fondali marini, un piccolo polpo e i suoi inseparabili amici partono per un'incredibile avventura.

recensione Deep - Un'avventura in fondo al mare, la recensione del film d'animazione
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I primi secondi ci proiettano già in un mondo allo sfascio, con la superficie terrestre ormai completamente invasa dalle acque e devastanti tornado e tempeste che sconquassano il pianeta. Quello che potrebbe sembrare il palcoscenico ideale per una pellicola a sfondo apocalittico è in realtà l'ambientazione di questo innocuo film animato, realizzato nel 2017 e frutto di una co-produzione europea, che vede al centro della vicenda un simpatico gruppetto di abitanti del mare alle prese con una pericolosa missione tra gli abissi.
Deep - Un'avventura in fondo al mare segna l'esordio su grande schermo del regista spagnolo Julio Soto Gurpide, attualmente al lavoro su altri due lavori di tipologia simile, e si porta dietro un messaggio ecologista quanto mai attuale - viste le vicissitudini degli ultimi anni.

La trama, semplice e lineare, ha inizio in un fondale dell'Oceano Atlantico dove il saggio nonno Kraken ha creato una sorta di zona cuscinetto nel quale la salvaguardia della flora e della fauna è garantita da una sorta di "separé" con l'esterno. Il nipotino Deep, un piccolo polpo, sogna però di uscire prima o poi da quel guscio nel quale è cresciuto e un giorno, in seguito a un annuale evento celebrativo, decide di tentare la sorte in compagnia dei suoi inseparabili amici Evo (una rana pescatrice) e Alice (una gamberetta).
Durante la sua breve scorribanda, Deep avvia inavvertitamente un siluro abbandonato da tempo, la cui esplosione intrappola gli abitanti della propria casa natale mettendoli in una situazione di estremo pericolo. L'unica soluzione per evitare a questi morte certa è quella di rintracciare la balena bianca Nathan, storico sodale del Kraken nonché il solo in grado di poter spostare la gigantesca roccia che blocca il passaggio. Deep, Evo e Alice si mettono così in viaggio, incontrando sulla loro strada sia nuovi amici che agguerrite insidie.

Un film che fa acqua

Il chiaro target di riferimento, sin dal prologo, è quello di un pubblico di bambini under-10 e la profondità insita in opere a tema ben più complesse è totalmente assente. Deep - Un'avventura in fondo al mare non cova ambizioni di sorta nella sua voluta ingenuità e mostra in più occasioni i propri limiti concettuali, con una messa in scena votata allo spudorato divertimento per i più piccoli. Nei novanta minuti di visione il sense of wonder è però spesso castrato da una resa estetica mediocre, con solo una manciata di passaggi effettivamente ispirati e un generale anonimato nel character design delle varie figure marine coinvolte, inoltre penalizzate da una scarsa espressività e da scelte narrative non sempre convincenti.
La disparità con i capolavori del filone è evidente e l'inserimento di diverse forzature nell'arco del racconto, su tutte l'inserimento casuale di spezzoni musical con protagonisti piovre o granchi con la passione per il cabaret, impedisce una totale affezione alla storia e ai suoi piccoli eroi. Paradossalmente sono proprio i villain, che compaiono nell'ultima mezz'ora, le pedine più carismatiche: un pinguino folle, il suo fido aiutante tricheco e un delfino dalla scarsa intelligenza regalano almeno un paio di gustose risate nell'assurda impresa spaziale che caratterizza la resa dei conti finale.

Deep - Un'avventura in fondo al mare opta per un marcato citazionismo nel tentativo di variare la basilare e monotona formula, con tanto di relitto del Titanic a fare da sfondo a uno dei "passaggi di formazione" e dialoghi che rimandano a iconiche creature dei kaiju-eiga come Godzilla e Mothra. Ma la qualità generale delle gag e delle battute è di livello medio-basso, tra serpenti marini che devono tenere a bada i propri istinti carnivori per farsi nuovi amici, pesci zombie frutto di contaminazioni radioattive e ricognizioni in centri commerciali sommersi dalle acque - dove i Nostri scoprono oggetti mai visti prima, con tutte le bizzarre conseguenze del caso.
L'operazione mette troppa carne al fuoco senza un amalgamo efficace, rivelandosi come una sequela di situazioni improvvisate atte a condurre al prevedibile lieto fine nella piena tradizione del genere, senza che il cuore della vicenda riesca mai a elevarsi da una vacua futilità d'intenti.

Deep - Un'avventura in fondo al mare Se un film si dovesse giudicare esclusivamente in base alla varietà cromatica, Deep - Un'avventura in fondo al mare sarebbe un prodotto più che dignitoso, vista la discreta resa estetica dei vari fondali marini in cui ha luogo la storia. Nel corso dei novanta minuti di visione invece a emergere, non dalle acque, sono in realtà gli evidenti limiti tecnici e narrativi che caratterizzano l'intera operazione, guardante a prototipi ben più ispirati senza possederne una pari personalità. La sceneggiatura in particolare è forzata oltre misura, con risvolti via via sempre più assurdi nel delinearsi di una trama che non si comprende bene dove voglia andare a parare nel suo, tentato, messaggio ecologista di fondo e inutili sketch musical a caratterizzare alcune fasi dell'avventurosa missione dei protagonisti, un polpo pasticcione e i suoi due inseparabili amici. Del potenziale coming-of-age non v'è traccia e un paio di omaggi/citazioni sparsi per un pubblico più grandicello non alzano la bassa asticella d'età delle platee a cui la pellicola si rivolge.

5

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