Death Note: Light Up the New World, recensione del sequel di The Last Name

Light Up the New World è il sequel di Death Note: The Last Name. Dopo dieci anni chi avrà raccolto l'eredità di Kira e L?

recensione Death Note: Light Up the New World, recensione del sequel di The Last Name
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A distanza di dieci anni dalla conclusione della serie di film live-action, il regista Shinsuke Sato riporta Death Note nelle sale cinematografiche giapponesi. A differenza delle prime pellicole, la storia è completamente originale e gli autori del manga, Takeshi Obata e Tsugumi Oba, non sono stati coinvolti nel nuovo progetto. L'aspettativa e l'attesa saranno state ripagate? Sono passati ormai dieci anni da quando Light Yagami e L si sono dati battaglia. Il mondo, da allora, è tornato a quello di prima: Misa Amane è tornata a fare l'attrice e modella, i membri della task force Kira si sono separati e un nuovo L ha preso il posto di Ryuzaki. A sparigliare le carte, però, ci pensa il re degli shinigami che promette di nominare suo successore chi riuscirà a trovare il nuovo Kira. Così, gli Dei della morte fanno cadere cinque nuovi quaderni della morte in Giappone, nella speranza di trovare un degno erede di Light Yagami.

Alti e bassi

La storia di fondo è molto semplice, così come in realtà era quella del manga di Death Note: un quaderno della morte, un L e un Kira. In questo caso, però, i quaderni della morte sono sì sei ma i loro possessori hanno durata breve: una scelta discutibile che però semplifica di parecchio una trama che si complica in ogni caso col passare dei minuti. Non è facile gestire un'infinità di personaggi come quelli introdotti in Light Up the New World, e questa verità si manifesta quasi immediatamente dall'inizio della visione. Nel giro di mezz'ora vengono inseriti almeno quattro personaggi chiave, tre shinigami e varie "sidestories" che portano al nulla assoluto.
L'idea dei sei quaderni è intrigante, soprattutto l'inserimento di questa nuova regola che riguarda un numero massimo di quaderni attivi nel mondo degli umani, eppure qualcosa non funziona. Prima di tutto, come già detto in una recensione precedente, non si può evitare di fare un paragone col materiale originale. Se si mette a confronto la gestione dei tempi, i personaggi e gli eventi del manga originale con Light Up the New World, non c'è ovviamente partita. Mai. In nessun caso. Partiamo dai personaggi: stereotipati, macchiettistici e poco incisivi. Sosuke Ikematsu, nel ruolo del nuovo L, si limita a fare il verso al Ryuzaki che conoscevamo, la sua personalità non viene mai fuori e quindi sembra di essere davanti a una copia carbone dell'originale. Il resto del cast non dà alcuna profondità e da spettatori non ci si affeziona a nessun personaggio. La scelta di cambiare completamente la schiera dei protagonisti è spiazzante per il pubblico e, soprattutto, non permette agli autori di approfondire o far evolvere nessuno di essi.

Come già detto, la storia è spesso troppo ingarbugliata. Si fa fatica a starle dietro anche se si rimane attenti per tutta la durata del film, di ben due ore e quattordici minuti, un tempo durante il quale uno sbadiglio può nascere spesso e volentieri. Il ritmo di tutta la vicenda è troppo sbilanciato verso una parte dialogata che, per quanto nel vecchio Death Note fosse fondamentale, in questo non lo è. Tutto si apre con una scena d'azione, in mezzo tante e troppe chiacchiere, e poi di nuovo venti minuti adrenalinici che, purtroppo, non riescono a risollevare completamente le sorti del film. Senza citare alcune idee molto, molto trash di cui non parleremo per non farvi spoiler ma che, appena viste, vi faranno pensare subito a una scelta da cinema di serie B.
In questo marasma di lati negativi, vogliamo citarne due molto positivi: CGI e fotografia. In confronto alla CGI usata nei primi due film, e in quello Netflix, qui non c'è paragone. Ryuk e gli altri shinigami sembrano quasi persone vere. Il budget riservato a questo aspetto è stato elevatissimo e i netti miglioramenti si vedono. Lo stesso vale per la fotografia pulita e, a tratti, quasi da film di fascia alta.

Death Note - The Movie Death Note: Light Up the New World è un film discreto che si lascia guardare ma che non riesce a dimostrare tutte le sue potenzialità. Purtroppo, delude le aspettative con alcune scelte di trama e di sviluppo molto discutibili e si perde spesso in dialoghi stucchevoli e troppo lunghi mentre si riprende alla grande con delle ottime scene action. In ogni caso, è un film che ogni fan di Death Note non può lasciarsi sfuggire e che apre alcuni interrogativi interessanti per possibili sequel futuri.

6.5

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