Venezia 72

Recensione De Palma

Dal 1963 di The Wedding Party fino al 2012 di Passion, Noah Baumbach e Jake Paltrow ripercorrono la carriera di uno dei registi simbolo della New Hollywood, lasciando che sia lui a raccontarsi in successi e sconfitte.

Recensione De Palma
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Nato a Newark nel 1948, Brian Russell De Palma è uno dei registi che più hanno influenzato la New Hollywood, e per certi versi anche il più controverso: uomo multiforme, sempre intenzionato a superare i suoi limiti esplorando nuovi generi e nuove tecniche, è riuscito in più di quarant'anni di carriera a reinventarsi più e più volte, tanto da diventare un punto di riferimento per molti cineasti moderni. Si devono a lui pellicole che hanno fatto la storia del cinema come Scarface, Carlito's way, Gli Intoccabili o Carrie - Lo sguardo di Satana. Una vita ed una carriera indimenticabili che Jake Paltrow (Young Ones, The Good Night) e Noah Baumbach (Frances Ha, While We're Young) hanno deciso di celebrare in un'intima conversazione a tre, registrata in un documentario diventato poi De Palma, presentato nella sezione Fuori Concorso al Festival di Venezia. Uno stile classico, volutamente didascalico fatto solo di una telecamera fissa di fronte al regista seduto a chiacchierare, un flusso di coscienza alternato dalle immagini di repertorio dei suoi film e di quelli che l'hanno ispirato, Hitchcock sopra tutti. Una celebrazione più che un vero e proprio documentario, ridotta stilisticamente all'osso e dall'aspetto di un contenuto extra di un dvd - in questo caso, tutta la vita di uno dei registi più interessanti di Hollywood.

Dalle origini fino a Passion, la storia di una carriera

Si inizia nel più classico dei modi, ovvero parlando dell'infanzia di De Palma: dal rapporto con la madre a quello di un padre assente (che con i tradimenti continui e le sue amanti condizionerà il regista in alcuni dei suoi film), fino ad arrivare agli anni scolastici e ai primi esperimenti cinematografici. Ciò che colpisce è tuttavia il racconto dei primi anni di lavoro: ad entrare nel cuore sono i momenti in cui il regista racconta della sua amicizia con George Lucas, Steven Spielberg e Martin Scorsese, in video e foto di repertorio che rendono ogni cinefilo nostalgico e un po' malinconico. I racconti dei provini combinati con Lucas che nel frattempo iniziava a girare Star Wars o delle telefonate con Spielberg (al tempo l'unico a possedere un telefono in macchina) sono i momenti più sentiti del documentario, insieme al rapporto con i suoi attori. L'esperienza di dirigere Orson Welles, il rapporto con l'esordiente Robert De Niro (da lui scoperto), la scelta di Sissy Spacek per Carrie, fino alle esperienze con Al Pacino e la direzione di Carlito's Way e Scarface. Un racconto a tratti malinconico a tratti divertente, che finisce per essere un bellissimo dietro le quinte raccontato dal protagonista di quel pezzo di storia: un po' come una lezione di cinema da parte di chi il cinema l'ha fatto e continua a farlo.

De Palma Tra nostalgia e malinconici ricordi, Brian De Palma ripercorre la sua carriera davanti alla macchina da presa di Noah Baumbach e Jake Paltrow raccontandosi attraverso successi e fiaschi, sempre con ironia. Un documentario lineare e privo di particolari innovazioni, che si fa sentire nella sua eccessiva lunghezza ma non stancherà gli appassionati del regista.

7

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