Dark Crimes, la recensione del film con Jim Carrey

Un ufficiale della polizia polacca è convinto di aver trovato il colpevole dell'assassinio di un collega, ma scoprirà che non tutto è quello che sembra.

recensione Dark Crimes, la recensione del film con Jim Carrey
Articolo a cura di

Tadek è un ufficiale della polizia polacca la cui carriera ha subito un duro colpo nell'ultimo periodo, per via di un caso che lo ha visto coinvolto in prima persona. Nonostante sia stato affidato agli archivi e dismesso dalle operazioni sul campo, l'agente decide di indagare sul brutale omicidio di un collega, trovato assassinato sulle rive di un fiume.
Il deceduto frequentava un losco locale sotterraneo in cui si potevano mettere in pratica le più bieche pratiche sessuali con giovani ragazze, e tra i sospettati le attenzioni si concentrano proprio su un altro cliente del club, il famoso scrittore Krystov Kozlow. Nel suo ultimo libro, reso disponibile solo online come traccia audio, il romanziere ha narrato per filo e per segno le dinamiche dell'orrendo crimine e Tadek si convince che solo il reale esecutore possa essere a conoscenza di tutti quei dettagli.
In Dark Crimes, Kozlow continua a proclamare la propria innocenza, mentre l'ufficiale rimane sempre più ossessionato dal caso, cadendo in un vortice oscuro che rischia di trascinarlo sempre più a fondo.

Una storia vera

Nel 2007 lo scrittore e fotografo polacco Krystian Bala è stato condannato a venticinque anni di prigione per l'omicidio del businessman Dariusz Janiszewski, avvenuto sette primavere prima. I dettagli del crimine erano stati raccontati in un successivo romanzo dell'assassino, ennesimo elemento di prova a suo carico.
Da questo caso di cronaca nera prende ispirazione l'ultimo film del regista ellenico Alexandros Avranas, autore dell'osannato Miss Violence (2013), rimasto senza distribuzione per quasi due anni dopo la presentazione al Warsaw Film Festival. Quando l'uscita nelle sale dista così tanto dall'effettiva realizzazione, spesso i motivi risiedono in una qualità non eccelsa del girato, fattore purtroppo confermato dalla visione di questo Dark Crimes, la cui stramberia è già palese nell'inusuale scelta di far parlare agli attori un inglese dal marcato accento est-europeo. L'impegno del cast è stato comunque notevole e se per il villain Marton Csokas, di origini ungheresi, l'impresa è stata relativamente più semplice, un redivivo Jim Carrey si è calato con ammirabile intensità nel ruolo, il più cupo dell'intera carriera.
Con il trio di protagonisti completato dalla dolente e scarna bellezza di Charlotte Gainsbourg, i personaggi principali beneficiano sicuramente delle performance degli interpreti, rimanendo però ingabbiati in uno script che si culla nelle sue ambizioni di partenza senza mai comprendere bene il cuore della storia.

Sguardi nell'abisso

È la sceneggiatura il punto debole dell'intero insieme, andando a rispecchiarsi inevitabilmente anche nelle fredda e asettica messa in scena. Dark Crimes è tutto imbastito su una razionalità noir che non fa sconti a qualsiasi emozione di sorta, totalmente represse anche nelle scene madri che avrebbero dovuto, almeno sulla carta, concedere ampio spazio a sussulti drammatici. E dopo un inizio truce, che sembra spalancare le porte a un'indagine violenta ed estrema che si rifà al crudo fenomeno degli snuff-movie e dello sfruttamento della prostituzione, il racconto si concentra sulla secca sfida tra il detective e lo scrittore, una vera e propria partita a scacchi tra astuzia e inganni tutta giocata sull'intensità delle performance.
Le sottotrame abbelliscono ulteriormente d'amarezza il contesto, si limitano però a un minutaggio davvero troppo esiguo per creare una parvenza di legame empatico, con i presunti e prevedibili colpi di scena della fase finale che sono non solo attesi ma ampiamente suggeriti da una narrazione che, procedendo su percorsi netti, si avvia spedita verso la più scontata delle rivelazioni.
Paradossalmente è proprio l'epilogo a offrire un guizzo inaspettato e originale, ponendosi quale ideale e necessaria conclusione di un viaggio all'inferno vissuto dai due antagonisti, i cui caratteri assumono col passare dei minuti un approccio sempre più ambiguo e similare tra loro.
Come viene esplicitamente detto in uno dei dialoghi chiave: "La gente non ha bisogno della verità, vuole soltanto poter distinguere tra il Bene e il Male senza troppe complicazioni di sorta", questo si rivela il messaggio base che purtroppo non traspare appieno da quanto effettivamente mostrato su schermo.

Dark Crimes Nonostante le ottime performance del trio di protagonisti, Jim Carrey - Marton Csokas - Charlotte Gainsbourg, Dark Crimes è un'operazione sbagliata in partenza per via di alte ambizioni mal adattate nella relativa messa in scena, ispirata a un articolo di giornale a sua volta riferito a un tragico fatto di cronaca nera avvenuto nei primi anni del nuovo millennio a Breslavia, in Polonia. Già dalla scelta di far recitare gli attori in un inglese dal marcato accento est-europeo, il regista Alexandros Avranas da l'impressione di aver dato vita a un ricercato esercizio di stile, impressione confermata dalle scelte fotografiche tendenti a un monocromatico grigiore e dall'assenza di emotività riposta nella gestione della storia e dei personaggi, in una sorta di gratuita elevazione degli archetipi noir su tonalità inutilmente cupe. E se i novanta minuti di visione possiedono a loro modo un insano fascino, è l'intera idea d'insieme che viene a mancare, trascinando il tutto verso una fredda e stinta esibizione di virtuosismi, tecnici e narrativi, fini a loro stessi.

5

Che voto dai a: Dark Crimes

Media Voto Utenti
Voti: 1
5
nd