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Dangerous Lies, la recensione del film Netflix

Michael Scott firma un thriller stanco e prevedibile, dove la suspense è soltanto un lontano ricordo e il cast è vittima di personaggi poco credibili.

Dangerous Lies, la recensione del film Netflix
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Kate è cameriera in un fast-food e una sera, mentre si trova in compagnia del suo fidanzato Adam durante una breve pausa, il locale è luogo di un tentativo di rapina. Adam interviene e riesce a bloccare il criminale, che nel frattempo aveva già ucciso uno dei dipendenti, e viene considerato come un eroe dall'opinione pubblica. La stima non equivale a guadagno e quattro mesi più tardi la coppia si ritrova drasticamente al verde. Kate, che nel frattempo ha trovato lavoro come badante da Leonard, un ricco uomo che vive in totale solitudine in una grande villa, riesce a convincerlo ad assumere il compagno come giardiniere, in modo da garantir loro un doppio stipendio per pagare le bollette incombenti.
Nel frattempo però la dimora dove entrambi prestano servizio è al centro di un tentativo di acquisto da parte del losco Mickey Hayden e quando Leonard muore - apparentemente per cause naturali - Kate e Adam rinvengono una grossa quantità di denaro nascosta in un baule, dovendo decidere se denunciarne il ritrovamento alle autorità o appropriarsi di quell'inaspettato tesoro caduto dal cielo.

Tutto già visto

Il regista Michael Scott viene dal piccolo schermo e nel corso della sua prolifica carriera dietro la macchina da presa ha realizzato oltre 50 titoli, per la maggior parte film pensati per il mercato televisivo. E assistendo ai novanta minuti di visione di Dangerous Lies - nuovo titolo originale sbarcato nel catalogo di Netflix - l'impostazione narrativa e la relativa messa in scena riportano alla mente proprio quelle produzioni pensate per l'ex tubo catodico. Ci troviamo perciò di fronte a un'operazione lineare e stilisticamente anonima, i cui unici motivi di parziale interesse per il principale target di riferimento risiedono nella girandola di colpi di scena che caratterizzano in particolar modo l'ultima mezz'ora, dove ha luogo la definitiva resa dei conti e tutti i nodi vengono al pettine.
Difficile trovare un elemento che permetta all'insieme di elevarsi dalla stanca media, tipica di un filone lontano da sussulti spettacolari e indirizzato a un pubblico senza troppe pretese.

Bugie e verità

Dangerous Lies è una pellicola che non richiede sforzi di sorta e che può essere fruita anche "facendo altro", senza che la pseudo-complessità dell'intreccio ne venga sminuita. Colpa di uno svolgimento prevedibile che anche quando tenta di innescare false piste si riassesta subito su quel binario prestabilito dove i buoni sono i buoni e i cattivi sono i cattivi, senza sfumature di sorta che possano insinuare una qualche ambiguità. L'atmosfera risulta fiacca e incolore e la tensione è la grande e ingiustificata assente nel frettoloso tourbillon di situazioni dell'ultima fase, con un epilogo pseudo-amaro e reazioni da parte dei vari personaggi coinvolti che non rispecchiano minimamente quanto stia avvenendo in scena.
Questo è un demerito da condividere con lo spento cast, che spreca in volti secondari interpreti di spessore come Elliott Gould o attrici come Jamie Chung (in una della parti più caste della sua carriera) e affida il ruolo dei protagonisti ai poco carismatici Jessie T. Usher e Camila Mendes, star della serie cult Riverdale qui totalmente fuori dal personaggio.

Dangerous Lies Un thriller senza arte né parte che mette in mostra, e non certo in ottica positiva, tutta l'esperienza maturata dal regista Michael Scott nel campo dei film indirizzati al piccolo schermo. Dangerous Lies palesa infatti tutti i tipici difetti delle produzioni a tema televisive, dalla narrazione scontata e boriosa fino a una messa in scena stilisticamente anonima: la suspense è pressoché inesistente nel corso dei novanta minuti di visione e l'intreccio si risolve in un epilogo al contempo improbabile e prevedibile. Il cast, pur arricchito in ruoli secondari con diversi volti conosciuti dal grande pubblico, non riesce a migliorare la situazione e Camila Mendes, regular della serie Riverdale, latita qui della personalità necessaria per reggere il ruolo da protagonista.

4.5

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