Daddy's Home 2, la recensione del film con Mark Wahlberg e Will Ferrell

Mel Gibson e John Lithgow entrano nel cast della commedia familiare interpretata da Mark Wahlberg e Will Ferrell, nei panni dei padri dei due protagonisti.

Daddy's Home 2, la recensione del film con Mark Wahlberg e Will Ferrell
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Daddy's Home, distribuito nel 2015, ottenne lo stratosferico incasso di quasi 250 milioni di dollari, garantendo di fatto la realizzazione di un sequel. Squadra che vince non si cambia ed ecco perciò tornare dietro la macchina da presa il regista Sean Anders (nuovamente autore della sceneggiatura insieme al fido John Morris) e lo stesso cast che fece la fortuna dell'originale, più due graditissime new entry ben conosciute al grande pubblico, ossia Mel Gibson e John Lithgow, rispettivamente nei panni delle figure paterne dei personaggi di Mark Wahlberg e Will Ferrell.
Come abbiamo scoperto nel primo film, al centro del racconto vi è una famiglia "allargata" formata dall'agente segreto Dusty, dalla sua ex-moglie Sara e dall'attuale compagno della donna, nonché patrigno dei due figli, Brad, un dirigente radiofonico che non brilla per furbizia. Se alla fine del suddetto la situazione si era o bene o male riappacificata, in Daddy's Home 2 le cose sono destinate a incrinarsi ancora una volta con l'entrata in scena degli oppressivi genitori.

Più si è, meglio è?

Dusty e Brad sono ormai amici insperabili, con il primo che è ri-convolato a nozze con la bella scrittrice Karen e i due "papà" a dividersi i bambini condivisi durante i giorni della settimana. Per Natale però le due coppie hanno intenzione di passare le feste separate, scatenando le reazioni della figlia Megan che vorrebbe trascorrerlo come tutte le altre famiglie normali, e cambiano ben presto idea. Perché non invitare anche i nonni paterni? Dusty accetta controvoglia la chiamata del padre, un rude ex pilota di caccia e astronauta, e Brad non vede l'ora di rivedere i propri genitori, rimanendo sorpreso dal fatto che solo il padre Don, eterno buontempone, abbia accettato l'invito.
Non appena il nucleo si ricompatta, Kurt prenota una baita in una località di montagna dove trascorreranno tutti insieme i giorni che precedono il 25 dicembre. Ma fin da subito la presenza contemporanea di caratteri così diversi tra loro rischia di causare una serie di incomprensioni e situazioni al limite dell'assurdo.

Fino all'ultima risata

La formula è identica al prototipo e non a caso il pubblico americano ha apprezzato enormemente, con ottimi introiti, seppur inferiori all'originale, al botteghino. A mancare è l'originalità, con un'impostazione basilare allungata in un lungometraggio che ben presto porta ad una monotonia di situazioni, tra gag reiterate all'eccesso e sottotrame aperte e non degnamente sviluppate dal punto di vista narrativo. Daddy's Home 2 tenta di rinfoltire la varietà dell'impianto comico con l'entrata in scena di Gibson e Lithgow, le cui marcate e accese caratterizzazioni sono al centro dei momenti più divertenti: in particolare il primo è, come dimostrato per l'ennesima volta in carriera, perfettamente a suo agio in un ruolo auto-ironico e il suo papà-nonno tutto d'un pezzo porta un po' di sanguigna vitalità all'interno delle altrimenti prevedibili dinamiche comiche.

Tra prime cotte d'infanzia, camei inaspettati (John Cena), una manciata di citazioni (dal fittizio film con Liam Neeson ad una comparsata da WTF nell'epilogo) e una sequela di improbabili disavventure, Daddy's Home 2 procede per tentativi centrando però solo in alcune occasioni il bersaglio, con gag che sembrano riciclate o aggiornate da tante altre produzioni a tema: dalla doccia a comando vocale al tosaerba fuori controllo, dalla partecipazione forzata al presepe vivente alla battuta di caccia in onore della piccola Megan, lo script manca di personalità affidandosi spesso a soluzioni abusate e facilmente prevedibili dallo spettatore.

Latita perciò quel senso di sorpresa che con un parterre di personaggi così numeroso avrebbe dovuto essere scontato e il divertimento, pur non completamente assente nel corso dei cento minuti di visione, ne risulta inevitabilmente depotenziato, figlio di una leggerezza tanto facile e immediata quanto ridondante.

Daddy's Home 2 Un sequel che tenta di rafforzare la formula dell'originale, già di per sé non certo originalissima, con l'entrata in scena di due "nonni di lusso" interpretati da Mel Gibson e John Lithgow, i quali effettivamente infondono discreta personalità alle rispettive new-entry. Daddy's Home 2 per il resto rimane ancorato ad una concezione schematica che si caratterizza per una sequela di gag spesso forzate ed è già destinata all'inevitabile lieto-fine senza sussulti di sorta: una ricetta rassicurante per il grande pubblico, che continua ad apprezzare sul grande schermo, ma altrettanto sintomatica del poco coraggio del cinema leggero hollywoodiano di inclinazione commerciale, prima o poi destinato ad implodere su se stesso. Il film andrà in onda sabato 28 dicembre alle 21.20 su ITALIA1 in prima visione tv.

5.5

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