Curiosa, la recensione del film erotico firmato Lou Jeunet

Ispirato alla corrispondenza tra un fotografo e una scrittrice dell'alta società parigina, il film di Lou Jeunet soffre di una fredda sensualità.

recensione Curiosa, la recensione del film erotico firmato Lou Jeunet
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La scritta prima del sopraggiungere dei titoli di coda ci informa come quanto abbiamo appena visto sia liberamente ispirato alla corrispondenza tra Pierre Louÿs e Marie de Heredia, due artisti del diciannovesimo secolo che affrontarono le convenzioni dell'alta società pur di lasciar libero sfogo al loro amore proibito. E non è un caso che proprio nel corso dei cento minuti di visione diverse sequenze si concentrino sulla stesura di suddette lettere, a confermare la postilla post-epilogo.
Curiosa, titolato in questo modo anche nella versione originale francese, segna l'esordio per il grande schermo della regista Lou Jeunet e arriva a quindici anni di distanza dal suo ultimo lavoro televisivo, datato 2004. Come messa in scena e dispendio di mezzi, l'operazione sembra effettivamente più figlia dell'ormai ex tubo catodico, virata su connotazioni erotiche adatte a un pubblico adulto.

Nella Parigi del 1895 Pierre ed Henry, amici inseparabili, sono due poeti all'apice dalla fama. Il loro rapporto si incrina per colpa di una ragazza, la bella Marie, amata da entrambi ma che ricambia il sentimento solo nei confronti del primo. La giovane vede le sue speranze andare in frantumi quando il padre, anch'esso un rispettato letterato, decide di concederla in sposa a Henry, più ricco e benestante e in grado di ripagare i debiti di famiglia.
Marie è costretta dagli eventi ad accettare le nozze forzate e Pierre, col cuore infranto, preferisce allontanarsi dalla capitale francese per trascorrere un periodo in Algeria. Due anni dopo l'uomo fa ritorno in patria, ma in compagnia di un'altra donna originaria del posto: Zohar, disinibita, condivide con lui la passione per la fotografia. Da quel momento Pierre, sempre più libertino, inizia a scattare nudi artistici in serie e coinvolge nelle sue diapositive anche la stessa Marie, con la quale nel frattempo si è riaccesa, clandestinamente, la passione di una volta.
Entrambi gli amanti, rispettivamente nel campo della fotografia e della letteratura, lasceranno un segno nella società contemporanea, sempre pronti a uscire dalle convenzioni borghesi per vivere un'esistenza libera da ogni pregiudizio. Ma la loro relazione dovrà affrontare ardui ostacoli...

Gruppo di amanti in un interno

Curiosa è ambientato per la pressoché totalità in interni, ambienti chiusi che sembrano ingabbiare in spazi subdolamente claustrofobici il tormentato legame tra i due protagonisti, divisi dagli interessi economici e sociali ma pronti a tutto pur di far vincere le ragioni del loro sentimento. Un "ménage à quatre" destabilizzante e confusionario che non trova sempre il corretto impatto emotivo per coinvolgere lo spettatore, affidandosi per gran parte degli eventi a un sentimentalismo apatico e monotono che gioco-forza deve rilanciarsi attraverso le esplosioni passionali, impuntate su un erotismo tanto elegante quanto freddo.
Nudi integrali, sia maschili che femminili, sequenze più "estreme" ma inquadrate in maniera tale da non scadere nella pornografia, il vezzo artistico delle continue fotografie a modelle dalle più svariate fisionomie non riescono a sublimare una sensualità degna di nota.
La regista tenta di rivitalizzare l'anonima messa in scena con una manciata di passaggi più ispirati e vibranti (la scena del "muro" comunicante nell'ultima parte su tutte), ma dal punto di vista estetico l'operazione non brilla.
Il discorso si fa parzialmente più interessante nella concezione narrativa, con alcuni sviluppi e situazioni che aprono slanci metaforici non del tutto scontati, proponendo una concezione dell'amore libero in totale antitesi con quella castrante e rigida del relativo periodo storico.

In questo tourbillon di affetti e corpi, il cast si adatta anch'esso alle plumbee e torbide atmosfere del film, risultandone al contempo vittima e artefice: se il parterre maschile è incolore e svogliato, più spumeggianti sono invece le performance femminili, con l'esotica Camélia Jordana (vista recentemente in Due sotto il burqa e Quasi Nemici - L'importante è avere ragione) e la luminosa Noémie Merlant, interprete di Marie, a tentare di rivitalizzare lo spento insieme.

Curiosa Un erotismo indeciso e sospeso caratterizza questa sorta di biopic liberamente ispirato alla corrispondenza epistolare tra un fotografo e una scrittrice divenuti famosi nella Parigi del diciannovesimo secolo. E l'indecisione traspira non solo nella messa a nudo di corpi e passioni ma anche nelle fasi di una narrazione spesso confusa e arbitrariamente schierata, incapace di trovare la corretta chiave di lettura per rappresentare quest'amore clandestino nei salotti dell'alta borghesia contemporanea. Curiosa, titolo già di per sé emblematico, soffre così di un'apatica freddezza e nei cento minuti di visione le emozioni sono spesso castrate sul nascere, con solo una manciata di soluzioni narrative potenzialmente avvincenti che finiscono per perdersi nella raffinata - ma inerme - esposizione dei fatti, che avvengono per la pressoché totalità in sterili interni. Il film andrà in onda venerdì 8 novembre alle 21.15 su CIELO TV in prima visione per il ciclo Voulez vous couchez avec moi?.

5

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