Recensione Cube - Il Cubo

Nel 1997 il regista italo-canadese Vincenzo Natali esordisce dietro la macchina da presa con Cube - Il Cubo, sci-fi horror che trasforma un'idea semplice in un distillato di fascino e tensione.

Recensione Cube - Il Cubo
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Cinque perfetti sconosciuti si risvegliano in una stanza cubica, senza alcun ricordo di come esservi giunti. Quentin è un poliziotto divorziato, Rennes un carcerato esperto di evasioni, Holloway una donna medico senza famiglia, Worth un taciturno e nichilista architetto e Leaven una giovane studentessa. Il variegato gruppo cerca di trovare un modo per uscire dalla struttura, tramite dei pannelli collegati ad ogni parete della stanza che conducono ad ambienti simili: in alcuni di questi però sono state installate delle trappole letali. Il primo a farne le spese è Rennes, che muore tra atroci sofferenze per un getto d'acido in pieno volto. Leaven, studiando i numeri nascosti dietro ogni pannello, ritiene che soltanto le direzioni recanti numeri primi siano quelle sicure per un possibile via di fuga e inizialmente l'idea dà i suoi frutti. Al gruppo di superstiti si aggiungerà ben presto Kazan, un ragazzo con evidente disagio mentale anch'egli vittima di questa folle e oscura macchinazione.

Le facce dell'anima

A volte il genio si trova nelle piccole cose, in semplici ma folgoranti idee capaci di dar forma e vita ad una creatura narrativa di gran fascino. Nel 1997 l'esordiente italo-canadese Vincenzo Natali applica questa fondamentale regola al cinema di genere, dando vita ad uno più originali e complessi sci-fi / horror del decennio. Cube - Il Cubo, primo capitolo di una trilogia (sarà seguito da Il Cubo 2 - Hypercube e Cube Zero, rispettivamente sequel e prequel), trova in un contesto elementare ma dalle molteplici diramazioni pseudo-matematiche la ricetta migliore per realizzare un prodotto ad alto carico di tensione che non manca di scoccare critiche alla società contemporanea. Sei personaggi in cerca di una di salvezza rappresentano infatti un microcosmo variegato di pensieri e indoli che vanno a scontrarsi anche ferocemente quando la via d'uscita comincia a diventare un miraggio. Cane mangia cane alias uomo mangia uomo in questo febbrile gioco al massacro ordito da menti o entità sconosciute, tanto che lo stesso epilogo è del tutto fuorché chiarificatore. Come le lotte interne tra gli umani protagonisti del cinema romeriano, anche qui il pericolo maggiore deriva non tanto dal cubo in sé quanto dalla follia e dagli istinti più malsani che fuoriescono, sguscianti ed imprevedibili, dal gruppo di reclusi. Dal puro complottismo alla predominanza del maschio alpha, da istinti sessuali deviati alla scoperta di insospettabili talenti nascosti, le sorprese sono sempre dietro l'angolo e complice il mistero che aleggia sulla misteriosa struttura, ricca anch'essa di mutamenti nel procedere della visione, l'attenzione viaggia sempre su livelli altissimi, facendo perdonare qualche sviluppo interpersonale a tratti leggermente forzato; questo senza nulla togliere alle solide ed efficaci interpretazioni di un cast privo di grandi nomi ma convincente ben sopra la media del filone.

Cube - Il cubo Un kammerspiel sci-fi che flirta con l'horror in una macchina a orologeria calibrata con acuta attenzione. Vincenzo Natali esordisce con un film che trasforma il minimo (budget) nel massimo (risultato), sfruttando con trucchi di regia e colorazioni varie un unico cubo che nella messa in scena diventa una gigantesca struttura di morte dall'origine sconosciuta. Tra paranoie e complottismo, solidarietà iniziale che si trasforma prima in sospetto e poi odio feroce, Cube - Il Cubo regala emozioni e sorprese sia per il mistero inerente la struttura sia per i mutamenti dell'animo umano di un microcosmo che si erge acutamente a rappresentazione di una società contemporanea fondata su egoismo e paura.

8

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