Crazy, Stupid, Love, recensione del film con Steve Carell e Julianne Moore

Pazze, stupide, ma ben riuscite, commedie romantiche.

Articolo a cura di

L'amore... sospiratissimo sentimento che tutti, prima o poi, si ritrovano a dover inseguire nel corso della vita. Rinnegato, ricercato, rintanato: pur essendo il più inflessibile degli stati emotivi umani, l'innamoramento è un processo a cui nessuno riesce a sottrarsi e proprio per questo è soggetto alle più svariate interpretazioni. Stranamente tutti i più sfumati aggettivi si accostano bene alla parola amore e tutti ne colorano l'accezione di un significato diverso ed innegabile. È un concetto talmente universale e così tanto radicato nella nostra natura da essere presto diventato il soggetto prediletto di ogni forma di comunicazione, fisica, verbale o tecnologica che sia. Amore, amore e ancora amore: quando il più nobile dei sentimenti somiglia pericolosamente a uno slogan pubblicitario, tanto da causare violenti attacchi di nausea, rigetti fisici e psicologici e lunghissime diatribe ricche di esaustive motivazioni sul perché l'uomo vivrebbe benissimo anche (e soprattutto) senza amore. E allora perché alla fine ci sembra di ritrovarci esattamente allo stesso, identico, immobile punto di partenza? Con i pensieri in subbuglio e le certezze in latitanza a sospirare Crazy, Stupid, Love.

“Ti aiuterò a ritrovare la virilità perduta”

Cal (Steve Carell) è un anonimo quarantenne che divide le sue giornate tra il lavoro e la sua amata famiglia. Tutto sembra procedere nel giusto modo fino a quando una sera non scopre che sua moglie Emily (Julianne Moore), l'unica donna che lui abbia mai amato, l'ha tradito con un suo collega e proprio per questo vuole il divorzio. Tutto attorno a Cal si sgretola e lui, che non ha mai avuto una ragazza diversa da sua moglie, si ritrova improvvisamente single, trascorrendo le sue serate in un bar modaiolo dove ammorba tutti i presenti con la sua storia strappalacrime. Intenerito e allo stesso tempo infastidito, sarà Jacob (Ryan Gosling) a prendere Cal sotto la sua ala protettrice da mangiadonne e insegnargli tutto il necessario per rimettersi in carreggiata. Bastano sedici capi ben acquistati, un bel taglio di capelli, lanciare dalla balaustra le sue amate New Balance (dopotutto non è mica Steve Jobs!) e una donna che lo trovi attraente e il gioco è fatto: la vita di Cal si trasforma improvvisamente in un turbine di donne disponibili, drink da veri uomini e abiti sartoriali.
Cal ed Emily non sono però gli unici membri della famiglia Weaver ad avere qualche problema nella ricerca del vero amore: Robbie (Jonah Bobo), il loro figlio più piccolo, è innamoratissimo della sua babysitter, la quale a sua volta ha una bella cotta proprio per suo padre! Persino uno imperturbabile come Jacob viene messo a dura prova quando i suoi tentativi di conquistare Hannah (Emma Stone) si rivelano fallimentari.

Incroci d’amore

Scritta da Dan Fogelman, Crazy, Stupid, Love è una commedia che come tante si sofferma sullo studio sociale e psicologico dell'amore visto dal punto di vista di protagonisti costantemente messi alla prova dalla vita moderna, la meno adatta all'adulazione sdolcinata tanto in voga nei secoli precedenti. Se ai tempi di Shakespeare uccidersi e struggersi per un amore non corrisposto non sembrava tanto inusuale, oggi chi crede nel vero amore viene quasi sbeffeggiato dalla vita stessa, in cui i sentimenti sono divenuti un gioviale intrattenimento da bar del centro e la noia è il peggior nemico delle relazioni. La sceneggiatura si prefigge così di affrontare il più inflazionato ma allo stesso tempo delicato dei sentimenti in modo fresco e originale: la classica commedia degli equivoci riprende vita in questi costanti incroci che, senza mai esagerare e perdersi in troppo facili volgarità, diverte per il suo costante attaccamento alla realtà. Le storie dei protagonisti si complicano esponenzialmente pur seguendo il corso del tutto naturale delle cose: la tristezza del divorzio, l'euforia dei nuovi incontri, l'imbarazzo della riscoperta incapacità di agire. Impossibile non rivedere se stessi in almeno uno dei gesti goffi che rendono Cal l'icona dell'uomo medio, dimentico di quello che lo ha reso speciale nel suo passato. "Secondo me la gente va al cinema per trovare qualcosa di sé, soprattutto in questo genere di film. Vogliamo ridere, vogliamo innamorarci, ma vista la realtà della vita matrimoniale odierna, non possiamo prescindere dall'altra faccia del legame", racconta Julianne Moore che, con questa pellicola, conferma ancora una volta di poter essere spiritosa e brillante pur avendo un passato prevalentemente drammatico. Perfetti i suoi tempi comici con Steve Carrell che, oltre che protagonista, è anche produttore della pellicola con la sua Carousel. Le interazioni tra i personaggi sono credibili e facilmente assimilabili anche quando, in un insieme di adulti disillusi e razionalmente confusi, ci si trova a dover gestire un personaggio come quello di Robbie. Innocente e idealista, il ragazzino è il simbolo di tutto quello che i personaggi adulti hanno invece perso: ci fa ricordare come ci si sente ad innamorarsi per la prima volta, quando il nostro cuore è ancora aperto e non indurito da anni di delusioni d'amore. In Crazy, Stupid, Love sono proprio i personaggi a delineare la storia: così diversi tra loro si ritrovano tutti ad affrontare lo stesso dilemma, rincontrandosi inevitabilmente alla meta, punto d'arrivo delle loro vecchie vite e inizio della rinascita. Persino due opposti come Cal e Jacob alla fine dei conti ci appaiono molto simili: entrambi, dietro le rispettive facciate, hanno perso qualcosa di sé... e nonostante le plateali differenze trovano la soluzione nello stesso modo di affrontare le cose.

Crazy, Stupid, Love.Oltre a essere molto divertente, il film mi è piaciuto perché affronta il tema del vero amore, sostiene che c’è un'anima gemella per ognuno di noi e che bisogna lottare per quella persona a tutti i costi”, confessa Steve Carrell. “Se con l’amore non si ottiene tutto, almeno si ottiene molto e grazie alla nostra capacità di superare il dolore, riusciamo a trovare un modo per far funzionale le cose, per ritrovare quell’amore o trovarne uno nuovo. Lo spirito della storia è molto ottimista e romantico”. Con queste parole si può riassumere alla perfezione il lavoro di Glenn Ficarra e John Requa, i due registi che riescono a mescolare alla perfezione romanticismo estremo e realismo materiale, senza eccedere fastidiosamente in nessuno dei due. Crazy, Stupid, Love è un film romantico fino al proprio nucleo, senza però nauseare uno spettatore assuefatto di anime gemelle e lieti fini... un metodo narrativo che altri autori del genere dovrebbero imparare a gestire con la stessa accuratezza.

7

Che voto dai a: Crazy, Stupid, Love.

Media Voto Utenti
Voti: 20
7
nd