Far East 15

Recensione Countdown

Un efficace thriller thailandese ambientato a New York nel giorno di San Silvestro

recensione Countdown
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New York, giorno di San Silvestro. Tre ragazzi di origini thailandesi, Pam, Bee e Jack (questi ultimi due hanno anche una relazione) decidono di passare una sera a base di droghe e stupefacenti. Per questo chiamano uno spacciatore -del quale hanno trovato il numero su un vecchio biglietto pubblicitario- dal folkloristico nome di Jesus. Quando l'uomo arriva a casa loro, la serata sembra procedere per il meglio, tra tiri di marijuana e divertenti scambi di aneddoti. Ma ben presto l'ospite, che sembra ritenersi una sorta di divinità della giustizia, comincia a dare segni di squilibrio, minacciando i giovani a più riprese e prendendoli in ostaggio. La realtà è che i tre ragazzi non sono così innocenti come preventivato, e nascondono tutti un segreto...Per la prima volta la Thailandia arriva sul podio del Far East Film Festival di Udine. Si è infatti classificato al secondo posto dell'Audience Award questo Countdown, il film d'esordio del regista Nattawut Poonpiriya. In un paese come la Thailandia, dove ogni anno vengono prodotte decine e decine di film di genere, soprattutto horror, è insolito vedere un'ambientazione al di fuori dei confini nazionali, in questo caso addirittura nella Grande Mela. Ma come vedremo, la scelta è una delle tante che si è rivelata azzeccata.

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Countdown è una visione avvincente, che vive di una tensione costante e palpabile che dopo i primi dieci minuti non molla mai la presa sullo spettatore, non lesinando anche in scene psicologicamente "forti" ma evitando sempre la violenza gratuita. Ricco di colpi di scena, il film di Poonpiriya si mantiene nel perfetto equilibrio del thriller da camera, ambientando quasi tutta la storia all'interno delle quattro mura domestiche, la cui tranquillità viene ben presto spezzata dall'arrivo dello strano e folle visitatore. Imprevedibile, con una regia frenetica e incalzante che non lascia respiro al pubblico e ai suoi protagonisti, questo viaggio nell'inferno personale di tre ragazzi lontani da casa non denota mai momenti di stanca, grazie anche all'uso di una sottile ed efficare ironia nera che spezza i momenti più estremi grazie a dei dialoghi brillanti e accesi, culminando in una serie di sottofinali incredibilmente originali. Senza dubbio un'opera sulla colpa, sull'espiazione dei propri peccati, che trova in questo caso nel personaggio di Jesus, novello e particolare "Messia", la perfetta incarnazione vivente. Strepitosa a tal riguardo l'interpretazione dell'attore francese David Asavanond (The Protector - La legge del Muay Thai), che se fisicamente ricorda per l'appunto il figliol divino con capelli lunghi e barba, nella recitazione si dimostra incontenibile, recitando sia in inglese che in thailandese con assoluta naturalezza. L'epilogo, che si svolge poco dopo l'arrivo del nuovo anno, ha il significato metaforico di un nuovo possibile inizio per tutti, e dopo tutta la tensione accumulata nei minuti precedenti si rivela un vero toccasana.

Countdown Intriso di più di un pizzico di follia, Countdown è un'eccellente thriller da camera di produzione thailandese ma ambientato a New York, poche ore prima dello scoccare del nuovo anno. Uno spacciatore che assurto a immagine di Gesù si fa giudice dei peccati commessi dai tre protagonisti, in un susseguirsi di colpi di scena che non risparmia né una tensione costante né dei riusciti momenti di ironia nera.

7.5

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