Corpse Party, il live action dell'omonimo videogioco Recensione

Un gruppo di studenti si imbatte in una maledizione all'interno dell'edificio scolastico in Corpse Party, adattamento live-action dell'omonimo videogioco.

recensione Corpse Party, il live action dell'omonimo videogioco
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Una serie di videogiochi, il cui primo esponente risale al 1996 (realizzato tramite il software RPG Maker), che ha avuto diverse incarnazioni su PC e console Sony, per poi vedere la luce anche in trasposizioni animate, manga e due adattamenti per il grande schermo: Corpse Party, almeno in Giappone, è una saga che è sopravvissuta al corso degli anni in un continuo proliferare tra i vari media. In quest'occasione andremo a parlare del primo live action, uscito nel Sol Levante l'estate dello scorso anno, versione più o meno libera della fonte originaria. La trama è ambientata in una scuola in cui alcuni studenti, prossimi al diploma, stanno festeggiando la fine del semestre; malauguratamente la capoclasse Ayumi decide di inscenare un incantesimo inerente una leggenda urbana che aleggia da tempo sull'istituto. I compagni, dopo aver recitato una filastrocca tenendo in mano una sagoma di carta rappresentante una bambina apparentemente deceduta tempo prima nel luogo, vengono trasportati in un'altra dimensione popolata da spiriti di piccoli alunni senza pace. Molti anni fa infatti un terribile massacro avvenne nella scuola, e le anime tormentate ne infestano ancora le aule.

La dimensione dell'orrore

Un j-horror "di cassetta" ambientato in un edificio scolastico, ambientazione tipica di molte produzioni del genere: Corpse Party è una classica storia d'orrore nipponica legata ad una maledizione in cui gli spiriti di persone scomparse in circostanze violente sono pronti a tormentare gli incauti protagonisti. Il film, diretto dall'abitudinario al genere Masafumi Yamada, non regala grosse sorprese nei novanta minuti di visione ma complice un'anima ludica che flirta in più occasioni con una gustosa violenza splatter si fa vedere senza troppa fatica, tra cadaveri mutilati e improvvise apparizioni che creano qualche spaventevole sussulto nel prevedibile procedere degli eventi. Effetti speciali low-budget e una narrazione la cui iniziale monotonia viene spezzata da un buon paio di colpi di scena, con tanto di tradimenti e segreti a muoversi nel gruppo di studenti, trascinano senza infamia e senza lode lo spettatore fino alla fine, con tanto di inquietante epilogo a seguire i titoli di coda. Specchi, videocamere, frigoriferi, filmati ritrovati, cellulari e quant'altro connotato nell'immaginario di pellicole omologhe fanno la loro comparsa nella risoluzione dell'enigma cercata dai protagonisti, il cui numero come ovvio andrà sempre più riducendosi con lo scorrere del tempo per via di morti e menomazioni più o meno dolorose, fattore che in parte lede l'atmosfera favorendo un'innocua carica gore che si rivela solo parzialmente divertente.

Corpse Party Un gruppo di studenti, un'antica maledizione e una scuola infestata sono al centro di Corpse Party, primo (di due) adattamento live-action dell'omonimo videogame nipponico. Un j-horror classico per ciò che concerne gli sviluppi narrativi ma virante verso istinti splatter nel progressivo massacro di cui saranno vittima i protagonisti. Una produzione basilare che nulla aggiunge al genere, visione discreta consigliata solo ai più sfegatati appassionati di un filone tanto affascinante quanto, almeno negli ultimi anni, inflazionato.

5.5

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