Ai confini del male Recensione: un thriller Sky ispirato a True Detective

Il nuovo film di Vincenzo Alfieri si ispira a True Detecitive e ai polizieschi dark: Ai confini del male è tratto dal romanzo di Giorgio Glaviano

Ai confini del male Recensione: un thriller Sky ispirato a True Detective
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Tratto dal romanzo "Il confine" di Giorgio Glaviano, Ai confini del male è una nuova produzione Sky Original, diretta da Vincenzo Alfieri e prossima al debutto in TV su Sky Cinema e in streaming su NOW. Ai confini del male sarà disponibile dal 1 novembre per tutti gli abbonati: si tratta di un thriller investigativo dalle atmosfere cupe e marce, un prodotto abbastanza derivativo dal cinema e dalla televisione di genere, ma in grado di assestare un paio di colpi registici niente male. Lo abbiamo visto in anteprima ed ecco cosa ne pensiamo.

Il Mostro

Inizia tutto con le storie di due giovani. Due comuni adolescenti con la voglia di divertirsi ma uniti da un tragico destino: scomparire nel nulla dopo una serata sfrenata in un rave party, rapiti da un aguzzino misterioso, imprigionati, torturati e seviziati. Le autorità non possono rimanere a guardare, anche perché uno dei rapiti è il figlio del capitano Rio (Massimo Popolizio), un inflessibile carabiniere che porta sulle spalle il peso di un grande rimorso professionale.

Quello di non essere mai risucito a catturare il famigerato Mostro, un serial killer che 10 anni prima ha seminato terrore tra i giovani del Lazio ma che per qualche motivo non è mai stato consegnato alla giustizia. Ed è proprio col rapimento di suo figlio che Rio apprende una drammatica verità: stando ai filmati lasciati dal rapitore, il modus operandi di questo nuovo criminale è del tutto identico a quello del decennio precedente.

Il Mostro è tornato e per il personaggio di Popolizio l'occasione è fin troppo ghiotta: ritrovare suo figlio e al tempo stesso rimediare a un fallimento che lo logora da troppo tempo. Ai confini del male non è però, paradossalmente, la storia del capitano Rio. Non è la storia di un padre che cerca suo figlio: è il racconto di Fabio Meda, vero protagonista del film e perno centrale del romanzo originale da cui la pellicola è tratta.

Meda è un agente scapestrato e fuori controllo, un uomo distrutto da un dramma del suo passato che non ha saputo far altro che gettarsi a capofitto nel proprio lavoro, forse pure troppo. Lo soprannominano "Cane Pazzo" per il suo temperamento poco incline al dialogo e l'eccessiva violenza con cui colpisce i sospetti che passano sotto le sue indagini. Immischiato, o perlopiù incastrato, nel nuovo caso del Mostro, Fabio (Edoardo Pesce) inizia a investigare sulla scomparsa dei due giovani.

Il suo sarà un cammino violento e doloroso, costellato di tradimenti e di incredibili colpi di scena, tutto per raccontarci quanto nulla sia realmente come sembra, ma soprattutto per descriverci le sfumature, le ambiguità e i mille rivolti con cui il Male può far marcire l'animo umano.

Un omaggio al cinema di genere

Ai confini del male è un thriller piacevole e narrativamente denso, che nell'arco di circa due ore di visione riversa sullo spettatore una trama veloce, una messinscena d'impatto e una serie di risvolti estremamente frenetici. Possiamo dire che nel complesso l'opera di Vincenzo Alfieri può dirsi compiuta e soddisfacente, seppur non perfetta.

Le perplessità sono per l'appunto nella sceneggiatura, che costruisce meticolosamente un ordito molto ricco per poi scaraventare verità, colpi di scena e ribaltamenti di prospettiva soltanto durante l'epilogo, Una scelta che funziona, e che soprattutto confeziona alcune sequenze estremamente potenti, ma che lascia da parte un po' di approfondimento sulle motivazioni e sulla caratterizzazione dei personaggi che avrebbero giovato non poco alla coerenza del racconto.

Anche, e soprattutto, alla luce delle interpretazioni da manuale di Pesce e Popolizio, che portano in scena un duo efficace e funzionale, a metà strada tra un buddy movie molto maturo e un racconto di decostruzione sulla scia di True Detective. Proprio quest'ultimo è un titolo fondamentale per inquadrare le ambizioni de Ai confini del male, un film che per regia e messinscena potrebbe risultare al pubblico abbastanza derivativo sia dal cinema di genere, sia da svariati esponenti del panorama pop recente.

True Detective è una delle principali ispirazioni di questo nuovo Sky Original: Alfieri cita e omaggia l'opera creata da Nic Pizzolatto nelle atmosfere e nelle location, ma anche nei toni di un racconto che rende onore ai polizieschi dalle tinte "sporche" e ai limiti dell'horror. Con un po' di attenzione in più in fase di scrittura staremmo parlando di una bella sorpresa nel catalogo Sky Cinema e NOW di novembre 2021. Purtroppo Ai confini del male non riesce pienamente nel suo intento ma risulta comunque un'opera di piacevole intrattenimento, ben diretta e molto solida a livello attoriale. Da vedere, soprattutto per gli amanti del thriller all'italiana.

Ai Confini del Male Ai confini del male è un buon prodotto Sky Original, solido sul piano registico e affascinante sul versante dell'atmosfera. Un po' di attenzione in più all'analisi dei personaggi e delle loro motivazioni avrebbe reso più coerente una trama densa di colpi di scena, non tutti dosati al meglio. Spicca su ogni cosa il talento del cast, in particolare quello di Edoardo Pesce e Massimo Popolizio, che portano in scena un duo carismatico ed efficace.

6.5

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