Come un gatto in tangenziale Ritorno a Coccia di Morto: un sequel riuscito

Paola Cortellesi e Antonio Albanese tornano protagonisti in questo riuscito seguito del film di quattro anni fa, sempre per la regia di Riccardo Milani

Come un gatto in tangenziale Ritorno a Coccia di Morto: un sequel riuscito
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Davvero difficile trovare sul panorama italiano degli ultimi anni una commedia più riuscita e divertente di Come un Gatto in Tangenziale. Pareva impossibile creare un seguito all'altezza, ma invece Come un Gatto in Tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto, può essere celebrato come una missione compiuta, anche perché è il film di Natale più visto in assoluto su Sky. Ebbene, fare delle commedie sensate, intelligenti e attuali in Italia è ancora possibile. Ciò che fa la differenza è guardare alla società italiana per quello che è veramente, evitando luoghi comuni, ma soprattutto staccandosi dalla narrazione che questo genere ci ha riservato nel passato.

Paola Cortellesi e Antonio Albanese si confermano una coppia di straordinaria vivacità, due interpreti eccezionali in grado di andare ben oltre un'accezione macchiettistica dei loro personaggi e di guidarci in un iter ad un tempo familiare ma incredibilmente fresco e genuino.

Il ritorno della strana coppia

La trama di questo secondo episodio, ambientata tre anni dopo l'epilogo del primo film, vede la sempre trucida e sanguigna Monica (Paola Cortellesi) finire ancora una volta dietro le sbarre, stavolta però per un crimine che hanno commesso le Gemelle.

Suo figlio Alessio (Simone de Bianchi) è a Londra al momento, dove si trova anche la figlia di Giovanni (Antonio Albanese), Agnese (Alice Maselli) ma, per non correre il rischio di deluderlo una volta tornato a casa, Monica è costretta a chiedere aiuto alla sua vecchia fiamma, con cui aveva da tempo ormai rotto i rapporti. Questi al momento è tutto preso dalla sua nuova vita e dalla sua nuova compagna Camilla (Sarah Felberbaum), che lo ha coinvolto nella nascita di un centro culturale nella difficile periferia della Capitale. L'emotivissimo avvocato, usando le sue conoscenze, riesce ad ottenere che Monica se non altro non debba scontare la pena in carcere, ma prestare servizio presso una parrocchia, guidata dall'avvenente Don Davide (Luca Argentero). Il problema è che la suddetta parrocchia è esattamente adiacente al centro culturale di Giovanni e Camilla. Tutto questo, ovviamente, darà il via ad una serie di riavvicinamenti, incroci e complicazioni, che tra risate e gaffe porranno di nuovo l'improbabile duo di fronte a complicate decisioni sentimentali.

Un sequel che sa vivere di vita propria

Il rischio di creare una noiosa replica del primo film, che di per sé già pareva autoconclusivo, era molto alto. Ma nella pratica bisogna ammettere che Riccardo Milani è stato capace di cucire un racconto sorprendente, che si collega con grande armonia al primo episodio.

Monica e Giovanni continuano ad essere la riuscitissima espressione di due ambienti contrapposti, inconciliabili, eppure in fin dei conti confermano di avere in comune molto più di quanto sembri all'apparenza, dietro i differenti interessi e le differenti paure. Emerge ancora una volta, un'umanità fatta di disperati, di piccole canaglie indifese, ma soprattutto di esistenze incatenate al proprio passato e al proprio ambiente. Una disamina che però viene filtrata dalle risate, da gag irresistibili, dalla chimica di un cast ottimamente assortito e diretto.
Come un Gatto in Tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto è un film completamente diverso dalla solita commedia, così come lo era anche il predecessore. Questa identità si palesa grazie ad un indovinatissimo citazionismo, con gli omaggi al meglio della cultura cinematografica alta (o bassa), nonché per la capacità di parlarci con rinnovata creatività della frattura in essere nella nostra società.

Tale dato di fatto è un qualcosa che non riguarda solamente il reddito o il tenore di vita, ma il modo di interpretare i sentimenti, di vedersi come entità autosufficienti. Il tutto senza rinunciare ad aggiungere altre tematiche interessanti, su tutte quella della condizione disastrata delle nostre carceri, della multiculturalità, che sappiamo essere ancora ben distante dall'essere armonizzata nel nostro tessuto sociale.

Uno sguardo agrodolce sulla società italiana

Come un Gatto in Tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto sarebbe piaciuto tanto a Lina Wertmuller, una che era maestra di narrazione, di contrasti, scontri tra sessi e classi sociali, e ci aveva costruito sopra una delle più grandi carriere del cinema italiano (e che non abbiamo voluto omaggiare con una Top 5 dei film di Lina Wertmuller). In un certo senso, questo film, grazie ad una coppia di protagonisti semplicemente perfetta, si pone con grande umiltà come erede di quella dimensione cinematografica che era capace di farci ridere delle nostre disgrazie, dei nostri difetti e delle nostre miserie.

Milani lo fa connettendo tutto ad un'atmosfera leggera ma mai banale, sovente agrodolce, ridando soprattutto centralità ai personaggi rispetto all'iter diegetico. Emerge la curiosità come soluzione a quell'incompatibilità che perdura teoricamente tra la borgatara mai redenta e il radical chic impaurito dalla vita, così come il saper andare oltre le apparenze ma soprattutto oltre l'ambiente in cui si è cresciuti. Se questo è un aspetto che era stato proposto nel primo film, in questo seguito viene maggiormente approfondito, soprattutto perché messo in relazione non solo alle famiglie, ma all'ambiente culturale a cui entrambi appartengono e che pare volerli reclamare forzatamente.

Da sottolineare come i vari elementi narrativi vivano senza che nessuno sovrasti l'altro, creando un perfetto equilibrio tra dimensione comica, sentimentale e impegnata. Ciò grazie ad un bel lavoro in fase di scrittura da parte di Milani e Cortellesi, nonché Giulia Calenda e Furio Andreotti. Di certo uno di quei prodotti di intrattenimento popolare come ne vorremmo vedere di più sul grande e piccolo schermo italiano.

Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto Come un Gatto in Tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto è un sequel riuscito, divertente ma che offre anche importanti spunti di riflessione sulla realtà umana e sociale dell'Italia del XXI secolo. Paola Cortellesi e Antonio Albanese si muovono con la consueta maestria e simpatia, in un iter narrativo creativo che non commette mai l'errore di replicare pedissequamente gli elementi del primo film. Con un cast di contorno molto ben assortito e una scrittura equilibrata, questa commedia offre leggerezza ma anche profondità nei suoi personaggi, affrontando tematiche attuali ma senza perdere di vista l'obiettivo finale: far ridere.

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