Come diventare grandi nonostante i genitori: Recensione

Il cast della sitcom Disney Alex & co approda al cinema in Come diventare grandi nonostante i genitori di Luca Lucini, regista di Tre metri sopra il cielo.

recensione Come diventare grandi nonostante i genitori: Recensione
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Dopo essere stata al suo servizio per la commedia Nemiche per la pelle, la romana Margherita Buy torna sotto la regia del milanese Luca Lucini - autore, tra l'altro, di Tre metri sopra il cielo e di Oggi sposi - per ricoprire in Come diventare grandi nonostante i genitori il ruolo della nuova severissima preside di un liceo intenta a prendere una decisione tutt'altro che condivisa dagli studenti: la loro struttura non aderirà al concorso scolastico nazionale per gruppi musicali. Decisione che, oltretutto, la porta a raddoppiare il lavoro quotidiano dei ragazzi dopo che i loro genitori accorrono per protestare; per poi consigliare ai propri figli di sottostare alle regole imposte dalla direttrice appena arrivata quando cominciano a vedere i primi voti bassi. Spingendo involontariamente, però, soltanto i loro giovani ad inorgoglirsi ancora di più, tanto da arrivare ad iscriversi comunque al concorso e da mettercela tutta per affrontare l'ardua sfida, tutt'altro che priva di ostacoli da superare.

Alex & co

Giovani che possiedono, tra gli altri, i volti degli stessi Leonardo Cecchi, Eleonora Gaggero, Saul Nanni, Beatrice Vendramin e Federico Russo conosciuti dal pubblico del piccolo schermo grazie alla sitcom Alex & co; di cui, però, nonostante la produzione di The Walt Disney Company Italia, il lungometraggio in questione non intende essere in alcun modo la trasposizione cinematografica, pur rispecchiandone non poco gli ingredienti di fondo. Man mano che Chiara Primavesi, Toby Sebastian ed Emanuele Misuraca si aggiungono alla combriccola e che Paolo Calabresi fa la sua entrata in scena nei panni del titolare di un negozio di strumenti musicali. Soltanto uno degli adulti atti ad incrementare il ricco cast, comprendente anche Giovanna Mezzogiorno nei panni della moglie d un ex arrangiatore ritiratosi in campagna e cui concede anima e corpo Matthew Modine, che non manca di snocciolare "Creare musica è come coltivare i campi". Soltanto una delle "perle" sfoderate dalla sceneggiatura a firma del zaloniano Gennaro Nunziante che interpreta anche un sacerdote, destinata a tirare in ballo un twist ending volto a testimoniare come i "no" siano più importanti dei "sì" durante il percorso di crescita. Twist ending posto, però, al culmine di un'operazione che, nel ribadire anche che le maestre cattive sono quelle che vengono maggiormente ricordate, non può fare a meno di lasciar emergere un taglio fortemente televisivo. Complice sicuramente una certa piattezza registica generale che, insieme a battute difficilmente capaci di strappare risate ed a personaggi di cui è piuttosto difficile affezionarsi, rientra tra i maggiori difetti di circa un'ora e mezza di visione che potrebbe conquistarsi, al massimo, i seguaci irriducibili della sitcom di cui sopra.

Come diventare grandi nonostante i genitori Cosa succede se Gennaro Nunziante - regista di tutte le avventure cinematografiche del golden boy della celluloide tricolore Checco Zalone - incontra il cineasta Luca Lucini e gli scrive la sceneggiatura di una commedia prodotta nientemeno che da Disney sfruttando il cast di giovanissimi attori di una delle sue sitcom più gettonate? Succede che prende forma Come diventare grandi nonostante i genitori, atto a delineare una storia di crescita d’ambientazione scolastica coinvolgendo un ricco comparto attoriale. Storia di crescita di cui, però, rimangono da apprezzare soltanto gli intenti del twist finale, in quanto il resto si perde in maniera decisamente scontata tra giovani protagonisti tutti belli e poco accattivanti, maldestri tentativi di rendere l’insieme internazionale (si pensi alla sequenza in cui vengono miscelati live action e disegni animati) e un’infinità di ovvietà (citiamo solo “L’amore è la ricompensa”).

4

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