Codice: Swordfish, la recensione del film con Hugh Jackman e John Travolta

Un hacker in libertà vigilata viene assoldato da un potente boss per ottenere l'accesso a ingenti fondi sporchi del governo.

recensione Codice: Swordfish, la recensione del film con Hugh Jackman e John Travolta
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Stanley Jobson è uno dei più temuti hacker del mondo, in libertà vigilata e dal rapporto burrascoso con l'ex-moglie che gli impedisce di vedere la figlia Holly. Pur determinato a non commettere gli stessi errori del passato, l'uomo viene convinto dall'offerta dello spietato boss Gabriel Shear, il quale gli promette dieci milioni di dollari e l'aiuto legale per avere nuovamente diritti sul destino della bambina. In Codice: Swordfish il compito di Stanley è quello di ottenere l'accesso a un sistema informatico e rubare i fondi sporchi utilizzati per la corruzione pubblica. Ma l'FBI è sulle tracce dell'organizzazione e il Nostro scoprirà ben presto i reali motivi dietro le azioni del suo committente...

Action hacker

A un anno dal grande successo ai botteghini dell'adrenalinico Fuori in 60 secondi (2000), Domicic Sena torna dietro la macchina da presa per mettere in scena un altro titolo in cui è l'esagerazione a farla da padrone, qui indirizzata su un contesto da spy-thriller incentrato sul mondo degli hacker. Codice: Swordfish è un film costruito su misura per il grande pubblico, a cominciare dal cast di divi affermati e in ascesa quali Hugh Jackman, Halle Berry e un John Travolta gigione quanto basta nei panni del determinato villain, fino ad arrivare a un'estetica action che preme forte l'acceleratore su uno spettacolo puramente ludico e gratuito, tra esplosioni in serie e avvincenti inseguimenti, con tanto di finale su manto autostradale riportante alla memoria certe sequenze di Speed (1994). Il lato introspettivo viene così messo in secondo piano e la questione dell'affidamento della figlia del protagonista si rivela espediente utile solo a determinati fini della trama e privo del necessario coinvolgimento emotivo. Forzatura adattata a una narrazione scalpitante che, tra scatti di sensuale erotismo e un paio di colpi di scena inerenti le reali motivazioni di Shear e tiranti in ballo nientemeno che la figura di John Edgar Hoover, accompagnano lo spettatore in una sorta di rocambolesco luna park che non si fa mancare neppure sussulti da metacinema come nel prologo in cui Travolta, rivolto verso il pubblico, pone un'autoironica accusa contro la mancanza di realismo del cinema hollywoodiano.

Codice: Swordfish Propone un divertimento action ludico e gratuito, senza cullare ulteriori ambizioni di sorta, il secondo lavoro per il grande schermo di Dominic Sena, famoso per aver diretto numerosi videoclip musicali di culto negli anni '90. E proprio dal suddetto settore Codice: Swordifsh coglie una velocità d'intenti scattante nella messa in scena adrenalinica che punta ad un irriverente spettacolo di genere, lasciante volutamente in secondo piano la forzata narrazione per dar libero sfogo a questo thriller 2.0 infarcito di erotismo, colpi di scena ed esplosive rese dei conti trainanti verso un epilogo meno scontato del previsto e di buon impatto. Il film andrà in onda stasera, venerdì 16 febbraio, alle 23.40 su IRIS.

6.5

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