Recensione Cockneys vs Zombies

Ottuagenari contro zombie al Future Film Festival

recensione Cockneys vs Zombies
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Periferia londinese. Due operai, che durante uno scavo si sono imbattuti nelle rovine di un cimitero risalente al diciasettesimo secolo, vengono aggrediti da due morti viventi, venendo contagiati e divenendo i primi portatori di un'epidemia che ben presto si diffonde per tutta la città. Nel frattempo Andy e Terry, fratelli, insieme a loro cugina, un amico e uno psicopatico reduce di guerra, decidono di rapinare una banca per poter salvare, coi soldi del bottino, la casa di riposo del nonno, oppressa dai debiti e prossima alla demolizione. Al termine della rapina, l'improvvisata banda (che nel frattempo è aumentata a "causa" di due ostaggi) si accorge che Londra è devastata dall'invasione di zombie, e Andy e Terry decidono di tornare al più presto all'ospizio per salvare il nonno e i suoi amici. Lo zombie-movie è stato ormai declinato in ogni possibile salsa, ed è ormai difficile assistere a qualcosa di originale. Un genere che in realtà si presta a poche innovazioni, almeno di carattere strutturale, arriva al Future Film Festival di bologna con Cockneys vs Zombies, un film che già dal titolo tenta di apparire come un qualcosa di fresco e originale. Il termine cockney difatti indica la classe proletaria di Londra, ed è proprio la suddetta la protagonista di questo b-movie diretto da Matthias Hoene, al suo secondo lungometraggio horror dopo il direct-to-video vampiresco Beyond the Rave.

Scontro tra titani...

Cockneys vs Zombies è un film che funziona a metà. Ha di sicuro il merito di proporre alcuni situazioni originali e paradossali, soprattutto quando entrano in scena gli arzilli vecchietti dell'ospizio che, armi alla mano, decimano zombi su zombi con una tale nonchalance da strappare più di un sorriso, complici anche le riuscite e divertite interpretazioni del cast over 70. Dove invece la pellicola pecca, pur senza a dire il vero demeritare troppo, è nella componente più classica del genere, con situazioni viste e riviste in tutta la prima parte, dalla fase della rapina sino alla fuga all'interno di un vecchio capannone. Hoene cerca di dare una personalità tipicamente british -cockney, per l'appunto- ai suoi protagonisti, ma non è sempre convincente, proponendo figure alquanto stereotipate su cui spicca soltanto la bella Michelle Ryan (eletta nel 2005 da FHM al quarto posto tra le 100 donne più sexy del mondo) nei panni della combattiva cugina. La regia, tramite alcuni flashback, cerca anche di riportare alla luce echi di film come The Snatch, soprattutto nella caratterizzazione di alcune figure e situazioni, ma denota ancora uno stile troppo acerbo che trova spiragli di inventiva soltanto quando entrano in campo gli inossidabili ottuagenuari, e dando vita anche ad un finale che riesce a coniugare più che discretamente azione e commedia. Colonna sonora di discreto impatto e un altrettando discreto make-up contribuiscono a rendere la visione piacevole per gli appassionati, avvisati in ogni caso che, nonostante l'escamotage dell'ospizio, il senso di déjà vu rimane comunque costante.

Cockneys vs Zombies Zombie-movie senza infamia e senza lode, Cockneys vs Zombies offre il meglio quando nella lotta contro i famelici non morti (lenti e impacciati, di classico stampo romeriano) si trovano gli inquilini dell'ospizio dove vive il nonno dei due giovani protagonisti. Tecnicamente nella media delle produzioni a basso costo di genere, il film di Hoene diverte a sprazzi e risulta prevedibile in più passaggi, ma per i fan potrebbe comunque essere una visione piacevole.

6

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