Cleanskin, la recensione del thriller con Sean Bean

In seguito a un attentato compiuto a Londra, un agente dei servizi segreti si trova a indagare su una locale cellula terroristica.

recensione Cleanskin, la recensione del thriller con Sean Bean
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Harry Ewan, agente dei servizi segreti, sta lavorando come agente di scorta di un importante trafficante d'armi avente collegamenti col governo britannico. Il commerciante, intento a trasportare una preziosa valigetta, viene ucciso e derubato del contenuto mentre Harry rimane ferito nella relativa sparatoria. L'omicidio e il furto, organizzati da una cellula di terroristi islamici, mettono a rischio la sicurezza nazionale e il giorno dopo un attentato viene compiuto in un ristorante, causando decine di morti e feriti. In Cleanskin il protagonista si trova così a indagare sui mandanti, mentre uno degli esecutori materiali si trova alle prese con dilemmi morali riguardanti le proprie sanguinose scelte di campo.

La via al terrore

Non è tutto bianco o nero, come ricordato anche da una battuta pronunciata da un fondamentale personaggio femminile, e Cleanskin si colloca in quell'insieme di film che provano a mostrare i vari lati della medaglia, concentrandosi sui due antagonisti in maniera complementare e indagando a fondo nelle rispettive personalità. Il thriller scritto, diretto e prodotto dal regista di origini arabe Hadi Hajaig riesce a costruire in questa narrazione a incastro una notevole profondità drammatica, in cui il confine tra buoni e cattivi diventa sempre più sottile col procedere degli eventi, lasciando allo stesso epilogo il compito di mischiare ulteriormente le carte e condurre lo spettatore a spunti di riflessione forse non così originali ma di sicuro effetto. Avvincente nei suoi istinti puramente di genere, con dinamiche action ben messe in scena tra sparatorie e inseguimenti realistici e una tensione costante ben supportata dall'adeguata colonna sonora, l'operazione sceglie la via dei flashback per raccontarci il percorso di formazione all'estremismo del terrorista Ash, sorta di amaro specchio del protagonista, in cui rotture sentimentali e un razzismo costantemente subito conducono la mente più debole a farsi abbindolare da carismatici leader spirituali. Allo stesso modo la figura di Harry, interpretato con dolente sobrietà da un ottimo Sean Bean, non è priva di ombre e traumi passati che lo hanno condotto a non fare domande nello scopo di proteggere a ogni costo e con ogni mezzo il proprio Paese. Ne fuoriesce così un racconto violento e intenso, ricco di colpi di scena, capace di esplorare entrambi le parti in causa tra aloni di verosimile complottismo e uno scavo umano nelle relative motivazioni.

Cleanskin Gioca sul sottile filo delle colpe da dividere questo solido thriller britannico in cui il protagonista interpretato da Sean Bean si trova ad indagare sugli attentati compiuti da una cellula terroristica islamica con base a Londra. Cleanskin schiva i facili territori del revenge-action movie di stampo classico per approfondire i lati morali dei due principali antagonisti, entrambi coinvolti gioco-forza in un intrigo più grande di loro, chi per vendicare ferite passate chi per un indottrinamento parzialmente dovuto ad un più ampio contesto. Dramma e azione si intersecano così con efficacia e nonostante qualche passaggio lento, soprattutto nei flashback narranti il passato dell'incerto estremista, la solidità di fondo consegna un film capace di reggersi sulle proprie gambe con equilibrio.

7

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