City of Lies, la recensione: Johnny Depp e l'ora della verità

Dopo diversi imprevisti il film di Brad Furman, tratto dal reportage di Randall Sullivan, arriva finalmente nelle sale.

recensione City of Lies, la recensione: Johnny Depp e l'ora della verità
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Negli anni '90 due fatti di cronaca nera sconvolgono il mondo del rap a stelle e strisce, anche per via delle circostanze simili nelle quali avvengono. Il 13 settembre 1996, a Las Vegas, viene ucciso Tupac Shakur e poco meno di sei mesi dopo, il 9 marzo 1997, la stessa sorte tocca a Notorious B.I.G..
Entrambi erano due fra i più importanti e influenti rapper dell'epoca e la loro morte così ravvicinata ha scatenato ipotesi e teorie, soprattutto perché le indagini su entrambi gli omicidi non hanno portato ad alcuna condanna. Sui colpevoli delle morti di Tupac e Notorious si sono sprecate le tesi più disparate, i processi e le accuse che, ad oggi, non hanno portato a nessuna conclusione accertata.
Negli anni scorsi Randall Sullivan ha scritto un reportage dal titolo LAbyrinth, dal quale il regista Brad Furman (The Lincoln Lawyer, The Infiltrator) ha tratto ora un film, intitolato City of Lies - L'ora della verità, con protagonisti Johnny Depp nel ruolo del detective Russell Poole e il premio Oscar Forest Whitaker nel ruolo del giornalista Jack Jackson. Dopo una serie di rinvii, il film arriva finalmente nelle sale italiane il 10 gennaio.

I demoni di Johnny Depp

Il film di Brad Furman ha coinciso con uno dei periodi mediatici più complessi nella carriera di Johnny Depp. Fresco di burrascoso divorzio dall'attrice Amber Heard, la star pare sia stata protagonista in negativo di un litigio proprio sul set di City of Lies, dove avrebbe aggredito il location manager del film, Gregg Brooks, sembra sotto gli effetti dell'alcol. In parallelo al suo interprete, anche il personaggio fra le mani di Depp in City of Lies vive un periodo tormentato della propria vita. Poole da decenni è ossessionato dalla mancata chiusura delle indagini sulle morti di Tupac e Notorious, alle quali ha praticamente dedicato la vita. Ormai isolato dal mondo nel suo appartamento, incapace di lasciarsi alle spalle quel passato che lo tormenta ogni giorno, Russell Poole è un uomo convinto di poter ancora risolvere i casi degli omicidi delle due star del rap.
Johnny Depp sembra vivere in simbiosi con il suo personaggio, purtroppo dal punto di vista negativo. La performance non è quella dei giorni migliori e Russell Poole pare destinato a rientrare nella mediocrità di alcuni ruoli portati sul grande schermo in questi anni dall'ex star di Pirati dei Caraibi.

Suspense cercasi

Purtroppo City of Lies si può tranquillamente inserire nella lista di film che mostrano, fin dalle prime battute, i limiti consueti di progetti impostati su vicende che mischiano cronaca e un pizzico di mistero. Spesso la tendenza è quella di limitarsi a svolgere il classico compitino, raccontando in maniera eccessivamente fiacca e scolastica la trama in questione. City of Lies non si discosta molto da questo tipo di approccio. Brad Furman infarcisce il film di dettagli che servono solo a rendere confusionaria l'evoluzione della narrazione, spezzata in due dal doppio piano temporale al quale è assoggettata.
In particolare, la sceneggiatura risulta troppo affollata di dialoghi che rallentano e appesantiscono il film, e contribuisce a portarlo su binari soporiferi e fin troppo didascalici. Furman sembra vittima di un eccessivo desiderio d'arricchire il suo lavoro di qualsiasi particolare, senza lasciare nulla al caso dal punto di vista dell'accuratezza dei contenuti. Peccato che il tutto si scontri con la poca attinenza al mezzo cinematografico e alle esigenze riassuntive di cui il cinema necessita.

Il sacrificio dei ruoli

A completare questa grigia panoramica d'insieme ci si mette anche il cast, che può sì contare su nomi del calibro di Johnny Depp e Forest Whitaker ma che proprio nella costruzione del rapporto tra i personaggi di Russell Poole e del giornalista Jack Jackson fallisce, favorendo una monotona e scontata evoluzione del rapporto tra i due.
Da 'gatto e topo' a buoni amici senza il benché minimo e plausibile approfondimento, Poole e Jackson costituiscono il fulcro principale della narrazione. Dal loro incontro/scontro s'innesta la miccia che conduce a una pista scomoda, con un potenziale interessante ma perlopiù sprecato dalle scelte di Furman, troppo schematiche. La carne al fuoco diventa tanta, persino troppa.
Il cast poi, come anticipavamo, non contribuisce granché, viaggiando per inerzia. Da Johnny Depp, visibilmente svogliato, a Forest Whitaker, in una delle sue performance più spente. City of Lies - L'ora della verità non regala una visione avvincente, limitandosi a cercare macchinosamente il bandolo della matassa e senza trovarlo praticamente mai. Quanto basta per rimanerne delusi.

City of Lies - L'Ora della Verità City of Lies - L'ora della verità è l'ennesimo thriller "grigio" che si trascina faticosamente per tutto l'arco narrativo senza trovare mai il bandolo della matassa, proponendo una sceneggiatura verbosa e caotica e un cast privo di carattere, costituito da due star come Johnny Depp e Forest Whitaker. Il film di Brad Furman non convince quasi mai e regala 112 minuti alquanto spenti, quasi giustificando il tentennamento che ha anticipato l'uscita del film, più volte rimandato nel corso degli ultimi mesi.

5

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