City of Crime Recensione: Chadwick Boseman da Black Panther al poliziesco

L'attore di Black Panther scomparso due anni fa è protagonista di una caccia all'uomo tra polizia e criminali, in un film senza infamia e senza lode.

City of Crime Recensione: Chadwick Boseman da Black Panther al poliziesco
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In City of Crime abbiamo l'occasione di vedere il compianto Chadwick Boseman fuori dal Marvel Cinematic Universe. Andre Davis aveva solo tredici anni quando suo padre, ufficiale di polizia, venne ucciso in servizio. Da quel momento il suo obiettivo è stato quello di seguire le orme paterne e da adulto Andre è diventato uno dei migliori poliziotti sulla piazza, conosciuto per i suoi metodi sbrigativi nell'affrontare i criminali: si è infatti costruito una reputazione per aver ucciso diversi delinquenti, venendo poi sempre assolto per legittima difesa.

La sua esperienza si rivelerà fondamentale in una delle notti più lunghe e sanguinose di cui Brooklyn abbia ricordo. Michael Trujillo e Ray Jackson, due veterani di guerra che si sono dati alla macchia, hanno infatti rubato trecento chilogrammi di cocaina nascosti in un negozio di vino e quando sono intervenuti i poliziotti sul posto hanno dato il via ad una vera e propria carneficina, con diversi agenti che hanno perso la vita nella sparatoria. Con i criminali in fuga le indagini vengono affidate a Davis dal suo superiore, ma questo non gli evita contrasti con altri membri del dipartimento, che hanno la loro idea su come catturare i fuggitivi. Fondamentale per Davis sarà l'aiuto di Frankie Burns, coraggiosa detective della narcotici, ma non tutto è quello che sembra...

City of Crime: tra il dire e il fare

Il prossimo 28 agosto saranno passati due anni senza Chadwick Boseman: il popolare attore afroamericano ci ha infatti lasciato nell'estate del 2020, con tanti rimpianti per una carriera che avrebbe potuto regalarci film di spessore, oltre al ruolo per il quale è diventato più famoso presso il grande pubblico, ovvero il Black Panther dell'omonimo cinecomic di casa Marvel (non è mai troppo tardi per recuperare la nostra recensione di Black Panther). Pochi mesi fa anche il collega Martin Freeman ha parlato dell'assenza di Chadwick Boseman nel sequel di Black Panther.

Uno degli ultimi lavori per il grande schermo che lo ha visto protagonista è stato questo City of Crime - libero adattamento italiano dell'originale 21 Bridges - nel quale veste per l'appunto i panni di un integerrimo ufficiale di polizia, una sorta di ispettore Callaghan di colore dal grilletto facile. Questo almeno sulla carta, giacché a conti fatti, nonostante le descrizioni e le antipatie dei colleghi che lo definiscono una figura reazionaria, di effettivamente rude e vendicativo il personaggio di Davis ha poco o nulla, anzi si trova alle prese con situazioni di stallo potenzialmente evitabili se avesse sparato prima di negoziare.

Tutto in una notte

Chiaro che nel cinema odierno, soprattutto se non indirizzato ad un'ottica chiaramente di genere, dar vita ad un personaggio senza mezze misure non sia così scontato - tranne forse il remake operato da Eli Roth, leggete qui la nostra recensione de Il Giustiziere della Notte - ma in questo caso si ha come l'impressione che la sceneggiatura finisca per contraddirsi da sola in più di un'occasione, anche in riferimento ai comportamenti delle figure secondarie. Sprecato in tal caso il talento di J.K. Simmons e poco convincente la spalla femminile Sienna Miller, vittime entrambi di caratterizzazioni scontate e/o improbabili.

Laddove City of Crime funziona maggiormente è nelle atmosfere notturne - l'ora e mezzo di visione si trascina esclusivamente per una notte, con l'inseguimento senza tregua tra polizia e criminali - e nelle sequenze d'azione, con qualche gradevole rimando a certi cult del cinema poliziesco e a mood più affini agli Ottanta e Novanta che, almeno dal punto di vista estetico, fanno spiccare la messa in scena nella folta produzione odierna a tema. Tecnicamente di notevole qualità per quanto concerne il lato spettacolare - d'altronde producono i fratelli Russo, una garanzia nel realizzare prodotti appetibili alle masse - il film risulta meno convincente da quello narrativo, con una resa dei conti finale priva delle necessaria suspense che era maturata nel precedente minutaggio.

City of Crime City of Crime è il classico film decoroso, senza infamia e senza lode, che sembra sempre sul punto di esplodere ma finisce poi per trattenersi, indeciso se aderire totalmente alle dinamiche di genere o rimanere nelle rassicuranti maglie di una narrazione a prova di grande pubblico. Chadwick Boseman, qui in una delle ultime apparizioni prima della tragica scomparsa, veste i panni di un poliziotto duro e puro - almeno sulla carta - sulle tracce di due criminali che, dopo aver rubato un ingente quantitativo di droga, hanno ucciso senza pietà diversi agenti di polizia accorsi sul luogo del misfatto. Una caccia lunga una notte, con un paio di colpi di scena a ravvivare un plot altrimenti statico e prevedibile, seppur non sempre nel migliore dei modi. L'altalenante narrazione è comunque compensata da una buona messa in scena e da una discreta resa di atmosfere archetipiche, che sfruttano il fascino notturno dell'ambientazione. Il film andrà in onda giovedì 7 luglio alle 21.20 su Rai 4.

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