Chocolat, la recensione del film con Juliette Binoche e Johnny Depp

Nel 2000 Juliette Binoche è la deliziosa protagonista del cult "dolciario" diretto da Lasse Hallström, adattamento dell'omonimo romanzo.

recensione Chocolat, la recensione del film con Juliette Binoche e Johnny Depp
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Basta un poco di zucchero e la pillola va giù: basta sostituire i termini rispettivamente con cioccolata e bigottismo ed ecco servita in poche parole la trama del film diretto all'alba del nuovo millennio dal regista svedese Lasse Hallström, allora reduce da un altro grande successo di critica e di pubblico quale Le regole della casa del sidro (1999).
Come nella precedente occasione, anche con Chocolat ci troviamo davanti all'adattamento di un romanzo, l'omonimo scritto solo un anno prima dalla scrittrice inglese Joanne Harris, in cui, come già suggerisce il titolo, il dolciume più amato al mondo è assoluto co-protagonista ai fini degli eventi.

La protagonista Vianne Rocher è infatti un'esperta cioccolataia che fa il suo arrivo, insieme alla figlia piccola Anouk, nel paesino francese di Lansquenet-sur-Tannes. Siamo nel 1959, quindici anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, e gli abitanti sono restii alle novità e agli stranieri; per di più l'intera comunità, sottomessa al sindaco-conte Paul De Reynaud, vive in una sorta di obbligato fanatismo religioso.
La nuova arrivata, scandalo tra gli scandali in quel luogo così ristretto dove ognuno sa tutto di tutti, proclama subito il suo ateismo e per questo viene tacciata di stregoneria e osteggiata da gran parte della popolazione, a cominciare dal primo cittadino che ha intenzione di boicottare e far fallire nel più breve tempo possibile la pasticceria che Vianne ha appena aperto. Nel frattempo Vianne avrà anche tempo di imbastire una breve relazione con l'affascinante gitano Roux, prima che la situazione degeneri definitivamente.

Dolce amabile

L'introduzione, con riprese aeree a volo d'uccello che ci trascinano di colpo nella mesta, e solo apparente, calma messianica di un convento dove tutti commettono piccoli peccati, di nascosto agli altri, ricorda per stile e ritmo la miglior inventiva del Tim Burton dei tempi d'oro. E Chocolat nella prima parte di visione possiede una certa personalità, di influenza più europea che hollywoodiana, tale da rendere interessante e gradevole una storia dagli spunti elementari.
Proprio nella semplicità di intenti e di relativa messa in scena il film conquista e delizia, così come le gustose leccornie preparate dalla protagonista, e anche la contrapposizione netta tra la libera eroina-pasticcera e il dittatoriale conte, pur non priva di cattiverie e cinismo da parte del secondo, regala un discreto numero di gag e battute spensierate.

Nella seconda metà, pur mantenendo un invidiabile appeal nei confronti del grande pubblico, ormai totalmente assuefatto da una narrazione così lineare e piacevolmente rassicurante, Hallström pare adagiarsi sugli allori e la visione perde parte di quell'incisiva originalità finendo per cedere il passo ad aliti melodrammatici e sentimentali, con una comunque accettabile retorica di fondo a consegnare l'ovvio e auspicato happy ending, nel quale tutti si ravvedono per vivere felici e contenti come nulla fosse accaduto.

Merito e semplicità

Con cinque candidature agli Oscar, alcune generose (miglior film) e altre più meritate (per le interpretazioni), ma nessuna vittoria, e un incasso worldwide di oltre centocinquanta milioni di dollari, Chocolat (disponibile anche nel catalogo di Netflix) è diventato un grande cult per tutta la famiglia grazie al suo mix di buoni sentimenti ed edificanti messaggi contro qualsiasi intolleranza razziale e fanatismo religioso.
Non è un caso la presenza del gruppo di zingari erranti che crea ulteriori grattacapi e timori ad un sindaco già incapace di tenere a bada i propri concittadini, sempre più attratti dai deliziosi dolci preparati dalla novella e amabile pasticcera, una sorta di strega della cucina che ammalia le sue potenziali vittime con delizie decorate, belle da guardare e buonissime da mangiare (e con benvoluti effetti afrodisiaci in certe occasioni).

La suggestiva e limitata ambientazione, con un buon equilibrio tra sequenze in interni e a cielo aperto, la suadente e placida colonna sonora e l'atmosfera generalmente briosa, pur non priva di un paio di passaggi più amari e tensivi, rendono la confezione infiocchettata a dovere, forse anche troppo. L'impressione di aver ragionato a tavolino su come costruire un'operazione che accogliesse un gradimento universale, come poi effettivamente confermato dal botteghino, è palese e toglie parziale spontaneità all'intero costrutto.
Cosa che non si può dire invece per la spumeggianti performance del cast, con comprimari di lusso del calibro di Johnny Depp (ovviamente nei panni del tenebroso zingaro dal cuore d'oro) e Judi Dench (la nonna che tutti vorremmo avere), un ostinato villain al quale Alfred Molina riesce ad evitare con finezza un aplomb eccessivamente caricaturale e una Juliette Binoche che si fa amare in ogni singolo istante.

Chocolat Una commedia stratificata, tanto gradevole quanto parzialmente artificiosa nella sua ricerca di accontentare tutti. Chocolat, straordinario successo ai botteghini e istant cult per il grande pubblico, possiede sussulti favolistici e contiene al suo interno quel mix tra divertimento e buoni sentimenti in grado di catturare fin da subito lo spettatore, così come i deliziosi dolci preparati dalla cocciuta protagonista, una pasticciera atea giunta in una piccola cittadina francese comandata da un sindaco bigotto. Il regista svedese Lasse Hallström adatta con una certa ispirazione l'omonimo romanzo, ma dopo un inizio spumeggiante e stilisticamente avvincente fa calare il ritmo su territori più quieti e dalle facili emozioni, con diverse storyline secondarie che esplorano altrettante tematiche con un piacevole ma scontato sguardo d'intenti. La suggestiva ambientazione e un cast delle grandi occasioni, capitanato da una Juliette Binoche che illumina lo schermo nella pressoché totalità del minutaggio, rendono le due ore di visione un amabile divertissement per una serata all'insegna del puro relax per tutta la famiglia, nulla di più e nulla di meno. Il film andrà in onda sabato 26 ottobre alle 21.15 su PARAMOUNT NETWORK.

6.5

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