Recensione Chi trova un amico trova un tesoro

Bud Spencer e Terence alla ricerca di un tesoro su un'isola "deserta"

recensione Chi trova un amico trova un tesoro
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Secondo film con la coppia dopo Nati con la camicia, ma terzo con Hill (con il quale l'anno prima aveva girato Poliziotto superpiù), per Sergio Corbucci, Chi trova un amico trova un tesoro vede la luce nel 1981 e ci propone l'ennesima avventura per la coppia Bud - Terence, nuovamente in ambientazione "esotica" (in realtà le riprese sono state realizzate nella penisola di Key Biscayne, vicino a Miami) dopo il successo di Io sto con gli ippopotami. In quest'occasione Girotti e Pedersoli interpretano rispettivamente Alan e Charlie. Il primo, dopo aver perso per un malinteso i soldi una scommessa datigli dal boss Frisco Joe, è costretto alla fuga dagli scagnozzi del gangster, non prima però di aver ricevuto in dono dallo zia ubriacone una fantomatica mappa del tesoro. Riuscito a nascondersi sulla barca del navigatore solitario Charlie, in partenza per un viaggio pubblicitario nell'oceano, riesce ad evitare di essere gettato a mare dal proprietario del natante e, guadagnatosi la sua fiducia, camuffa le coordinate della bussola per giungere alla fantomatica isola del tesoro. Naufragati proprio in quel piccolo spazio di terra, i due uomini dovranno fare di necessità virtù e, con l'aiuto dei pacifici indigeni del luogo, si metteranno alla ricerca dell'ipotetica ricchezza. Ma sulla loro strada si metteranno prima un improbabile gruppo di pirati "metallari" e in seguito uno strenue soldato giapponese ignaro che la guerra sia finita da oltre trent'anni.

Chi trova un amico...

Ancora quintali di divertimento in questa commedia avventurosa dell'ormai inossidabile duo (al quattordicesimo anno insieme) che, partendo da un plot elementare, riesce a gestire i cento minuti di visione con le classiche gag (qui emergono anche istinti slapstick) e le roboanti scazzottate, qui coreograficamente non molto originali ma alle quali aggiunge un po' di varietà l'impiego di elementi tipicamente tropicali come liane, bastoni e noci di cocco. Nella ormai rodata contrapposizione tra i caratteri dei due protagonisti (sveglio e sbruffoncello Terence, burbero e manesco Bud) si fanno strada con una certa freschezza le particolarità delle figure secondarie, da Anulu, imbranato figlio della regina al tenace "samurai" giapponese Kamasuka (personaggio ispirato alla realtà). La presenza di popolazioni indigene permette inoltre a Ferruccio Amendola (direttore del doppiaggio e voce dello stesso Anulu, interpretato da Sal Borgese) di proporre lingue "ibride" ma chiaramente riconoscibili, mix di dialetti nazionali "contaminati" con inglese e spagnolo. Con un discreto, per quanto prevedibile, numero di colpi di scena nella mezzora finale che conduce sempre e comunque a risvolti edificanti come quello del titolo, Chi trova un amico trova un tesoro riesce a far ridere ancora oggi grandi e piccini come se il tempo non fosse mai passato.

Chi trova un amico trova un tesoro Semplicemente divertente, Chi trova un amico trova un tesoro vede Bud Spencer e Terence Hill alla ricerca di un fantomatico tesoro su un'isola deserta, tra bonari indigeni e pirati improvvisati. Solito mezzo per l'ormai consolidato mix di botte e risate, la trama lineare scorre tutta d'un fiato sia per la consolidata alchimia della coppia sia per l'intelligenza registica di Corbucci, capace di creare gag e situazioni non prive di una certa inventiva.

8

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