Cherry, la recensione del film erotico su Amazon Prime Video

La diciottenne Angelina, vittima di una difficile situazione familiare, entra nel mondo del cinema hard perdendo sempre più il controllo.

recensione Cherry, la recensione del film erotico su Amazon Prime Video
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Angelina è una diciottenne a cui manca poco per ottenere il diploma. La ragazza non riesce però a concentrarsi sullo studio anche per via di una situazione familiare difficile: il padre violento è spesso vittima d'attacchi d'ira e la madre soffre di dipendenza e si trova quasi ogni sera in condizioni pietose. A farne le spese non è solo Angelina ma anche la sua sorellina più piccola, JoJo.
In Cherry la protagonista viene consigliata dal suo ragazzo, componente di una rock-band, di offrirsi come modella per scatti hot, con i quali potrebbe ottenere facili guadagni mostrando il suo avvenente corpo da lolita. Dopo le prime sessioni, grazie agli introiti ottenuti corona il proprio sogno di trasferirsi a San Francisco con il migliore amico Andrew. Ma entrata in quel mondo ormai la giovane si trova anche impossibilitata a uscirne, lavorando prima come cameriera in un night club e poi spingendosi sempre oltre nel mondo del porno: dopo le prime foto senza veli, anche i video spinti diventano una costante della sua quotidianità.

Durante le serate al locale notturno ha modo di conoscere Francis, un facoltoso avvocato che cova ambizioni d'artista, e inizia con lui una relazione. Ma giorno dopo giorno le cose si complicano sempre di più e la via d'uscita appare lontana e irta di ostacoli, con il solo supporto da parte di un'ex attrice hard diventata regista di film per adulti.

Succo di ciliegia

Non va molto per il sottile il regista e sceneggiatore Stephen Elliott, che porta avanti una parallela carriera di scrittore, nel suo film d'esordio datato 2012 e presentato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino. In Cherry infatti il debuttante cineasta ci trascina nel mondo del porno, con le dinamiche a esso legate, che si trova ad affrontare la giovane protagonista, diciottenne proveniente da una disastrosa situazione familiare e alla ricerca del proprio posto nella società. Non ci troviamo però di fronte a un'opera d'essai o ricca di significati più profondi, come poteva essere un classico come Boogie Nights - L'altra Hollywood (1997) di Paul Thomas Anderson, bensì a un titolo molto più modesto e gratuito, dallo svolgimento lineare.

Il maggior motivo d'interesse, almeno per il pubblico maschile, rimane così l'esplosiva sensualità di Ashley Hinshaw, vista la stessa stagione nell'apprezzato Cronicle (2012) e due anni più tardi nel mediocre horror La piramide (2014), al centro di alcune scene torride e sensuali in cui mette in mostra le proprie grazie. Nonostante la tematica scottante e la relativa ambientazione l'erotismo è comunque di stampo soft, tra sporadiche sortite lesbo e improbabili risvolti romantici di contorno.

La regina è nuda

Se l'intento era quello di approfondire la psicologia di un personaggio costretto a fare i conti con i propri demoni, l'obiettivo può dirsi per buona parte fallito: l'inserimento di banali elementi retorici tendenti al pietismo, come nella rappresentazione borderline dei genitori o i sentimenti mai espressi dal best-friend, finisce ben presto per portare a noia la narrazione di una vicenda in cui accade poco o nulla di realmente significativo, che per di più si chiude con un epilogo "circolare" che non mostra una reale tappa di riscatto da parte della bionda ragazza. L'amarezza di fondo permeante l'intero contesto è troppo annacquata per suscitare reali e vibranti emozioni nello spettatore e lo sviluppo di alcune figure secondarie non appare credibile per quanto visto in precedenza: su tutte l'involuzione dell'avvocato interpretato da James Franco o il tormentato percorso della regista hard di Heather Graham, quest'ultima al centro di una delle sequenze più controverse. Cherry (disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video) ha così un doppio demerito, quello di non spingere con il necessario coraggio sui territori osé e la mancanza di un effettivo tragitto di formazione tale da creare un solido legame empatico con il pubblico.

Cherry Un erotismo all'acqua di rose e un substrato psicologico e drammatico inconsistente, ricco di soluzioni gratuite, caratterizzano i cento minuti di visione dell'opera d'esordio di Stephen Elliott, scrittore prestatosi alla macchina da presa. Cherry è un film ancora acerbo che non sa decidere che strada prendere per raccontare il percorso di formazione della giovane protagonista, diciottenne fuggita da una famiglia "guasta" e finita a lavorare nel mondo del porno: il ritratto che deriva da tale contesto è eccessivo in certi tratti e troppo pudico in altri, nonostante la splendida Ashley Hinshaw sia sexy e fotogenica oltre ogni immaginazione. Le figure di contorno, pur potendo contare sulle performance di un cast di tutto rispetto (James Franco, Lily Taylor, Dev Patel ed Heather Graham), sono al centro di dinamiche poco verosimili e coerenti con le fasi di un racconto più che deludente.

4.5

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